http://europa.eu/youreurope/business/exit-strategy/handling-bankruptcy-and-starting-afresh/index_it.htm

L’UE sostiene la semplificazione e lo snellimento delle procedure fallimentari. Ritiene inoltre che agli imprenditori onesti che hanno visto fallire la loro attività debba essere data una seconda possibilità, considerandoli alla stregua dei nuovi imprenditori.

[…]

Ricominciare dopo un fallimento

In un’economia dove le bancarotte fraudolente sono limitate al 4-6%, è essenziale offrire una seconda possibilità agli imprenditori onesti che hanno visto fallire la loro attività.

Da alcuni studi emerge che i secondi tentativi sono generalmente più proficui e creano maggiore occupazione. Gli imprenditori tendono ad imparare dai loro errori, diventando più capaci di valutare rischi e opportunità.

L’UE indica alcune soluzioni per aiutare gli imprenditori ad affrontare difficoltà pratiche e psicologiche al momento dell’avvio di una seconda attività:

  • occorre mettere a disposizione delle nuove aziende sufficienti mezzi finanziari;
  • banche e istituti finanziari dovrebbero rivedere l’atteggiamento di cautela nei confronti degli imprenditori che desiderano lanciarsi in un secondo tentativo;
  • il nome di coloro che non sono implicati in casi di bancarotta fraudolenta non dovrebbe comparire negli elenchi che limitano l’accesso ai prestiti bancari;
  • gli imprenditori che hanno dichiarato fallimento non dovrebbero essere discriminati negli appalti pubblici;
  • gli imprenditori che desiderano ritentare dovrebbero disporre di un adeguato sostegno psicologico e tecnico;
  • occorre favorire il sostegno da parte di clienti, partner commerciali e investitori creando collegamenti tra essi e i potenziali imprenditori che desiderano avere una seconda possibilità.

[…] Uno dei dieci principi sanciti dallo Small Business Act riguarda il fallimento e la necessità di dare una seconda possibilità agli imprenditori onesti che hanno visto fallire la loro attività. I paesi membri dell’UE sono incoraggiati a:

  • promuovere ulteriormente un atteggiamento positivo della società nei confronti di coloro che desiderano avviare una nuova attività;
  • ridurre le procedure di liquidazione a un anno ;
  • garantire la parità di trattamento tra gli imprenditori che fanno un nuovo tentativo e coloro che avviano per la prima volta un’attività, ad esempio nei programmi di sostegno.
  • Small Business Act

Gli imprenditori che hanno dichiarato fallimento non devono perdere la fiducia nella loro capacità di avviare una nuova impresa.

In Italia funziona così:

Bancarotta (da Wikipedia)

[…] Bancarotta semplice

È prevista dall’art. 217 RD 267/1942; risponde di tale reato l’imprenditore fallito che:

  • abbia effettuato spese di carattere personale o familiare che siano eccessive o sproporzionate in ragione della sua condizione economica;
  • abbia impiegato larga parte del proprio patrimonio in operazioni puramente aleatorie (ossia di dubbia sorte già in partenza, affidate al caso, da alea, il latino “dado”; la legge usa qui la locuzione “di pura sorte”);
  • abbia compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento;
  • abbia aggravato il proprio dissesto, astenendosi dal richiedere la dichiarazione di fallimento o con altra forma di colpa grave;
  • non abbia soddisfatto le obbligazioni assunte in un precedente concordato preventivo o fallimentare.

La pena va da sei mesi a due anni di reclusione. La stessa pena si applica al fallito che nei tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento ovvero dall’inizio dell’impresa, se questa ha avuto una minore durata, non ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge, oppure li ha tenuti in maniera irregolare o incompleta.

La condanna importa la pena dell’inabilitazione all’esercizio dell’impresa e ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi altra impresa fino a 2 anni. […]

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