Chi conosce la costituzione italiana sa bene quanto sia bella e importante questa frase: poter esprimere liberamente il proprio pensiero in piazza.

Quanti morti sotto il regime, ma ora tutto è finito… o quasi!!!

Sotto l’uscio è passata una notizia che ho giudicato sconvolgente (le tv ben si guardano da questo argomento) .

Il fatto: Carlo Ruta (giornalista-blogger) ha un blog che parla di mafia in Sicilia. Dopo anni che il mondo ha i blog, solo in Italia poteva partire la causa contro questo strumento in quanto dovesse essere paragonato a testata giornalistica, con tutti gli iter, i costi e le gestioni dello stesso.

Milioni di blog sarebbero dovuti chiudere visto che gestiti esclusivamente a titolo gratuito e con l’unica motivazione di voler dire la propria opinione…

Il dramma: sia in primo grado che in appello il blog è stato condannato!! La legge supera la propria vocazione costiuzionale alla libertà di parola.

La salvezza: in cassazione (quindi con una sentenza definitiva equiparabile a legge) il blog non dovrà mai sottostare ai balzelli e doveri delle testate giornalistiche.

Per stavolta l’abbiamo scampata, ma questa situazione fa parecchio riflettere su quanto la legge possa essere utilizzata contro gli stessi ideali che dovrebbero averle create…

Chi vuole leggere più informazioni in merito può trovarle su questo articolo di zeusnews.it

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