Costituzione del New Hampshire, articolo 10

“Quando gli scopi del governo sono snaturati e la libertà pubblica è manifestamente posta in pericolo, e tutti gli altri mezzi di correzione sono inutili e vani, il popolo può, e di diritto deve, riformare il vecchio governo o stabilirne uno nuovo. La non resistenza contro il potere arbitrario e contro l’oppressione è assurda, da schiavi e distruttiva del bene e della felicità dell’umanità”.

Dopo aver “festeggiato” la Festa della Liberazione, mi sono sorti due dubbi:

1. Di orgoglio nazionale mi sembra che noi italiani pecchiamo un pochino… vogliamo mettere a confronto i nostri freddi e disinteressati festeggiamenti del 25 aprile con quelli ben più orgogliosi fatti dagli americani per celebrare il loro giorno dell’Indipendenza? Il sentimento più diffuso, alla fin fine, è che il 25 aprile sia una festa soltanto perchè non si deve recarsi al lavoro…

2. Oggi più che mai, in Italia avremmo bisogno, oltre che di rinvigorire il nostro orgoglio nazionale, anche di irrobustire la nostra coscienza di cittadini italiani e di esercitare la nostra libertà di pensiero e di critica costruttiva, all’interno di uno Stato che vuol farci credere di essere democratico, mentre in realtà è profondamente lontano dalle esigenze e dalla realtà del popolo, dimostrando, al contrario, di essere prevalentemente egoista ed oligarchico: l’oligarchia è infatti “il sistema di governo imposto da un gruppo ristretto di persone ed è anche detto governo di pochi, nel quale vi è più un interesse proprio dei componenti“.

«L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c’è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l’illusione di averla»

Isaiah Berlin

P.S. Oltre che i caduti della guerra, naturalmente, oggi dovremmo anche commemorare i caduti “della crisi” (vedi articolo “La crisi continua a mordere, ma troppo spesso il disagio si trasforma in suicidio…“).

L.D.

http://www.apollodoro.it/articolo/25-aprile-storia-origini-e-significato-della-festa-della-liberazione/6547/

25 Aprile: storia, origini e significato della Festa della Liberazione

[…] Prima di tutto è una festa nazionale e civile, non ha assolutamente carattere religioso e prevede l’astensione dal lavoro per quasi tutte le categorie. Medici e poliziotti, purtroppo, devono essere sempre in attività.

Il 25 aprile ha diversi nomi: Festa della Liberazione, Anniversario della liberazione d’Italia, anniversario della Resistenza. Diciamo che il concetto appare abbastanza chiaro: festeggiato in Italia il 25 aprile, vuole rappresentare uno dei giorni cardini della storia della Repubblica Italiana, ovvero la fine dell’occupazione nazifascista avvenuta proprio il 25 aprile 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Intendiamoci: non è che la tanto agognata Liberazione avvenne in tutta l’Italia nel medesimo giorno, i partigiani e i loro alleati non avevano la macchina del tempo del Dr. Who. La data è stata scelta convenzionalmente perché proprio il 25 aprile furono liberate le città di Torino e Milano. Comunque sia, entro il 1 maggio anche tutto il resto dell’Italia settentrionale subì il medesimo destino: il 21 aprile a Bolgona, il 26 aprile a Genova e il 28 aprile a Venezia.

In pratica la Festa della Liberazione è il simbolo della fine del Ventennio fascista, la fine della dittatura, la fine di cinque anni di guerra. Da qui partirà poi il percorso che condurrà al referendum del 2 giugno 1946, altra festa nazionale da poco reinserita nel calendario, dove venne a furor di popolo scelta la repubblica al posto della monarchia. Diciamo dunque che è dal 1946 che il XXV Aprile viene considerato festa nazionale, con tanto di cortei, manifestazioni e commemorazioni in ricordo dell’evento. Anche se la maggior parte della gente ne approfitta per tirare il fiato dal lavoro e fare una gita fuori porta, tempo permettendo, si intende.

Quindi, de facto, il primo governo istituì provvisoriamente la festa solo per il 1946, mentre fu la legge n. 260 del 27 maggio 1949 a stabilirne la cadenza annuale, con tanto di testuali parole ‘Sono considerati giorni festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici, oltre al giorno della festa nazionale, i giorni seguenti:… il 25 aprile, anniversario della liberazione;…’.

Resistenza italiana (Wikipedia)

Anniversario della liberazione d’Italia

(Wikipedia)

Guerra di liberazione italiana (Wikipedia)

[…] La liberazione del Paese ebbe un costo elevato di vittime militari e civili, quantificabili in oltre 200.000 morti italiani. Le stime maggiormente condivise dagli storici indicano un numero di caduti di circa 40.000 partigiani e circa 3000 militari dell’ esercito cobelligerante impegnato nella Campagna d’Italia, a cui si aggiungono i caduti nei combattimenti che immediatamente seguirono l’armistizio, i militari italiani caduti come partigiani nei Balcani, i militari morti come prigionieri dei tedeschi, i civili uccisi nelle rappresaglie nazifasciste, i deportati nei lager, le vittime dei bombardamenti anglo-americani e gli aderenti alla RSI morti in azione o fucilati nell’aprile ’45 (fra i 12 e i 15.000).

Lo sforzo bellico in territorio italiano costò agli Alleati più di 120.000 caduti (fra morti in battaglia, dispersi e feriti in seguito deceduti) mentre i soldati tedeschi uccisi in Italia furono circa 260.000.

Il 29 aprile del 1945 a piazzale Loreto a Milano, nel luogo di un precedente eccidio di partigiani, furono esposti i cadaveri di Benito Mussolini, Claretta Petacci e altri esponenti della Repubblica Sociale. L’episodio (insieme alla Resa di Caserta siglata lo stesso giorno) segnò, nella sua crudezza, la fine della guerra, dell’occupazione nazista e del ventennio di dittatura. L’Italia si avviò quindi a ricostituire la propria rappresentanza democratica, mettendo in discussione lo stesso assetto monarchico dello Stato. […]

Consigli cinematrografici:

Viva l’Italia!” di Roberto Rossellini (1961)

Noi credevamo” di Mario Martone (2010)

Il comandante e la cicogna” di Silvio Soldini (2012)

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