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Innovazione nelle ‘Smart cities’ : una opportunita’ per il sistema italiano

di Marco Baccanti – 29 aprile 2012

[…] dal punto di vista degli interventi per contrastare gli stili di vita nocivi, è degna di nota l’esperienza della città di Liverpool, che da diversi anni ha attrezzato palestre pubbliche dedicate ai cittadini sovrappeso o diabetici, collocate in aree della città in cui erano disponibili spazi di proprietà del Comune e bisognose di essere rivitalizzate da un nuovo flusso di cittadini. Sono state sfruttate diverse aree all’interno di caserme dei vigili del fuoco e di scuole, e poco per volta sono migliorati i dati di obesità nella popolazione, un tempo i peggiori nel Regno Unito.

In Italia abbiamo una forte credibilità sui temi della prevenzione, perchè abbiamo abitudini alimentari ancora abbastanza sane, una certa predisposizione all’attività fisica, tassi di fumatori e di alcoolisti inferiori a quelli tipici di altre aree geografiche e anche una migliore gestione delle situazioni di stress.

Di conseguenza, per ora, abbiamo una speranza media di vita maggiore e migliori indici epidemiologici di malattie cardiovascolari e del metabolismo. Il nostro vantaggio comunque si va riducendo, soprattutto nelle nuove generazioni che vedono crescenti percentuali di individui sovrappeso ed obesi, ma possiamo ancora contare sul fatto che questo vantaggio ci viene riconosciuto, ovvero abbiamo un buon ‘brand’ internazionale in questo campo.

[…] Gli investitori hanno capito che una maggiore attenzione ai bisogni dell’individuo e alla sua motivazione a seguire uno stile di vita salutare comporta un forte valore aggiunto e un notevole vantaggio competitivo della loro proposta immobiliare una volta che sarà collocata sul mercato.

Considerando il riconoscimento da parte del mercato internazionale del fatto che in Italia abbiamo una cultura e un codice comportamentale individuale in grado di gestire meglio che altrove i fattori di rischio, vedo i presupposti per proporci come sistema e divenire fornitore privilegiato di soluzioni per smart cities.

Penso agli urbanisti ed ai designer, in grado di progettare interventi sulla infrastrutturazione delle città, sulla pedonalizzazione e sugli interscambi pedone-mezzo di trasporto.

Penso alle forti competenze industriali, con leadership internazionale, dei settori food e furniture (per l’arredo urbano) e a quelle nell’ambito wellness e fitness.

Non sono da meno le esperienze accumulate nell’ambito della medicina preventiva, gli esperimenti che tentano di risolvere il coesistente bisogno di forte concentrazione e massa critica nelle strutture ospedaliere urbane e il contestuale bisogno di offrire strutture di cura primaria delacalizzate capillarmente e facilmente accessibili da parte della popolazione urbana.

E ovviamente immagino un forte ruolo dell’Università, con l’obiettivo di creare un organico quadro teorico e sistemico a questi aspetti molto multidisciplinari e puntuali.

[…] Ma per vincere le grandi forniture dobbiamo riuscire a collegare le varie tessere del mosaico e poi fare azioni di marketing sistemico per poter dire la nostra al mercato. […]

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