Ebbene si, anche la Lega Nord, che da sempre si spaccia come partito “popolare” vicino agli interessi dei cittadini, è stato colto con le mani nel sacco: Davide Boni (presidente leghista del consiglio regionale della Lombardia) è accusato di essere coinvolto in un giro di tangenti che avrebbero finanziato lo stesso partito. Le indagini proseguiranno fino a settembre, staremo a vedere…

A proposito sempre della Lega, abbiamo potete leggere anche il nostro articolo “Privilegi di famiglia: il caso dei Bossi“.

Insomma, alla fin fine, tutti i partiti sono uguali e tutti i politici che ne fanno parte trovano il modo di privilegiare sè stessi ed i propri interessi personali. Dulcis in fondo, la Lega Nord si vanta tanto di essere un partito indipendente, anche se a quanto pare, nel momento del bisogno, non sembra aver disprezzato i soldi di Berlusconi..

Per il momento, il boss Umberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord, mentre suo figlio Renzo, detto il Trota, dopo aver approfittato delle condizioni favorevoli di cui ha potuto godere grazie al padre ed aver potuto così combinarne di tutti i colori, si è finalmente dimesso da consigliere regionale della Lombardia. Infine, sia il tesoriere Belsito, la miccia che ha fatto eslodere il caso Lega, che la vicepresidente leghista del Senato Rosi Mauro, la quale è accusata di aver usato soldi del partito per spese personali, sono stati espulsi. Durante le varie indagini è ora uscito anche il nome di Roberto Maroni. Alla luce di tutto ciò, riteniamo che non sia eccessivo pensare che tutto quanto il partito sia coinvolto in affari poco puliti…

Ma la Lega Nord andrà comunque avanti per la sua strada. Ci si dimenticherà presto di queste storie, anzi, magari il partito trarrà giovamento dagli eventi di questi giorni, in quanto vorranno farci credere di essersi pentiti e redenti. Estrudendo i colpevoli, ne approfitteranno per rifarsi il “look” e la reputazione, cercando di illuderci di essersi ripuliti la coscienza ed aver espiato i propri peccati. Dopodichè, c’è da scommettere che tutto procederà esattamente come prima…

N.B. Invece di sperperare questi soldi, prelevati in modo indebito da TUTTI I PARTITI dalle nostre tasche (vedi l’articolo “Rimborsi ai partiti: la dimostrazione della malafede di chi ci governa!“), se la Lega (presa qui come capro espiatorio, ma la critica vale per TUTTI I PARTITI) fosse stata un partito FURBO ed ONESTO, avrebbe potuto usare diversamente questi soldi, ad esempio acquistando titoli di Stato italiani oppure creando un fondo per prestiti a tasso agevolato da destinare alle imprese, oggi più che mai in crisi. Perchè NESSUN PARTITO ha mai fatto queste cose?

L.D.

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http://www.ilgiornale.it/interni/accusa_magistratilega_ladrona/07-03-2012/articolo-id=576085-page=0-comments=1

L’accusa dei pm: “Lega ladrona”

Dopo lo slogan di Bossi “Roma ladrona” di vent’anni fa, oggi si ipotizza un’altra musica: “Lega ladrona”

di Alessandro Sallusti – 07 marzo 2012

Agli inizi degli anni Novanta Bossi lanciò lo slogan più fortunato e vincente del marketing politico italiano, quel «Roma ladrona» che diventò la colonna sonora della discesa del Nord nei palazzi del potere. Oggi, esattamente vent’anni dopo, proprio al Nord, purtroppo si ipotizza un’altra musica: «Lega ladrona», sostengono i pm di Milano che accusano il presidente del consiglio regionale lombardo, Davide Boni, leghista, di essere il collettore di tangenti (almeno un milione di euro) destinate al partito. […]

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http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2012/3/16/CASO-BONI-Gilberto-Leuci-tangenti-a-Forza-Italia-e-Lega-Nord/256957/

CASO BONI/ Gilberto Leuci: tangenti a Forza Italia e Lega Nord

Redazione – 16 marzo 2012
In un interrogatorio del 9 novembre 2011, Gilberto Leuci, indagato nell’inchiesta sul giro di presunte tangenti che vede coinvolto anche Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, avrebbe spiegato il funzionamento di tutto il “sistema” […] Posso quantificare in circa un milione e mezzo di euro la somma che io ho ritirato dagli imprenditori per le predette operazioni. Io e Ugliola trattenevamo generalmente tra un quarto e un terzo delle somme ricevute valutando la quota trattenuta caso per caso». […] Ecco poi, sempre secondo Leuci, come avveniva la spartizione delle presunte tangenti: «La quota da destinare ai politici, di circa due terzi della somma percepita, era gestita completamente da Ugliola, il quale si occupava di recapitarla ai politici».

