Il fatto che, nel 2011, gli italiani abbiano scelto da una parte di bloccare nuovamente la costruzione delle centrali nucleari tramite il referendum e dall’altra parte di investire così tanto nel fotovoltaico, porta un po’ di orgoglio. Costituisce motivo di vanto infatti, dal nostro punto di vista, il fatto di credere più nelle energie rinnovabili che al nucleare, considerando che questa seconda tecnologia possiede, nel complesso, più difetti che pregi (vedi l’articolo “La questione nucleare: qualcuno è ancora a favore?“). E’ un peccato che l’Italia non sia contemporaneamente un paese produttore di pannelli fotovoltaici, al contrario della Germania. Chissà se in futuro riusciremo a rimediare a questo nostro gap. Nel frattempo, restiamo in attesa del quinto Conto Energia che il governo dovrà varare entro quest’anno, nel quale sembra che gli incentivi alle energie rinnovabili verranno ridotti. Nonostante questi tagli, tuttavia, tali incentivi verranno pressapoco allineati, restando comunque un po’ più alti, rispetto agli incentivi del resto d’Europa. Tutto sommato quindi, direi che non ci possiamo lamentare…

L.D.

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/tendenze-del-mercato-fotovoltaico-litalia-leader-mondiale

Tendenze del mercato fotovoltaico: l’Italia leader mondiale

I dati lo dicono chiaramente, per il 2011 si può parlare di boom del fotovoltaico. Le cifre in questione provengono dal rapporto pubblicato lo scorso gennaio dall’EPIA, l’associazione che riunisce le industrie europee coinvolte nella produzione di elettricità a partire dall’energia solare. A livello mondiale la potenza prodotta è cresciuta del 67%, passando dai 39,7 gigawatt (GW) del 2010 ai 67,3 del 2011, un dato piuttosto significativo considerando anche l’attuale situazione di crisi economica e finanziaria. Per capirci, ora l’energia prodotta dal sole è in grado di sostenere quasi diciannove milioni di famiglie di un paese sviluppato.

Il rapporto dell’EPIA, costruito a partire da dati forniti da organizzazioni internazionali, compagnie private e associazioni di settore, mostra con chiarezza il trend di crescita del mercato fotovoltaico. Il contributo dominante è quello europeo, che copre da solo il 75% degli impianti installati nel 2011, e gli esperti del settore considerano ormai questa forma di produzione di energia elettrica un mercato maturo, con una tecnologia sviluppata e ben collaudata. Ma anche l’apertura di nuovi mercati rappresenta un dato interessante: l’incremento dell’uso dell’energia solare da parte di Cina e Usa dà ulteriore impulso all’industria fotovoltaica, considerando in particolare il fatto che tali mercati hanno raggiunto solo una piccola quota del loro potenziale produttivo.

A sorpresa l’Italia è il primo costruttore mondiale di nuovi impianti per il 2011, scalzando così il primato della Germania: si fanno sentire gli effetti del decreto “Salva Alcoa”, che ha esteso i benefici fiscali introdotti nel 2010 a favore del fotovoltaico anche ai primi mesi del 2011. La forte crescita è attribuibile anche agli incentivi che lo Stato mette a disposizione per creare nuovi impianti grazie al “Conto Energia”. Questo fondo attinge alle bollette di tutti i consumatori e viene usato per finanziare la costruzione di nuovi impianti: in proporzione all’energia pulita prodotta lo Stato eroga un contributo che viene versato per 20 anni. Il mercato ha reagito a questi incentivi con una vera e propria corsa all’oro, installando quasi 9 GW di potenza in un anno e facendo balzare l’Italia in cima alla classifica mondiale. Ora la filiera produttiva è preoccupata che questa crescita possa interrompersi bruscamente con la fine dei contributi statali e cerca nuovi modi di rendere conveniente l’installazione di impianti fotovoltaici, a partire dall’abbassamento dei costi di produzione.

