Una notizia non positiva è giunta alle nostre orecchie: nonostante le manovre del governo Monti per tenere a galla una barca che stava per affondare, 5 mesi dopo dobbiamo tenerci ancora stretti alle nostre scialuppe di salvataggio: il debito pubblico italiano è ulteriormente aumentato e ci si domanda se saranno necessarie o meno delle manovre aggiuntive per raggiungere l’agognato pareggio di bilancio nel 2013. I prossimi mesi saranno quindi molto difficili per il nostro capitan Monti, speriamo che sappia prendere decisioni coraggiose e trovare soluzioni efficaci…

N.B. La matematica non è un’opinione e, poichè l’economia è fatta anche di matematica, due conti veloci li può fare chiunque. Se:

  1. la spesa pubblica non diminuisce;
  2. le entrate tributarie sono diminuite dello 0,5% rispetto allo scorso anno, nonostante la richiesta tributaria in questi ultimi mesi sia aumentata (possiamo ipotizzare che ciò sia dovuto ai fallimenti aziendali ed alla disoccupazione crescente?);
  3. la crescita del debito pubblico non si è mai arrestata, anzi un nuovo record è stato raggiunto;

che cosa dobbiamo aspettarci con questi presupposti? Intuitivamente, si capisce bene che l’obiettivo del pareggio di bilancio non è poi così facile da raggiungere, tantomeno lo è l’abbassamento del debito pubblico…

L.D.

http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1046013/bankitalia1946-mlddebito-record.shtml

14.5.2012

Bankitalia: il debito pubblico sfiora quota 2mila. A marzo è record con 1.946 miliardi di euro.

E intanto scendono le entrate fiscali. Nel primo trimestre sono diminuite dello 0,5%

12:04 – Il debito pubblico italiano a marzo è salito alla soglia record di 1.946,083 miliardi di euro (a febbraio era a quota 1.928,226 miliardi). E’ quanto risulta dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica. Nei primi tre mesi del 2012 le entrate tributarie si sono attestate a 83,168 miliardi di euro, in calo dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Prima di quello attuale, il precedente massimo storico era stato toccato a gennaio, sempre di quest’anno, quando il nostro debito pubblico era arrivato a 1.934,980 miliardi di euro. Un po’ meglio la situazione a marzo del 2011, quando il debito pubblico amontava a 1.866,5 miliardi di euro.Mentre i numeri del debito diventano così sempre più esplosivi nel nostro Paese, le entrate tributarie si alleggeriscono, sempre secondo quanto risulta dai dati di Palazzo Koch. Se nei primi tre mesi sono scese dello 0,5%, considerando soltanto marzo il calo si fa ancora più consistente. Con i 26,237 miliardi di euro raccolti, gli incassi sono infatti diminuiti del 3,6% rispetto ai 27,221 miliardi di euro incamerati a marzo di un anno fa. Se guardiamo i numeri del trimestre, il calo va dagli 83,591 miliardi di un anno fa agli attuali 83,168.

Crisi: Ue, “per l’Italia pareggio bilancio nel 2013”. Rehn, “non serve una manovra”

12:45 11 MAG 2012

(AGI) – Bruxelles, 11 mag – Se l’Italia vuole raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 deve mettere in campo una manovra aggiuntiva. La Commissione europea conferma che l’Italia puo’ farcela in termini strutturali seppure soltanto “grazie ad un aggiustamento aggiuntivo di oltre mezzo punto percentuale del Pil”, secondo quanto si legge nelle sue previsioni economiche di primavera. Ma poco dopo e’ il vicepresidente dela Commissione, Olli Rehn, a correggere il tiro e ad assicurare che “l’Italia non ha bisogno di nuove misure di risanamento”. La Commissione titola il paragrafo dedicato al deficit italiano: “Un deficit strutturale bilanciato nel 2013”.

Tuttavia nelle righe successive aggiunge: “Si prevede che il pareggio di bilancio strutturale si potra’ raggiungere nel 2013 grazie ad una manovra aggiuntiva di oltre mezzo punto percentuale del Pil”. In termini nominali, la stima della Commissione e’ peggiore rispetto a quella del governo.

Bruxelles prevede infatti il deficit italiano al 2% del Pil nel 2012, ed all’1,1% del Pil nel 2013. Le stime del governo indicano invece un deficit nominale all’1,7% del Pil nel 2012, e allo 0,5% del Pil nel 2013.

La Commissione riconosce all’Italia che le misure adottate porteranno ad un avanzo primario del 3,4% nel 2012 e del 4,5% nel 2013. Tuttavia “gli interessi sul debito continueranno a crescere” tanto nel 2012 quanto nel 2013, sottolinea la Commissione. (AGI) .

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Aggiornamento del 25 novembre 2013:

Abbiamo ormai superato i 2000 miliardi di euro di debito pubblico e stiamo viaggiando spediti verso i 2100, mentre il pareggio di bilancio rimane per noi ancora un lontano miraggio…

http://rovigooggi.it/articolo/2013-11-22/il-miraggio-del-pareggio-di-bilancio/#.UpNsIMTmPv4

Il miraggio del pareggio di bilancio

Negli questi ultimi anni, in questo paese chiamato Italia, sentiamo sempre più parlare dell’agognato “pareggio di bilancio”, in nome di queste tre parole i nostri cari governanti, non eletti, ci stanno obbligando ai sacrifici più alti dal punto di vista economico ma anche sociale. Per cercare di essere sicuri di raggiungerlo l’hanno pure messo in Costituzione, come se di solito all’Italia della propria Costituzione importasse qualcosa.

