D’altra parte si sa, che tra i cittadini e lo Stato italiano non sussista un rapporto molto affiatato. Da quando poi è subentrata Equitalia, l’agenzia pubblica che dal 2007 si occupa della riscossione dei tributi per conto dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, questo rapporto è divenuto ancora più teso (vedi l’articolo “Gli strozzini di Equitalia“).

Ma ora è possibile, per i Comuni che lo ritengono opportuno, gestire autonomamente la riscossione dei suddetti tributi, evitando a noi contribuenti di dover sottostare ai soprusi ed alle vessazioni che, senza scrupoli, Equitalia si è permessa di perpetrare nei nostri confronti. Ciò è possibile e fattibile in particolare per i Comuni più piccoli (per le grandi città non sarebbe impossibile, ma sarebbe sicuramente un po’ più complesso da gestire).

In alternativa, se solo il Governo e l’Agenzia delle Entrate non facessero le cosiddette “orecchie da mercante”, sarebbe auspicabile applicare delle modifiche che vadano ad attenuare e rendere meno stringenti ed opprimenti le vigenti normative, relative appunto alla riscossione dei tributi, che Equitalia fa rispettare con il piglio di uno sceriffo da Far West. Un minimo di comprensione e condiscendenza nei confronti di chi è seriamente in difficoltà, non risolverebbe i problemi, ma sarebbe indubbiamente di grande sollievo per chi non sa come fare per arrivare alla fine del mese… Non è accettabile che ci siano persone che per pagare le tasse e le relative multe, molto spesso eccessive e sovradimensionate, siano costrette a richiedere dei finanziamenti o accendere dei mutui!!!

Per chi ne avesse bisogno, lo sportello “Sos debiti: difenditi da Equitalia” è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Tel: 055571996

e- mail: ricorsiequitalia@codici.org

Infine, Alberto Goffi ha pubblicato “un manuale informativo ad uso dei contribuenti, per guidarli nell’intricato mondo della tassazione locale e nazionale e per tutelarli dalle conseguenze del tardivo pagamento.” Si intitola “E’ Qui l’Italia? Viaggio tra tasse killer e fisco iniquo. Come difendersi da Equitalia” e questo è il sito ufficiale: www.albertogoffi.com.

“Tanti cittadini, che già normalmente non hanno molta dimestichezza con i moduli di pagamento tasse, tributi e quant’altro, potrebbero trovare nel manuale un utile supporto per orientarsi nel complesso mondo delle cartelle esattoriale, evitando così di dover ricorrere costantemente a consulenti e professionisti specializzati. La finalità della pubblicazione è espressamente e convintamente sociale, infatti il ricavato della vendita verrà devoluto a favore delle “vittime” di errori o comportamenti vessatori da parte della pubblica amministrazione e andrà a finanziare un Fondo di garanzia come previsto dall’Osservatorio regionale su Equitalia votato all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte il 30 luglio 2010, che si prefigge di monitorare il fenomeno economico e sociale dei fermi amministrativi e dei pignoramenti immobiliari, per debiti contratti con lo Stato, e per valutare l’impatto che questi hanno sulle piccole aziende e sul mondo del commercio in generale.”

L.D.

 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1112&ID_sezione=56

Teso rapporto tra i cittadini e lo Stato: “Equitalia, il cane lupo e i cittadini”

Di Massimo Gramellini – 4 gennaio 2012

[…] La guerra di cui ci occupiamo qui è una guerra fra poveri, anzi, fra impoveriti (le finanze individuali contro quelle pubbliche) ed è il sintomo di un’emergenza nazionale che precede e spiega tutte le altre: il rapporto fra i cittadini e lo Stato. Secondo il manuale di educazione civica che prende polvere da decenni nelle nostre librerie, i cittadini sono lo Stato. E le tasse, di conseguenza, lo strumento per finanziare se stessi. Non pagarle rappresenta un atto di masochismo. Ma in Italia non è così. Per un italiano lo Stato è altro da sé, è un vampiro arrogante da buggerare più che si può. Di solito viene identificato con la casta costosa, pletorica e inefficiente dei politici, con il treno sporco e perennemente in ritardo dei pendolari, con il funzionario pubblico che digrigna i denti al di là dello sportello, complicandoci le cose facili e non semplificandoci quelle difficili.