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http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/03/la-lega-nacque-con-venti-milioni-di.html?m=1

20 marzo 2012

La Lega nacque con venti milioni di lire. Di debiti

«La Lega non ha bisogno di soldi, tanto per cominciare». Parola di Umberto Bossi, leader della Lega Nord, detta oggi di fronte ai giornalisti che a Genova gli chiedevano conto del caso di Davide Boni, il presidente del consiglio regionale lombardo indagato per corruzione dalla procura di Milano. Il virgolettato bossiano rischia di lasciare di stucco mezza Padania, anche perché in un’intervista a Indro Montanelli del 1993 per il Giornale fu proprio il Senatùr a raccontare quanto segue. Domanda: «Quindi lei entrò in politica per i debiti?». Risposta: «Sì, possiamo dire per i debiti».  Siamo nel 1990, agli albori della Lega – come scrive Paolo Bracalini nel libro Partiti Spa editore Ponte alle Grazie.
Scrive Bracalini: «L’avventura picaresca del primo Bossi inizia così, con 20 milioni di lire di debiti, contratti per essersi preso carico del Nord-Ovest, giornale dell’Union Valdôtaine, movimento del suo maestro di autonomismo Bruno Salva dori, morto in un incidente stradale». Disse Bossi: «Restammo in due a  far fronte a questo debito: io e il dottor Maroni. Furono un  paio d’anni piuttosto duri. Io pensavo di coprire i debiti nel giro di un anno: in realtà non è andata così perché dopo un  anno non avevamo ancora esaurito il passivo».
Poi le cose andarono molto meglio, anche per i successi elettorali del Carroccio negli anni ’90 e per i conseguenti rimborsi elettorali […] Fu proprio in quel periodo, come ricorda sempre Bracalini, nel libro, che la Lega Nord si ritrovò un rosso di 2,7 miliardi di vecchie lire. A mettere a posto le cose fu una fideiussione di 2 miliardi di Forza Italia a favore della Lega, già testimoniata nel libro “Umberto Magno” di Leonanrdo Facco. Ma era l’epoca quella del fallimento del progetto del villaggio turistico in Croazia, cui sarebbe seguito il crack di Credieuronord pochi anni dopo. Fallimenti su fallimenti, su cui alcuni ex leghisti sostengono si sia fondato in questi anni il patto tra Silvio Berlusconi e lo stesso Bossi. E che ha costretto i leghisti a digerire e votare diverse leggi ad personam per il Cavaliere: tutte cose che la base padana non ha mai perdonato.

fonte: Linkiesta.it

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http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_aprile_3/indagato-tesoriere-lega-francesco-belsito-appropriazione-indebita-bossi-2003935208183.shtml

Lega, indagato il tesoriere Belsito
Maroni: «Fare pulizia, si dimetta»

Le ipotesi di reato: appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. Operazioni in Tanzania e a Cipro

MILANO – Operazione congiunta tra le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria con un’inchiesta sui finanziamenti della Lega. Il tesoriere del partito di Bossi, Francesco Belsito, è indagato per le ipotesi di reato di appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato, proprio in relazione ai finanziamenti pubblici che la Lega percepisce come rimborsi elettorali. Sono anche indagate alcune delle persone che hanno gestito le contestate operazioni finanziarie della Lega in Tanzania e a Cipro. […] Belsito è da tempo sotto accusa per una serie di «stranezze» che lo riguardano, dal diploma taroccato a Napoli alle lauree fantasma, dal giro di assegni all’investimento in Tanzania. […] è indagato anche per riciclaggio, nell’ambito del filone reggino dell’inchiesta. […] con Belsito sono indagati anche Paolo Scala e Stefano Bonet, «con riferimento al denaro sottratto al partito politico Lega Nord». Per Belsito l’ipotesi di reato è truffa aggravata ai danni dello Stato «con riferimento alle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali». Inoltre un’altra contestazione di truffa ai danni dello Stato riguarda Belsito e Bonet con riferimento alle erogazioni concesse dallo Stato sotto forma di credito d’imposta a favore della società Siram Spa, con sede a Milano. La Siram, che fa capo al gruppo francese Dalkia, è una grossa società che si occupa principalmente di energie rinnovabili e servizi ambientali, con sedi a Milano, Massa Martana (Perugia) e Roma. […]