Il secondo paese che ha installato più GW nel 2011 è la Germania che, nonostante una minore esposizione solare, ha costruito una quantità di impianti poco inferiore all’Italia. Le differenze con il nostro paese sono sostanziali: i benefici fiscali sono minori, ma la Germania è uno dei paesi al mondo che investono di più in ricerca e sviluppo, risultando leader europeo nella produzione di celle fotovoltaiche. Anche il partito ambientalista Die Grüne, molto più forte rispetto ai nostri Verdi, ha avuto un ruolo attivo nella crescita del mercato. Al di fuori del vecchio continente brilla la performance della Cina […].

La sfida che il fotovoltaico dovrà affrontare in futuro è quello della competitività con l’energia prodotta da fonti fossili: attualmente nel mondo più dell’80% dell’energia prodotta proviene da risorse non rinnovabili. Il prezzo di produzione dei pannelli fotovoltaici è sceso del 30-40% nell’ultimo anno e di questo passo si stima che attorno al 2016-2018 sarà possibile raggiungere la “grid parity”, cioè un sostanziale livello di parità tra il prezzo dell’energia elettrica ottenuta dal solare rispetto a quella ricavata dalle fonti fossili. Da quel momento i produttori dovranno liberarsi del sostegno fornito dai finanziamenti statali, e affrontare la libera concorrenza nel mercato dell’energia. Una prospettiva di tutto guadagno, sia per i consumatori che per l’ambiente.

Valentina Rossi e Luca Ciprari

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“Fotovoltaico, un fenomeno sulla cresta dell’onda” – intervista a Vincenzo Scimeca

di Silvia Gerola

“Fino a tre anni fa meno dell’1% dell’energia elettrica in Italia era prodotta tramite i pannelli fotovoltaici, ora è circa il 4%” afferma Vincenzo Scimeca, installatore di queste strutture e autore del libro “Impianti fotovoltaici – dal sopralluogo alla realizzazione“. Il fotovoltaico è un campo in espansione che offre numerose possibilità: energia pulita, risparmio economico e opportunità professionali. Una caratteristica del fenomeno fotovoltaico in Italia è la sua dimensione: gran parte della potenza energetica degli impianti italiani (circa il 90%) è prodotta da strutture di piccola taglia, capaci di produrre una potenza compresa nella fascia 1-20 kW. Di questa categoria fanno parte gli impianti fotovoltaici domestici (fino a 6 kW).

Installare un impianto fotovoltaico nella propria casa
[…] “Le famiglie installano i pannelli allo scopo di abbattere i costi della bolletta, il fotovoltaico non solo permette di risparmiare ma anche di guadagnare grazie al sistema di scambio sul posto offerto dal Conto Energia”. La scelta delle famiglie è guidata non solo da motivazioni economiche ma anche dalla consapevolezza che “il fotovoltaico è privo di emissioni inquinanti e climalteranti e permette di tutelare l’ambiente”. Un ulteriore pregio dei pannelli fotovoltaici è che, una volta installati, richiedono poche cure “non occorre manutenzione: sono autopulenti, la pioggia basta a lavare via i residui di polveri. È consigliabile, però, una pulizia una volta l’anno tra aprile e maggio.” Grazie soprattutto alle possibilità offerte dal Conto energia, è cambiata la tipologia dei clienti privati; prima erano quasi esclusivamente persone appartenenti a una fascia sociale caratterizzata da una cultura medio – alta, mentre ora è in atto un processo di diffusione tra tutti i tipi di famiglie. […]

Fotovoltaico e prospettive per il futuro
“Il fotovoltaico è un settore in espansione e crescerà ancora” secondo Vincenzo Scimeca, che crede nelle potenzialità del settore anche come bacino occupazionale. Ma ci sono anche delle difficoltà: “le difficoltà in questo campo ci sono state, ci sono e ci saranno e sono legate spesso al rapporto con le banche. A causa della crisi finanziaria internazionale c’è un credit crunch, che provoca la richiesta di condizioni più stringenti sui finanziamenti non solo per i piccoli investitori aziendali ma anche per le famiglie. Inoltre, a volte è difficile dialogare con le Sovrintendenze ai Beni Culturali e coi Comuni, questi ultimi in particolare non sempre recepiscono le semplificazioni legislative.”