D’altro canto, per un funzionario pubblico il cittadino italiano non è il suo datore di lavoro, ma un postulante. Non il comproprietario dello Stato, ma un suddito. L’effetto di questa estraneità reciproca, rimasta grosso modo inalterata dai tempi delle invasioni barbariche, si riverbera sulla relazione cruciale fra chi paga le tasse e chi le riscuote. Il contribuente considera Equitalia un taccheggiatore. Equitalia considera il contribuente un evasore.

Equitalia detesta il contribuente perché sa che egli farà o ha già fatto di tutto per fregarla. Perciò gli starà addosso con i metodi dell’inquisitore, applicando senza un briciolo di buon senso quelle leggi che le consentono di pignorare la casa e l’auto a chi non possiede nient’altro per lavorare e quindi per pagare le tasse. L’agenzia agirà come se avesse sempre ragione e quando la giustizia le darà torto si rifiuterà di riconoscerlo fino all’ultimo grado di giudizio, confidando nella stanchezza del cittadino, che pur di non spendere altri soldi in tribunale accetterà di pagare in forma scontata una somma che non avrebbe dovuto pagare affatto.

A sua volta il contribuente ritiene che Equitalia si accanisca contro di lui perché è piccolo e nero, mentre i grandi patrimoni vengono risparmiati e coloro che portano i soldi all’estero o mettono le proprietà immobiliari all’ombra di società di comodo non correranno mai alcun rischio. E’ portato a considerare veniali le sue colpe, anche quando ci sono, e sproporzionata la reazione della controparte.

Questo stato d’animo è aggravato, o forse addirittura determinato, dalla mancata percezione dell’interesse comune. La maggioranza degli italiani è convinta che le tasse riscosse da Equitalia non serviranno a pagare i servizi essenziali, ma a ingrassare i soliti noti, perciò vive l’evasione come una forma di autodifesa invece che come una diserzione sociale. In realtà i servizi, anche se pessimi, ci sono e ce ne stiamo accorgendo adesso che cominciano a scarseggiare. E ci sono anche gli evasori: quelli grandi, certo, ma pure i piccini, che la latitanza dei grandi non rende meno colpevoli. […]

http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/04/un-comune-estromette-equitalia-dalla.html?m=1

23 aprile 2012

Un Comune estromette Equitalia dalla riscossione dei tributi

Sbarazzarsi di Equitalia si può. Niente pacchi bomba o proiettili, basta fare ricorso alla legge numero 166 del settembre 2011, che stabilisce che i Comuni possano non servirsi della società creata da Agenzia delle entrate e Inps per la riscossione nazionale dei tributi. È quello che ha fatto Luca De Carlo, il sindaco di Calalzo di Cadore, sulle montagne di Belluno, che dalla fine del 2011 ha deciso di affidare la raccolta coattiva dei crediti insoluti alla Comunità montana Valbelluna. «In un momento di crisi e difficoltà per le famiglie», dice De Carlo, «abbiamo cercato di umanizzare il servizio disumano da sceriffo di Nottingham adottato da Equitalia, risparmiando per di più ben 13 mila euro all’anno».
Già alla fine del 2010, in base al decreto legislativo 446 del 1997 e alla legge 338 del 2000, il giovane sindaco veneto aveva affidato al servizio tributi della Comunità montana la riscossione delle tasse ordinarie, come l’imposta comunale sui rifiuti. Dal marzo scorso, poi, approfittando dell’entrata in vigore della legge 166/2011, Equitalia è stata estromessa pure dalla riscossione coattiva dei crediti insoluti, che può portare al pignoramento dello stipendio, del conto corrente, dei beni mobili e immobili dei cittadini. Anche questo servizio è stato affidato alla Comunità montana Valbelluna, attrezzata per la riscossione delle tasse grazie ai contributi della Regione Veneto. «Non c’erano casi emblematici nel paese, anche perché la quasi totalità dei cittadini di Calalzo è puntuale nel pagamento dei tributi», dice De Carlo, «ma abbiamo avvertito qualche segnale di disagio».
Così, nonostante la legge numero 166 preveda che il passaggio della riscossione agli enti locali diventi obbligatorio dal 2013, continua De Carlo, «noi non abbiamo voluto aspettare perché non volevamo più essere complici di questa maniera di agire di Equitalia, che non fa differenza tra un poveretto che non ce la fa a pagare le tasse e i furbetti del quartierino». Affidando la riscossione alla Comunità montana, spiega, «siamo invece in grado di monitorare i pagamenti, capire dove esistono le situazioni di disagio e intervenire prima che i calaltini rischino il pignoramento della casa».

