Il lavoro è lavoro per tutti, per noi come per i parlamentari ed i senatori. Per tale motivo, non è in alcun modo tollerabile che, mentre noi comuni lavoratori rischiamo il licenziamento per assenteismo ingiustificato, ai Lor Signori politici venga concesso di assentarsi dal Parlamento/Senato senza limiti nè sanzioni. Siamo alla stregua di un vero e proprio dispotismo esteso, esercitato cioè non da una singola persona ma da un gruppo di persone, la “casta” appunto…

L.D.

http://www.studiocifelli.com/il-lavoratore-assenteista-e-laffissione-del-codice-disciplinare

Il lavoratore assenteista e l’affissione del Codice Disciplinare

Scritto da Avv. Luca Cifelli, il 1 marzo 2012

Recentemente la Cassazione si è pronunciata in tema di mancata affissione del Codice Disciplinare e licenziamento del lavoratore assenteista (il quale aveva impugnato il licenziamento proprio per questa ragione). Con sentenza n. 3060 del 29 febbraio 2012 la Suprema Corte ha affermato che se l’interruzione del rapporto è dovuta ad una assenza prolungata ed ingiustificata – nel caso specifico quasi due mesi – il lavoratore non si può appellare alla mancata affissione del codice disciplinare. La Suprema Corte ha evidenziato come il requisito della presenza rientra “tra i doveri fondamentali e non accessori del lavoratore […] e la sua inosservanza, per essere sanzionata con il licenziamento, non abbisogna di essere portata a conoscenza del lavoratore”. Inoltre, l’ipotesi evidenziata non rientra tra quelle “ipotesi … di esercizio, da parte del datore [di lavoro], del potere di licenziamento”.

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2012/03/lunedi-giorno-record-montecitorio.html?m=1

6 marzo 2012

Lunedi giorno record a Montecitorio: assenti il 99% dei deputati!

In teoria si discute di un cambiamento che avrà effetti enormi sul paese: una modifica Costituzionale che sancisca il principio del pareggio di bilancio in ogni finanziaria, in ogni congiuntura storica, è un passaggio deciso a livello europeo ma molto discusso e molto discutibile. Un passaggio che potrebbe costringere a tagliare in maniera drammatica la spesa sociale.

Eppure sarà perchè è lunedi, sarà perchè il Parlamento si sente esautorato dal governo dei tecnici, sarà perchè la barca della legislatura affonda e tutti i deputati sono impegnati nelle trattative per salvare la propria carriera politica, ma a Montecitorio non c’è proprio nessuno!

E’ incredibile, ma lunedì 5 marzo è un giorno record nella storia della Repubblica: su 630 aventi diritto (e anche aventi dovere!) in aula ci sono solo nove deputati! E a un certo punto diventano sei, lo 0,9% del totale, davanti a un Buttiglione direttore dei lavori che pronuncia le classiche parole “onorevoli colleghi” in una situazione grottesca, davanti a un’aula vuota in cui sono presenti solo i commessi…
Del tutto assente anche il governo.

Il novantanove per cento dei deputati era a godersi altrove i quindicimila euro al mese che li paghiamo per non fare niente!