Luigi Ferrarella – 3 aprile 2012

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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/04/12/oro-diamanti-bonifici-dallo.html

L’oro e i diamanti…

12 aprile 2012

[…] I DIAMANTI Sui conti di Belsito transita anche un’altra operazione sospetta, portata a termine a dicembre 2011. Il cassiere della Lega diversifica gli investimenti del partito. Oltre ai tentativi, noti, di acquistare fondi “esotici” in Tanzania e Cipro e di speculare su valute (corone norvegesi e dollari australiani), Belsito pensa bene di buttarsi sull’oro e sui diamanti. Mentre per l’oro può agire direttamente dai conti della Lega (204mila euro versati alla 8853 Spa, società che compra e vende oro, dagli anelli ai denti, dai lingotti ai gettoni d’oro), per i diamanti Belsito deve prima trasferire i soldi sui suoi conti e poi operare, poiché la compravendita di diamanti è possibile solo attraverso bonifico e per persone fisiche. Belsito dirotta 100mila euro della Lega sui suoi conti personali e da lì compra quanto gli viene offerto dalla Intermarket Diamond Business. […]

WALTER GALBIATI

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=189171&sez=HOME_INITALIA

Lega, fine di un’era: Bossi si è dimesso: «Ma scordatevi che io scompaia»

ROMA – Umberto Bossi si è dimesso da segretario della Lega Nord. Il senatur, travolto dallo scandalo, ha rimesso il suo mandato. Non era bastato per Bossi lasciarsi alle spalle con una nuova nomina l’ormai ex tesoriere Francesco Belsito, al centro delle indagini delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, da cui è accusato di appropriazione indebita, finanziamento illecito ai partiti e truffa ai danni dello Stato in relazione ai finanziamenti pubblici che la Lega precepisce come rimborsi elettorali. Nel frattempo emergono altri dettagli dagli atti delle inchieste: per gli inquirenti, i soldi sarebbero stati usati per gli scopi personali della famiglia di Bossi, dalla campagna elettorale del figlio Renzo alla ristrutturazione della villa di Gemonio.

Bossi: dimissioni irrevocabili. Bossi ha presentato le dimissioni da segretario della Lega Nord durante il consiglio federale riunito nel primo pomeriggio in via Bellerio. Bossi ha detto che le sue dimissioni sono irrevocabili.

[…] «Si scordino che io scompaia». «Il fatto che io abbia dato le dimissioni non vuol dire che io scompaia […]. Dalle carte dell’inchiesta emergono dettagli che, se verificati, potrebbero risultare ancora più compromettenti per il Carroccio. C’è un’intercettazione agli atti dell’inchiesta di Milano in cui Nadia Dagrada, dirigente amministrativa di via Bellerio, «parla del “nero” che Bossi dava tempo fa al partito». Per gli investigatori «il “nero” è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti, alle corruzioni». […] Negli atti dell’inchiesta milanese, gli investigatori scrivono che dalle intercettazioni telefoniche emerge che il denaro sottratto alle casse della Lega è andato «a favore» tra gli altri di «Bossi Umberto» e «Calderoli Roberto». […] rilevanti somme di denaro sono state utilizzate per sostenere esigenze personali e familiari, estranee alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord ed a favore di: Bossi Umberto, Manuela Marrone (moglie), Bossi Riccardo, Bossi Renzo, Bossi Roberto, Mauro Rosy, Calderoli Roberto, Stiffoni, alla scuola Bosina, con sede a Varese (…), riconducibile a Manuela Marrone ed al SinPa (Sindacato Padano) riconducibile a Mauro Rosy, e ad altri soggetti e strutture citate nelle telefonate ed in corso di identificazione». […] fanno riferimento: «ai costi di 3 lauree pagate con i soldi della Lega; ai soldi per il diploma (Renzo Bossi); ai 670.000 euro per il 2011 e Nadia dice che non ha giustificativi, oltre ad altre somme ingenti per altri anni; alle autovetture affittate per Riccardo Bossi, tra cui una Porsche; ai costi per pagare i decreti ingiuntivi di pagamento per Riccardo Bossi; alle fatture pagate per l’avvocato di Riccardo Bossi; alle altre spese pagate anche ai tempi del precedente tesoriere Balocchi; una casa in affitto pagata a Brescia; ai 300.000 euro da destinare alla scuola Bosina di Varese per Manuela Marrone», ai quali si aggiunge un milione di euro «che i Bossi gli avevano chiesto di mettere da parte per la scuola».

