Con grande coraggio, il sindaco del Comune di Pontinvrea, in provincia di Savona, ha deciso di non oberare i cittadini con la tassa dell’IMU (Imposta Municipale Unica), come stabilito dal governo centrale. Un atto che dovrebbe fare da esempio per tutti gli altri comuni italiani, perchè solo in questo modo è possibile far capire a chi è al governo gli errori che sta commettendo. In realtà l’IMU non è sbagliata di per sè, ma è sbagliato il fatto che venga semplicemente AGGIUNTA senza togliere altre tasse. L’Europa vorrebbe che noi spostassimo la tassazione dalle persone e dal lavoro al patrimonio, qui invece, oltre a tassare le persone e il lavoro, adesso si tassa pure il patrimonio!!!

L.D.

http://genova.repubblica.it/dettaglio-news/11:50/4155109

Imu: sindaco di Pontinvrea, non la farò pagare, rapina incostituzionale

(Adnkronos) – L’Imu, spiega, e’ incostituzionale perchè “è in contrasto con gli articoli 47 e 53 della Costituzione. Il primo dove si afferma che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; il secondo quando stabilisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva“. “Come si può pretendere – dice Camicciotoli – che dei pensionati o famiglie che non arrivano a fine mese, debbano anche pagare l’imposta sulla prima casa? Mentre invece questo non riguarda le fondazioni bancarie? Il buon esempio deve essere dato dall’alto”. Un messaggio a Monti? “Gli ho scritto una lettera per dire quello che penso. Avevo fiducia in questo governo e sono profondamente italiano, ma così proprio non va”. La via della disobbedienza civile è, quindi, l’unica strada. So che l’Imu è una legge dello Stato, ma, come è avvenuto in passato con tante leggi sbagliate, e capisco che il paragone con le leggi razziali sia azzardato, si possono contrastare. I politici guardano solo al proprio interesse e della gente se ne fregano. E io dovrei fare il braccio armato del governo Monti? Non ci sto“. E infatti il consiglio comunale ha votato ‘no’ all’unanimità e adesso sta cercando “un giurista per il ricorso alla Corte Costituzionale, perchè alle parole devono seguire i fatti”.

29 aprile 2012

ImuANCI lancia campagna informativa per i cittadini/contribuenti

27-04-2012

I Sindaci e i Comuni italiani dicono NO all’Imposta Statale Unica!!!
I cittadini, le famiglie e le imprese devono sapere che dietro la sigla IMU che evoca i municipi, si nasconde una TASSA dello Stato che i Comuni non possono neanche riscuotere liberamente.
Per rendere i cittadini partecipi della grave situazione che da tempo l’ANCI denuncia in tutte le sedi istituzionali, senza che le autorità governative ne traggano le necessarie conseguenze, l’Associazione dei Comuni lancerà una campagna informativa che sarà presentata nel corso di una conferenza stampa mercoledi’ 2 maggio, alle ore 13.30, presso la sede di Via dei Prefetti 46 a Roma. […]
02-05-2012