http://www.mondoliberonline.it/assenteismo-parlamentari/16701/

L’incredibile assenteismo dei parlamentari. Dai loro seggi camerali è truffa

Scritto da Italo Tassinari – 11 gennaio 2012Perchè non applicare nei confronti degli onorevoli assenteisti, la regola del licenziamento e della denuncia per truffa come avviene per i dipendenti degli enti privati e delle aziende? Non sappiamo se queste assenze, che in alcuni casi rappresentano percentuali allucinanti, 60%,70% 80% siano tutte da condannare ma al vertice del fenomeno di questo assenteismo ingiustificabile c’è da segnalare il record delle assenze che riguarda noti professionisti, i quali intendono continuare ad esercitare la loro professione malgrado gli emolumenti che percepiscono. Nessuno impedisce ad un professionista di continuare la sua professione alla quale dedica tutto il suo tempo, traendone, supponiamo, gran profitto. Tuttavia sarebbe sufficiente che codesti parlamentari professionisti si decidessero a scegliere tra l’impegno professionale e quello di parlamentare e si dedicassero interamente alla loro preziosa attività professionale. Oppure, abbandonino la professione come vuole il regolamento, e si dedichino a quella di parlamentare. Non si può pretendere la botte piena e la moglie ubriaca. Nessuno sa meglio dei professionisti che pullulano in Parlamento che queste assenze costituiscono motivo di seria contestazione in merito alla continuità della attività di parlamentare. Tuttavia vogliamo citare un caso avvenuto qualche anno fa. Un bidello che prestava servizio presso le scuole elementari in un rione romano, dovendo portare aiuto alla moglie che aveva un negozio commerciale, si dichiarò ammalato per giustificare la sua assenza, aiutando la moglie nel suo lavoro. Purtroppo una verifica sanitaria lo trovò assente dal suo domicilio. Il bidello fu denunciato per truffa e, dopo i dovuti riscontri, fu licenziato. Non sappiamo poi se i sindacati riuscirono a farlo riassumere, ma questa fu una vicenda che ci indusse alla denuncia del prof. Vittorio Sgarbi, accusato a suo tempo dello stesso analogo reato. Infatti, anche il prof. Vittorio Sgarbi una quindicina di anni fa, non ricordiamo bene la data, era quasi sempre assente dai suoi uffici della Sovrintendenza delle Belle Arti di Venezia, presso la quale svolgeva mansioni di dirigente di alto prestigio, analoga o quasi a quella dello stesso sovrintendente. Le sue assenze avevano giustificazioni puerili e noi, come giornale, lo denunciammo, ritenendole tali da legittimare una denuncia per truffa allo Stato. Alla denuncia seguì un processo penale, al quale il giudice monocratico citò lo scrivente quale testimone per confermare la validità delle accuse da noi formulate. Ci presentammo al processo che si svolse a Venezia presso quel Tribunale, durante il quale la difesa di Sgarbi invocò le attenuanti e adducendo la causale secondo la quale quelle prolungate assenze erano state causate dalle ricerche minuziose che il prof. Sgarbi aveva dovuto fare per redigere un volume sulle opere d’arte esistenti nella provincia di Rovigo. Quindi questo fatto, secondo la difesa, legittimava le prolungate assenze di Sgarbi dal proprio ufficio. Il giudice, chiamandoci a deporre sulla circostanza precisa, relativa al tempo che secondo il personale giudizio e la competenza giornalistica dello scrivente, sarebbe stato necessario per la redazione del volume in oggetto, risposi che era difficile una precisa valutazione, ma secondo il mio parere quella ricerca, per redigerla con una certa precisione, richiedeva almeno un paio d’anni, ovvero il tempo che all’incirca Vittorio Sgarbi aveva disertato con molta frequenza i suo uffici presso la Soprintendenza delle Belle Arti del Veneto. Il giudice ritenne che il mio era stato un giudizio troppo favorevole al prof. Sgarbi, col quale frattanto eravamo diventati amici, e intese confermare la sentenza di primo grado, ovvero sei mesi con la condizionale . Ci chiediamo perchè tanto zelo non venga usato anche con i parlamentari che dipendono anch’essi dallo Stato, al fine di disciplinare il loro assenteismo che li induce a disertare l’aula anche durante le assemblee. Sono ovviamente due pesi e le due misure. Ovvero, contro i privati che lavorano alle dipendenze dello Stato, o di aziende, si applica la legge, dura lex , sed Lex, ma contro lor signori i Parlamentari c’è assoluta tolleranza e questo è inaccettabile. I Parlamentari, dal momento che sono eletti, debbono privilegiare il loro mandato e non l’attività privata. Lo Stato li compensa concedendo tra l’altro innumerevoli privilegi, quindi essi debbono dedicare al loro compito l’attività e gli orari necessari per svolgerla. Cosicchè, quando le telecamere mostrano lo squallore delle aule parlamentari semi-deserte, anche quando si debbono discutere provvedimenti legislativi, si assiste allo spettacolo degradante di personaggi che vengono profumatamente pagati per il loro lavoro di rappresentanti del Popolo Sovrano, ovvero per svolgere il loro compito di legislatori, ma gran parte di essi si assentano per curare privilegiandole, le rispettive attività professionali. E questo è reato. Non facciamoci caso? Beh. Abbiamo un Parlamento nel quale vi sono onorevoli condannati, altri in attesa di giudizio penale, altri che vengono comprati e venduti dagli opposti schieramenti, ovvero cambiano partito come si cambiano le mutande senza che questo vergognoso cambio provochi loro alcun rossore. E questo è uno spettacolo indecente che accade soltanto in Italia. E’ ben vero che la legge dovrebbe essere uguale per tutti, ma quando si tratta di lor signori, i parlamentari, la legge, più che applicata viene regolarmente calpestata. Frattanto, se esistesse la giustizia retributiva, si dovrebbero da subito eliminare drasticamente anche i vitalizi ai parlamentari e ai consiglieri regionali: ma la giustizia in Italia vale solo per la gente comune e non per i privilegiati. Ci auguriamo tuttavia che il presidente Monti si decida a tagliare drasticamente certi privilegi che offendono la gente che lavora. Tagliare i privilegi ma anche verificare il numero delle assenze di loro signori e decurtare agli assenteisti, come s’è detto, del denaro in rapporto alle assenze non giustificate.