[…] Belsito «ha acquistato a Milano dei bar per conto di Bossi» utilizzando «fondi pubblici» cioè quelli del partito […]

La cartella “The family” in cassaforte. […]

Il carnet di assegni con la scritta “Umberto Bossi”. […]

5 Aprile2012

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9 aprile 2012

L’autista del Trota: “ero io il bancomat di Renzo”

«Non ce la faccio più, non voglio continuare a passare soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo. Adesso basta, sono una persona onesta, a questo gioco non ci voglio più stare».
Lo dichiara al settimanale Oggi (in edicola da domani) Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi. Marmello, che ha documentato le sue affermazioni anche con una serie di video, racconta la sua versione dei fatti in una lunga intervista.
Marmello ha lavorato come autista di Renzo Bossi per tre mesi nel 2009. […]
«Da quel momento avrei avuto disponibilità di denaro contante per le spese relative al mio servizio. Ogni volta che avevo bisogno di soldi per fare benzina, oppure pagare eventuali spese per la manutenzione dell’auto, ma anche per pagare il ristorante quando ci trovavamo, spesso, fuori Milano, potevo andare direttamente all’ufficio cassa alla sede della Lega, in via Bellerio, firmare un documento che non prevedeva giustificazioni particolari e ritirare ogni volta un massimo di 1.000 euro. Anche più volte al mese».

«Il fatto è – spiega – che questo denaro mi veniva dato come corrispettivo degli scontrini e delle ricevute che presentavo. E tra queste ricevute molte mi erano state date da Renzo per coprire sue spese personali: poteva essere la farmacia, ristoranti, la benzina per la sua auto, spese varie, cose così. Insomma, quando avevo finito la scorta di denaro andavo in cassa, firmavo e ritiravo. […]

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http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/04/parla-lex-del-primogenito-di-bossi-con.html?m=1

19 aprile 2012

Parla l’ex del primogenito di Bossi: “Con Riccardo facevamo la bella vita”

Non era solo il Trota a fare la bella vita. L’ex di Riccardo Bossi, Rosy Dilettuso, nota al pubblico per avere partecipato allo show “La Pupa e il Secchione”, racconta che quand’era fidanzata con il figlo di Umbero Bossi le cose giravano alla grande e lei faceva la bella vita. Cambiava continuamente macchina, Bmw, Porsche Mercedes… di tutto. Si giustificava dicendo che a volte erano di amici della Lega”. “Amava gli orologi. Al polso aveva un Rolex da quasi 20mila euro. E me ne voleva regalare uno, ma gli dissi che era meglio evitare”. “Insomma, facevamo la bella vita“. […]

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22 aprile 2012

Lega: “Una tangente milionaria dal manager Finmeccanica vicino a Maroni”

[…] le rivelazioni di Borgogni sono state esplosive: “Una delle più importanti società controllate dal gruppo, la Agusta Westland, che produce armamenti militari, in una commessa per 12 elicotteri da parte del governo dell’India, ha gonfiato i conti per oltre dieci milioni di euro, in modo da ricavarne una tangente per venire incontro alle “esigenze dei partiti” e soprattutto della Lega Nord”. E’ una rivelazione bomba che se troverà tutti i riscontri (e finora Borgogni si è dimostrato affidabile) inguaia la Lega ma anche e soprattutto l’immagine del suo nuovo leader Maroni. Non è un mistero infatti che il manager di allora della Agusta Westland, Giuseppe Orsi, è molto vicino alla Lega e in particolare a Roberto Maroni. E che anche grazie alla spinta di Maroni è diventato manager di tutto il gruppo Finmeccanica nel 2011. L’unico manager di un grande gruppo a capitalizzazione statale  in “quota” Lega Nord. […]