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Aggiornamento del 10 maggio 2012:

http://www.helpconsumatori.it/?p=44835

Caso Equitalia, Codici: +143% di richieste d’aiuto rispetto al 2011

Equitalia è sempre più oggetto di discussione in un Paese vessato dalla crisi. […] Sembra ormai che una parte del paese, formata da lavoratori, piccoli imprenditori e pensionati, sia ossessionata dall’incubo di ricevere una cartella esattoriale.

Debiti da poche migliaia di euro che possono trasformarsi in un colpo di grazia per quei cittadini che hanno già grosse difficoltà ad andare avanti. E più le difficoltà economiche aumentano, più cresce il rischio di non contrarre un debito: un circolo pericoloso da cui l’Italia deve uscire prima che sia troppo tardi.

Sono più che allarmanti i dati diffusi oggi dal Codici, che ha stilato un vero e proprio dossier su Equitalia: da gennaio ad aprile 2012 l’Associazione ha ricevuto 350 segnalazioni relative a problemi di sovraindebitamento, 188 da famiglie e 162 da single. Di queste 203 riguardano cartelle Equitalia (40 soltanto nella capitale).

Le richieste d’aiuto da parte dei cittadini hanno subito un vertiginoso aumento rispetto all’anno scorso: considerando i primi 4 mesi del 2011 l’aumento è stato del 143%. Da un anno il Codici ha attivato uno sportello per assistere le vittime di Equitalia: “Sos debiti: difenditi da Equitalia”. E’ stato messo sù uno staff legale per far fronte alle continue richieste d’aiuto e ai casi sempre più difficili, alcuni dei quali tristemente noti. Spesso le cartelle di Equitalia presentano importi da capogiro e ipoteche sugli immobili.

Ad esempio il caso più che emblematico di un pensionato malato di cuore che, per una cartella esattoriale di 322.830,41 euro, si è visto pignorare l’intera pensione di invalidità di circa  1.000 euro. Un’ ingiustizia ai danni di un cittadino con gravi difficoltà economiche e di salute, confermata anche da una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che le pensioni erogate dall’Inps e dall’Inpdap sono pignorabili nella misura di un quinto e non nella totalità come sta accadendo al nostro assistito.

Non mancano i casi fuori da ogni logica: le “cartelle lumaca” così lente da arrivare con 34 anni di ritardo. Risale al 1978, infatti, il debito per il quale un cittadino deve pagare 610,10 euro ad Equitalia. Un vero e proprio paradosso, una situazione assurda che dà l’idea di quanto sia complicata e poco efficiente la realtà del recupero crediti in Italia.

Per non parlare del caso di un pensionato di 85 anni a cui è stato recapitato non solo il fermo amministrativo dell’auto ma anche l’iscrizione di  ipoteca all’appartamento in cui vive. Secondo una recente sentenza è illegittimo il “preavviso” di fermo amministrativo dell’autovettura, emesso da Equitalia, se per il credito che si vuole garantire l’agente della riscossione ha precedentemente iscritto anche un’ipoteca sull’immobile del debitore.

Sono soltanto alcuni degli errori/orrori di Equitalia:

  • In tutte le cartelle viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza indicare come si è arrivati a tale cifra. la cartella esattoriale, deve contenere a pena di nullità il calcolo degli interessi per consentire una corretta verifica del contribuente delle somme richieste.
  • Non corretta identificazione del debitore.
  • Errori di calcolo.
  • Irregolarità nella notifica della cartella.
  • Cartella di pagamento riferita ad un verbale il cui credito risulta prescritto, ed altro ancora.

“Per questo si è reso necessario dire stop ai soprusi, basta con professionisti, imprenditori ma anche semplici cittadini messi in ginocchio da un sistema di riscossione inflessibile”.

 04/05/2012  Redattore: GA

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Aggiornamento del 10 ottobre 2012:

http://odiolacasta.blogspot.it/2012/10/catastrofe-equitalia-426mila-case.html?m=1

Catastrofe-Equitalia: 426mila case pignorate in tre anni!!