http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/03/lonorevole-che-non-ha-mai-messo-piede.html?m=1

27 marzo 2012

L’Onorevole che non ha mai messo piede in Parlamento

L’On. Antonio Gaglione ha un invidiabile primato: è il recordman delle assenze in Parlamento. Cardiochirurgo, ex Pd, ora nel gruppo misto, è il tipico “animale da casta”, qualcuno cioè che intasca ogni mese il suo lauto stipendio da deputato, senza ricambiare di una virgola i suoi datori di lavoro, i cittadini. Comunque, fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo, se il suddetto Gaglione non si fosse vantato recentemente di aver mutato comportamento, ovvero di aver incrementato le sue presenze in aula. Anzi, dice l’Onorevole, “da quando c’è Monti è cambiato qualcosa, per cui ho una presenza del 100% ogni mese”. Il 100%? D’accordo, sarà che il nuovo regolamento, che vincola una parte della diaria alle presenze in Commissione, ha spinto il Gaglione a recarsi alla Camera ogni tanto, ma davvero bisogna credergli? No, affatto. Dati alla mano, le votazioni dell’ultimo mese dicono che l’On. Gaglione è stato presente 4 volte su 164, il 2,4% del totale. Siamo puttosto lontani dai numeri dichiarati. A questo si aggiunga che, a quanto risulta, gli emendamenti e gli intereventi di Gaglione ammontano alla stupefacente quantità di zero. Non c’è da preoccuparsi, allora, l’Onorevole Gaglione conserva imbattuto il suo record di assenteista cronico. E adesso si avvia a conquistarne un altro: quello di bugiardo ad honorem.
______________________________________________________________

Aggiornamento del 13 giugno 2013:

Cambiano i governi, cambiano i parlamentari, ma stranamente nessuno perde mai il vizio…
Camera, governo assente: seduta sospesa. Proteste M5S e Pd, scuse di Franceschini

All’ordine del giorno dell’assemblea di Montecitorio le interrogazioni e le interpellanze urgente dei deputati. Ma mancano i rappresentanti dell’esecutivo. I Cinque Stelle: “Avete capito in quali mani è il Paese?”. Il ministro chiama la Boldrini

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 13 giugno 2013

Tags: ,