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“La sfida del fotovoltaico” – intervista a Lorenzo Vallecchi

di Roberta Fulci

A poche centinaia di metri dalla centrale nucleare mai attivata di Montalto di Castro, sorge oggi una centrale fotovoltaica tra le più grandi al mondo. Non a caso, il 2011 ha visto l’Italia svettare in cima alle classifiche mondiali per numero di installazioni. Il fotovoltaico è anche un modo per generare liquidità, perciò costituisce un prodotto finanziario. E attira non solo grandi aziende, ma anche semplici cittadini, privati, famiglie. Anzi, secondo Lorenzo Vallecchi, la cui impresa romana è attiva nel fotovoltaico da circa tre anni, “L’idea del fotovoltaico è proprio che sia sviluppato in termini di generazione diffusa: tanti piccoli impianti piuttosto che pochi grossi impianti. E’ proprio questo il bello, dovrebbe essere perseguito così. Veicolare l’energia costa e comporta molta più dispersione.” Ecco dunque che il fotovoltaico diventa un’occasione per il singolo cittadino.

La burocrazia del fotovoltaico
In Italia, nel 2012, ben il 7% della bolletta per l’elettricità di ogni famiglia andrà a finanziare il fotovoltaico.
Eppure una valutazione della PV Legal, ente europeo volto a snellire la burocrazia legata al fotovoltaico, mostra dati deludenti. Il rapporto, scaricabile sul sito http://pvlegal.eu/, ha riscontrato che la burocrazia italiana è tra le più scoraggianti in Europa quando si tratta di autorizzare un impianto: possono occorrere fino a 82 settimane!  ”Questo ha poca ragione d’essere”, spiega Lorenzo Vallecchi, ”perché spesso non si tratta di zone storiche, ma di palazzine di nessun pregio dal punto di vista architettonico, dove non ci sono particolari esigenze di salvaguardia, piene di parabole satellitari e di antenne. È giusto chiedere l’autorizzazione paesaggistica, ma bisognerebbe che le procedure fossero semplificate.” […]

13 aprile, 2012

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http://www.linkiesta.it/l-italia-leader-europa-gli-incentivi-alle-rinnovabili

L’Italia leader in Europa per gli incentivi alle “rinnovabili”

Michele Sasso

[…] L’Italia primeggia in Europa. E sul confronto con gli altri Paesi non conosce rivali per gli incentivi alle energie rinnovabili: il contributo medio è superiore di circa l’80% per i piccoli impianti e il 40-50% per i grandi impianti. È quanto emerge dal dossier del Gestore servizi elettrici che confronta gli incentivi nostrani con Germania, Svezia, Francia, Spagna, Austria, Regno Unito, Romania, Portogallo, Paesi Bassi, Danimarca e Belgio. 

E nella filiera della green economy in salsa tricolore spunta la figura del «facilitatore»: concessioni pronte per l’uso e impianti funzionanti grazie al lavoro di centinaia di società a responsabilità limitata da 10 mila euro, che si occupano di trovare i terreni, convincere i Comuni, «facilitare» la strada ai progetti e ottenere le concessioni che vengono cedute chiavi in mano alle grandi imprese che sfruttano l’incentivo come una rendita garantita dallo Stato per 20 anni.

Un paio di esempi: il gruppo Falck Renewables spa ha 16 società a responsabilità limitata con impianti in Sardegna, Sicilia e Calabria e il colosso francese Edf ha in Italia il controllo di 21 srl e spa per la produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Tutto legale, ma è una delle dinamiche perverse dell’Italia, dove il fatturato stimato del settore rinnovabili è di oltre 5 miliardi di euro (al netto dell’import e degli investimenti) e 100mila lavoratori secondo il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Nessun Governo della zona Ue tiene il passo: in Germania, primo Paese per elettricità da fonte rinnovabile, l’incentivo è inferiore del 40%.