«Imu? no grazie!»: il nuovo slogan della campagna dell’Anci

«Imu? no grazie!»: i comuni italiani hanno scelto uno slogan breve ma efficace per esprimere la propria contrarietà all’imposta municipale unica. Oggi è stata avviata la campagna di mobilitazione dei sindaci che impegnerà l’Anci fino al 24 maggio, quando è prevista una manifestazione di tutti i sindaci a Venezia – per chiedere modifiche immediate all’Imu. «Questa Imu – hanno spiegato oggi, nel corso di una conferenza stampa indetta nella sede dell’Anci, il presidente dell’Associazione dei comuni italiani, Graziano Delrio, il sindaco di Roma e presidente del Consiglio nazionale, Gianni Alemanno e il delegato Anci alla Finanza locale e sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli – non è dei comuni, e fa sì che i cittadini siano più tassati e i comuni più poveri».
Dati alla mano, l’Anci ha dimostrato come l’Imu sia molto più onerosa per gli italiani e che, rispetto alla vecchia Ici, i comuni perdono, con l’Imu, circa il 30% delle loro entrate. L’Ici nel 2011 è pesata infatti sui contribuenti per 9,2 miliardi; l’Imu quest’anno dovrebbe portare 21,4 miliardi di entrate (una cifra sovrastimata, secondo l’Anci). In pratica, le imposte sulla casa nel 2012 aumenteranno, per i cittadini, del 133%. Per quanto riguarda invece i comuni, con l’introduzione dell’Imu, questi dovrebbero ricevere 3,2 miliardi ma a causa dei tagli previsti, pari a 5,7 miliardi, i comuni perderanno 2,5 miliardi dunque il 27% della vecchia Ici. «Lo stesso premier Monti ha invitato chi avesse altre idee ad esporle – ha affermato Delrio – ed eccoci qui: chiediamo modifiche immediate all’Imu, in modo che diventi per davvero una tassa municipale. Siamo disposti a rinunciare a tutti i trasferimenti statali in modo proporzionale alle entrate dell’Imu, ma queste entrate devono rimanere per intero sui territori, perchè‚ i cittadini hanno diritto di poter vedere in modo oggettivo che fine fanno le loro tasse e noi su questo dobbiamo essere giudicati. Deve sparire la quota statale – ha concluso Delrio – e il governo, se lo ritiene opportuno, potrà procedere istituendo una patrimoniale vera e non mascherata».

http://www.greenme.it/informarsi/green-economy/7562-eolico-tula-imu

Eolico: i cittadini di Tula non pagheranno l’IMU grazie all’energia del vento

08 Maggio 2012 – Francesca Mancuso

Eolico. Le fonti pulite fanno risparmiare. Anche sulle tasse: a Tula, piccolo paesino della provincia di Sassari, l’energia prodotta grazie al vento ha permesso ai cittadini di non pagare l’IMU. Spazzata via dalla forza del vento, la famigerata tassa sulla casa non graverà sulle tasche dei 1600 abitanti di Tula. E tutto grazie ai ricavi che il Comune ottiene attraverso il suo parco eolico.

Sui monti di Sa Turrina Manna (La torretta grande), a 5 chilometri da Tula e altrettanti da Erula, sorge l’omonimo parco eolico, che ha una capacità di 90 MW, ed è in grado di provvedere al fabbisogno di energia elettrica di circa 65 mila famiglie. E oggi è al massimo della sua capacità. Ma l’anima verde di Tula è, comunque, in espansione. Adesso il Comune punta sul solare termico.Diamo un contributo del 45% a chi installa pannelli solari per scaldare l’acqua di casa: spendi 5 mila euro? Il Comune te ne dà 2.250“, conclude il sindaco. “Il nostro Comune è piccolo, ma proviamo a pensare in grande. A Roma quante case potrebbero avere l’acqua calda scaldata con l’energia solare?“.

Il sindaco, Andrea Becca, ha raccontato al Corriere i suoi progetti e quelli della Giunta comunale del piccolo centro sardo a favore delle energie pulite: Tula ha accettato una scommessa: credere nelle energie rinnovabili. Già la giunta precedente aveva dato il via al parco eolico, che oggi rappresenta il 12-13% dei proventi comunali spiega il sindaco. Dall’eolico incassiamo 400 mila euro all’anno, su un bilancio di 3.200.000. Quelle entrate le abbiamo investite tutte in politiche sociali e ambientali, ma quest’anno ci siamo guardati in faccia e abbiamo ragionato su come far risparmiare le famiglie. Visto che la legge ce lo consentiva, dopo aver dato un’occhiata alle rendite catastali, abbiamo ridotto l’aliquota dal 4 al 2 per mille e contemporaneamente aumentato la detrazione sull’Imu da 200 a 400 euro da aggiungere alle detrazioni per i figli a carico per 50 euro per ciascun figlio. In questo modo abbiamo neutralizzato l’Imu“. […]

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Aggiornamento del 28 dicembre 2012:

Le tasse sono da diminuire, che sia o non sia l’IMU, il carico fiscale che stiamo sopportando è eccessivo. L’IMU può essere in parte giustificata dal duplice fatto che:

  • è stata impostata come una tassa patrimoniale
  • è una tassa  presente praticamente in tutti gli altri paesi europei ed anche negli Stati Uniti

Tuttavia, il nostro caro Stato italiano avrebbe bisogno di un minimo di etica e di decenza, certe cose non si possono fare…

L.D.

http://corriere-in-diretta.blogspot.it/2012/12/89000-di-imu-al-centro-contro-la.html

24 DICEMBRE 2012

89.000 € di Imu al Centro contro la Leucemia infantile!