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http://www.bergamonews.it/politica/renzo-bossi-il-trota-laureato-albania-159977

Renzo Bossi, il ‘Trota’, laureato in Albania

3 Maggio 2012

Spunta tra le carte dell’ex tesoriere della Lega Nord la laurea di Renzo Bossi e del poliziotto Pierangelo Moscagiuro, amico della vicepresidente del Senato Rosy Mauro. I diplomi di laurea conseguiti in Albania. […] I documenti di laurea sono stati sequestrati insieme alla cartella “The Family” e ad altri documenti trovati dalla Guardia di Finanza di Milano nella cassaforte dell’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, nel suo ufficio romano alla Camera. […] Il sospetto degli inquirenti è che i diplomi siano stati pagati con i soldi pubblici destinati al Carroccio, come rimborsi elettorali.

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http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/05/16/Paghetta-5000-euro-mese-figli-Bossi-_6880521.html

Paghetta da 5000 euro al mese a figli Bossi

16 maggio 2012
Una ‘paghetta’ mensile di 5000 euro ciascuno a Renzo e Riccardo Bossi, oltre alle spese personali. E’ quanto emerge dalle indagini della Procura di Milano sui fondi della Lega e che oggi hanno portato al recapito di informazioni di garanzia a Umberto Bossi, per truffa ai danni dello Stato e ai suoi figli per appropriazione indebita. […] Umberto Bossi sarebbe stato a conoscenza del fatto che i suoi due figli, Renzo e Riccardo, utilizzassero per le loro spese personali i soldi del partito, facendo rifermento per ottenerli all’allora tesoriere Francesco Belsito. […]
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“Venezia ladrona”, l’ultimo grido da una Lega rovesciata
di Jacopo Iacoboni
[…] È il sempre eterodosso e intelligente sindaco di Verona, il maroniano Flavio Tosi, a rompere il tabù e scagliarsi contro Venezia. Dice che spende un mucchio di soldi. Che prosciuga le risorse per le altre città venete, comprese quella della provincia veneziana. «È un po’ come Roma capitale rispetto all’Italia: Venezia gode di notevoli benefici aggiuntivi in confronto al resto del Veneto e di uno status speciale francamente insostenibile». «A noi tagliano risorse, e non possiamo neanche aumentare i prezzi del trasporto pubblico; loro no, possono persino stornare sul bilancio del comune l’avanzo dell’azienda di trasporti». E poi: «Hanno fatto anni di assunzioni a pioggia, non ho i numeri, ma credo sia una cosa delle gestioni precedenti a Orsoni». E ancora, parla al telefono di «una lobby trasversale veneziana in regione»; «sprechi autentici»; «finanziamenti ingenti». […]
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Mazzetta verde la trionferà

Soldi, abusi e truffe all’ombra della Lega Nord

di Gianni Barbacetto | 17 settembre 2010
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Aggiornamento del 24 aprile 2013: 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/07/scandalo-lega-al-senato-segretaria-accusa-dal-2009-conto-parallelo/462716/

Scandalo Lega al Senato, la segretaria accusa: “Dal 2009 un conto parallelo”

Intervistata da la Repubblica, Manuela Privitera punta il dito contro il capogruppo dei senatori Federico Bricolo e parla della gestione ballerina delle casse del Carroccio con l’arrivo di Belsito, tra regali, depositi bancari sospetti e spese pazze con soldi pubblici

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 7 gennaio 2013

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/fondi_lega_belsito_arrestato/notizie/272828.shtml

Fondi della Lega, Belsito in manette
per truffa e associazione a delinquere

Arrestati anche Stefano Bonet, l’uomo degli investimenti in Tanzania coi soldi del Caroccio, e Romolo Girardelli

24 aprile 2013

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