8 OTTOBRE 2012

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Aggiornamento del 12 giugno 2013:

Passeremo dalla padella alla brace per quanto riguarda la riscossione dei tributi? In molti comuni, infatti, alla società Equitalia si stanno sostituendo altre società private, le quali sembrano però applicare dei tariffari non propriamente a buon mercato. In un momento di crisi, speculare ulteriormente sulle tasche dei cittadini non sembra essere una buona soluzione…

Il problema è il seguente: riuscire a discriminare in modo efficace chi evade il fisco per necessità di sopravvivenza da chi invece truffa deliberatamente lo Stato (abbiamo già inserito diversi post anche per quanto riguarda la piaga dell’evasione fiscale).

E’ giusto quindi ammorbidirsi nei confronti di chi non ce la fa (a questo proposito Equitalia sta appunto iniziando ad andare incontro maggiormente ai cittadini ed alle loro esigenze), mentre è assolutamente necessario riscuotere i tributi dagli “evasori seriali”, cosa che dovrebbe permettere anche una riduzione del carico fiscale sui cittadini che onestamente e puntualmente pagano il dovuto.

Come fare? Semplice: attraverso l'”incrocio dei dati“, che può avvenire con il famoso “redditometro” così tanto criticato (io sono assolutamente a favore: se io sono un cittadino in regola non ho nulla da temere, dunque pretendo che lo Stato, per tutelare anche me, violi quel tanto che basta di privacy per riuscire a scovare chi non paga le tasse che dovrebbe pagare!!!) ma anche andando a vedere altre cose, come ad esempio quanto un cittadino ricorre ai servizi sociali dedicati alle fascie più povere della popolazione.

Per scoprire di più sul redditometro:

http://www.intrage.it/rubriche/fisco/errorifiscali/redditometro/index.shtml

Il ‘Redditometro’ – Cos’è e come funziona

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http://www.corriere.it/economia/13_giugno_04/carica-dei-gabellieri-privati-premi-fino-al-30-sensini_4ad3a38a-ccee-11e2-9f50-c0f256ee2bf8.shtml

La carica dei gabellieri privati, premi fino al 30%

Partita la caccia ai Comuni per ottenere la gestione 
delle esattorie sul territorio

Venti euro per ogni appuntamento con il contribuente, novanta centesimi per ogni comunicazione inviata ai cittadini (più 20 centesimi a foglio aggiuntivo), un aggio del 23% sulle somme incassate a seguito di accertamento e del 9% sulle riscossioni, che però scatta dopo appena un mese dall’ingiunzione (e non due come nel caso di Equitalia). E poi, ancora, l’1% sull’Imu pagata con bollettino postale, 1 euro per ogni versamento Imu con l’F24, il 9% per la riscossione spontanea delle multe stradali, che può arrivare al 21% se il debitore è straniero, il 23% più 20 euro a pratica per ogni ravvedimento operoso.

Un tariffario “pesante” quello della società che incassa le tasse locali e le contravvenzioni per i comuni della Provincia di Trento. […]

Mario Sensini – 4 giugno 2013

http://it.ibtimes.com/articles/44736/20130313/equitalia-cartella-agenzia-entrate-contribuente.htm

Equitalia, stop alle cartelle. Ecco come procedere

Di Redazione IBTimes Italia | 13.03.2013

Pochi semplici mosse e la cartella sparisce. Nei giorni scorsi, Equitalia ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una guida per sospendere la riscossione ed evitare procedimenti giudiziali alternativi. Spieghi le tue motivazioni, compili il modulo e l’avviso diventa carta da macero. Occhio però a fare i furbi: nel caso in cui la documentazione presentata sia falsa, si rischiano sanzioni penali oltre che amministrative. […]

http://it.ibtimes.com/articles/50537/20130610/equitalia-pagamento-rate-debito-cartella-riscossione-contribuente.htm

Equitalia, ecco la mini guida per pagare a rate

Di S.P. | 10.06.2013

[…] Le criticità finanziarie però molto spesso non consentono il saldo immediato del debito maturato. L’agente di riscossione, su richiesta del soggetto interessato, può concedere la dilazione del pagamento. Cerchiamo allora di capire come è necessario procedere per pagare a rate le somme iscritte a ruolo. […]

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