Regalo di Natale x il buon umore di tutti noi, il grande e grosso (obeso) stato italiano ricolmo di ladri e ladruncoli a tutti i livelli decisionali, ha deciso di fare la figuraccia interplanetaria di fine 2012: far pagare 89 mila euro di Imu al Centro contro la Leucemia dei bambini presso la Città della Speranza di Padova. Una decisione che grida vendetta contro il minimo sindacale del buonsenso comune ! Pare pazzesco ma è così: la «Torre della Ricerca» tirata su con le donazioni private di migliaia di cittadini ha dovuto pagare 89.400 euro. Rubati ai laboratori, ai ricercatori, ai progetti scientifici. Per finire nelle tasche già ricolme di denaro maltolto della burocrazia gerontocratica e parassita più avida del pianeta Terra. […]

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/12_dicembre_28/ricerca-cancro-imu_71888f50-50ba-11e2-9c70-def14518d4ca.shtml

 

La ricerca contro il cancro costretta a pagare l’Imu

Garattini, direttore del Mario Negri: «Stato ingrato, da anni ci deve 10 milioni di Iva, ora paghiamo 360 mila euro di Imu»

«Ma che razza di regole sono?». Quando Silvio Garattini ha letto della Città della Speranza costretta a pagare 89.400 euro di Imu tolti agli studi sulle leucemie infantili, non ha potuto trattenere un moccolo di sconforto: il «suo» Istituto Mario Negri, baluardo della guerra al cancro, di euro ne ha dovuti versare 360 mila. Allo stesso Stato che non gli restituisce 10 milioni di Iva. C’è poi da stupirsi se siamo trentaseiesimi al mondo nella ricerca scientifica?

Non si tratta, purtroppo, di errori burocratici. Non era una svista la pretesa di tutti quei soldi dalla Torre della ricerca padovana costruita grazie alla generosità di tanti cittadini e destinata a essere il cuore (totalmente non-profit) della lotta alle malattie dei bambini. Non è una svista l’Imu di 30 mila euro imposta all’Airc, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro per la sua sede centrale e di circa 200 mila alla Firc (la fondazione sorella dell’Airc) per gli immobili ricevuti in dono e non ancora venduti per recuperare i soldi necessari a finanziare i progetti di centinaia di ricercatori. Non è una svista la tassa di 36.200 euro reclamata dall’Ircc (l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro) di Candiolo, punto di riferimento non solo dei torinesi ma di tantissimi italiani costretti ai viaggi della speranza. Come non è una svista la stessa Imu richiesta a tante altre strutture simili.[…]

Ogni 1.000 occupati, nel settore pubblico e privato insieme, i ricercatori sono 17 in Finlandia e in Islanda, 12,6 in Danimarca, 12,4 in Nuova Zelanda, 11,1 in Corea, 9,5 negli Stati Uniti, 9,1 in Francia, 8,5 in Germania, 6,3 in Russia e 4,3 da noi. Vale a dire che, sprofondati al 33º posto, arranchiamo poco sopra la metà della media (7,0) dell’Europa a 27 e ci spezza le reni, per dirla mussolinianamente, perfino la Grecia.
Ancora più sotto, al 36º posto, inaccettabile per un Paese che si vanta di essere (sia pure ammaccato) tra i primi al mondo, stiamo nella classifica degli stanziamenti rispetto al prodotto interno lordo. Investe nella ricerca il 3,5% del suo pil Israele, il 2,8% la Corea del sud, il 2,7% la Finlandia e giù giù a scendere troviamo all’1,9% la Germania, all’1,6% la media dei paesi Ocse, all’1,4% la Francia, all’1,2 la media europea. Noi siamo allo 0,7%. Appena davanti alla Nuova Zelanda, al Sud Africa e alla Turchia. Proprio un figurone.

Gian Antonio Stella – 28 dicembre 2012

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