Comunque in nome di quest’ultimo, hanno portato la tassazione italiana al top a livello mondiale (record di cui esserne davvero fieri), hanno tagliato i servizi, hanno impoverito i pensionati, hanno fatto suicidare imprenditori ed operai, hanno fatto raddoppiare il livello di povertà e disoccupazione, soprattutto giovanile, hanno costretto le aziende a chiudere qua in Italia per andarsene anche appena oltre confine per poter continuare a sopravvivere.

Bene, allora guardiamoci un po’ indietro, nella storia di questo stato patrigno. Così guardandosi indietro si capisce che la storia non cambia, si evince che questo è un paese fatto così, un paese che vive o sopravvive grazie al debito pubblico costante e perenne.

Dal 1861 anno di dichiarazione dell’unità d’Italia ad oggi, solo due volte è stato raggiunto il pareggio di bilancio, la prima volta nel 1876 con “la destra storica” al potere, obbiettivo raggiunto grazie ad una serie di tasse che colpivano un po’ tutti senza troppe distinzioni, ma anche grazie ad una delle tasse più umilianti e scabrose della storia di questo paese, la odiata “tassa sul macinato” introdotto in verità già da qualche anno prima che andava chiaramente a colpire le fasce deboli della popolazione. Per vedere la seconda volta il pareggio di bilancio, bisogna aspettare addirittura la dittatura, nel 1925, grazie ad Alberto De Stefani, economista di Mussolini poi caduto in disgrazia durante il regime, per farlo ci fu bisogno semplicemente di una dittatura, in contemporanea ad uno dei periodi di maggior espansione soprattutto industriale mai visti in questo paese, per poter così diminuire drasticamente la spesa pubblica.

Ma la vera chicca di tutta questa nostra storia è che in periodo Repubblicano non è mai accaduto neppure una volta e non mi dilungo oltre, vi lascio solo con una domanda, secondo voi sarà mai possibile con questo sistema politico basato su clientelismi, corruzione, incapacità manifesta di gestione della cosa pubblica, incapacità decisionale, lobby da accontentare e favori da scontrare a raggiungere mai questo agognato pareggio di bilancio?

email inviata da Mattia Giolo – Raixe Venete Veneto Nostro

22 novembre 2013
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Aggiornamento del 2 febbraio 2014:

http://www.leoniblog.it/2014/01/27/gobba-a-levante-debito-calante-gobba-a-ponente/

GOBBA A LEVANTE DEBITO CALANTE, GOBBA A PONENTE…

27 gennaio 2014 – di Ugo Arrigo

Il debito pubblico italiano che cala, in rapporto al Pil e persino in valore assoluto, seppure in un solo trimestre, è un fatto così raro che merita di ritornarci sopra a distanza di pochi giorni da un precedente post. In esso si metteva in guardia il lettore, invitandolo a non fidarsi delle apparenze, amplificate da quello che gli organi d’informazione andavano trionfalisticamente sostenendo. A ridursi nel terzo trimestre 2013 era stato infatti il debito pubblico lordo dell’Italia, così come definito dal trattato di Maastricht e rilevato trimestralmente dall’Eurostat a supporto della Commissione U.E. Al netto della liquidità disponibile del Tesoro, dei depositi presso la Banca Centrale, dei conferimenti ai meccanismi europei salvastati, quello che si può chiamare debito pubblico netto era invece tutt’altro che sceso. Purtroppo, con la sola rilevante eccezione del Foglio, nessun giornale ha ritenuto di dover ricordare ai suoi lettori che non è tutto oro quello che luccica. […]

Cosa è successo dunque al debito italiano tra giugno e settembre 2013? Come già ricordato in precedenza:

  • Nella sua versione lorda esso è passato da 2.076,4 a 2068,7 mld., con una riduzione di 7,7 miliardi.
  • Nella sua versione netta è invece passato da 1.922,2 a 1.951,1 mld., con un incremento di 27,9 miliardi.

E tra settembre e novembre? In soli due mesi:

  • Il debito lordo è cresciuto di 35,4 miliardi (da 2.068,7 a 2.104,1 mld.).
  • Il debito netto è invece aumentato di 13,8 miliardi (da 1.950,1 a 1963,9 mld.)

Gli incrementi del debito netto, rapportati al numero di mesi in cui si sono verificati, appaiono decisamente maggiori rispetto alla media del precedente biennio/triennio, sicuramente per effetto dell’accelerazione da parte della P.A. del pagamento delle fatture pregresse. Se si considera l’intero triennio 2011-13, l’incremento medio mensile del debito netto è stato di 5,2 miliardi. […]

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Aggiornamento del 16 luglio 2015:

http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/07/14/nuovo-record-debito-pubblico-sopra-quota-mld_ogBuvVuWC7MjojgPpQyRLP.html

Nuovo record debito pubblico, sopra quota 2.200 mld

14/07/2015

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Aggiornamento del 15 giugno 2016:

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/06/15/bankitalia-nuovo-record-del-debito-pubblico-italiano-ad-aprile-2230-miliardi_3def8264-1fba-43ec-9c14-e77d7416c34e.html

Bankitalia: nuovo record del debito pubblico italiano ad aprile, 2230 miliardi

E’ quanto si ricava dalle tabelle dell’istituto. A marzo 2.228,7

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