Da un’intervista a Innocenzo Cipolletta (economista e dirigente d’azienda italiano) di Sebastiano Barsoni (puntata di Focus Economia del 12 maggio).

Una interessante riflessione che non vuole giustificare gli sprechi (ma anzi li condanna apertamente) e su cui bisogna pensare per non tralasciare alcun dettaglio nelle scelte per indirizzare la crescita.

“L’Europa (ovvero la BCE) deve sostenere i titoli delle nazioni che hanno preso le misure per ridurre il disavanzo. Visto che la Federal Reserve americana lo fa, perchè la BCE no? O fanno entrambi la stessa cosa, o noi ne usciamo penalizzati.

Con il taglio del disavanzo pubblico c’è spazio per dare sostegno alla domanda interna. Bisogna spostare il reddito da chi ha molto a chi ha poco: tassando chi ha di più si ferma la caduta dei consumi. Spostare la tassazione dai redditi alle cose: meglio ridurre l’Irpef e aumentare l’Iva, o meglio ancora ridurre l’Irpef per aumentare l’Imu, sfruttando quei sistemi che permettono ai meno abbienti di non pagarla. Infatti se non chiedo loro i soldi con l’Irpef, allora hanno i soldi per l’Imu. Perchè questo? Perchè un evasore può imbrogliare sul suo reddito, ma non sul suo patrimonio! E’ infatti uno strumento di giustizia sociale usata in tutti i paesi: siamo l’unico paese civile a non pagare tasse sulla casa… Perchè? La Germania ha fatto così.

Attenzione al taglio della spesa pubblica: così facendo si tagliano i consumi e quindi si taglia la domanda interna. Gli sprechi sono spesa. Posso licenziare 10 uscieri in un ufficio: va benissimo, però ho 10 stipendi in meno. Tagliare va bene: si chiama razionalizzazione della spesa pubblica. Ma questo non porta alla crescita. La crescita la si ha con lo spostamento delle tasse.”

 

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