Oggi l’Italia copre il quarto posto in Europa per produzione elettrica da fonti rinnovabili ed è l’unico paese che usa tre tipi di incentivi: tariffa onnicomprensiva (autoproduzione per consumo domestica ed energia eccedente immessa in rete come nel caso del Conto energia) premio sull’energia prodotta e i certificati verdi che attestano l’energia da fonti rinnovabili che deve essere proporzionale all’energia da fonti fossili.  Nel dossier sono prese in considerazione sei tecnologie rappresentative delle politiche energetiche europee: impianti idroelettrici, eolici on-shore (sulla terraferma), biomasse solide (legno, pasta per carta, lolla di riso, torba) impianti a biogas e geotermoelettrici e pannelli fotovoltaici.

Idroelettrico. La media europea degli impianti che sfruttano l’acqua è pari a circa 80 €/MWh per la potenza di 10 MW e a circa 110 €/MWh per potenza di 200 kW. L’Italia segna un più 60-70% con punte di 220 euro per piccoli salti. La tendenza è diminuire l’incentivo quando si raggiunge una taglia ritenuta sufficientemente grande. Ad esempio in Romania per potenza inferiore a 1 MW si ricevono 2 Certificati Verdi per MWh, mentre impianti di taglia maggiore ricevono un solo certificato. In Italia e Regno Unito la tariffa onnicomprensiva è prevista solo per impianti di taglia inferiore rispettivamente a 1 MW e 5 MW. L’uso dei fiumi per creare elettricità è stata la prima fonte di energia rinnovabile, dalla fine dell’800 sono state costruite centrali e invasi di grandi dimensioni dove è stato possibile sfruttare bacini naturali.

Eolico. In Europa il campo varia da 70 fino a 300 €/MWh per i piccoli generatori e da 70 fino a 150 €/MWh per i più grandi. Le politiche incentivanti hanno una durata media compresa fra 10 e 20 anni. L’Italia presenta uno degli incentivi più elevati: per le grandi pale si arriva al 50% in più e addirittura al 140% per le più piccole. Questo si traduce in 300 euro per Megawatt per la potenza inferiore ai 200 Kw.

Biomassa. In Italia è prevista una maggiore incentivazione per le caldaie che utilizzino biomasse provenienti dalla cosiddetta “filiera corta”, cioè a pochi chilometri tra produttore e consumatore. Anche per la combustione dagli scarti della lavorazione del legno e dall’agricoltura la media italiana risulta essere più premiante rispetto alla media Ue di circa il 90% per gli impianti di piccola potenza (200 kW) e di circa il 50% per gli impianti da 10 MW.

Biogas. Nel Regno Unito, Austria, Spagna è evidente l’intento del legislatore di favorire impianti di piccola taglia. Come nel caso delle biomasse solide, anche i contributi a biogas presentano al loro interno una discreta variabilità, causata dai diversi prodotti che possono produrre biogas (scarti zootecnici o agricoli, residui della lavorazione alimentare ma anche colture dedicate). Nel Belpaese gli incentivi sono più alti del 60% rispetto alla media europea, ovvero quasi 300 euro per Megawatt.

Geotermoelettrici. A Lardello in Toscana si è sfruttata l’energia generata per mezzo del calore direttamente dalla terra a partire dal 1904. Oggi in Romania, Regno Unito e Germania sono stanziati fondi per questo tipo di tecnologia.

Fotovoltaico. L’energia elettrica dal sole è la fonte che gode delle remunerazioni maggiori nel panorama europeo, a causa dei costi di produzione ancora maggiori di quelli delle altre fonti. Per quanto riguarda gli impianti a terra l’incentivo italiano è maggiore di circa il 60% rispetto alla media europea. Le agevolazioni per i parchi solari sono oltre l’80-90% più elevate rispetto alla media europea, sfiorando i 500 euro per ogni Megawatt prodotto dai raggi del sole.

16 febbraio 2011

 

 

 

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