Sono almeno 4 le novità positive per noi giovani introdotte con il decreto liberalizzazioni:

1. Possibilità di aprire società s.r.l. a costo praticamente pari a zero;

2. Le terre confiscate alla mafia potranno essere dati in concessione a cooperative di giovani di età non superiore a 35 anni;

3. Verrà introdotto un minimo di tutela per i giovani tirocinanti (durata massima e obbligo di rimborso spese, che tuttavia, non si sa perchè, non sarà da subito ma solo dopo i primi sei mesi di lavoro);

4. Abolendo le licenze per i tassisti, il mercato si aprirà a tutti coloro che vorranno praticare questo lavoro senza dover spendere milioni di euro solo per l’acquisto di una licenza.

Vediamo queste novità più nel dettaglio…

L.D.

http://www.tasse-fisco.com/societa/srl-semplificata-apertura-giovani-costituzione-capitale-requisiti-cosa-come/10454/

SRL Semplificata per i Giovani: cosa è e come si apre, le novità nella guida fiscale

Scritto il 20 gennaio 2012

Aprire una società a responsabilità limitata semplificata (srl semplificata) con costi ridotti, capitale sociale di 1 euro, agevolazione per i giovani introdotta dal decreto sulle liberalizzazioni di Monti, diviene più semplice e meno costoso in quanto sono introdotte alcune novità in merito appunto al capitale minimo da sottoscrivere e versare al momento della costitutizione, oltre ad alcuni adempimenti ed agevolazioni sia nella gestione sia negli adempimenti burocratici. […]

Che cosa è la SRL semplificata
A tutti gli effetti è una soggetto giuridico al pari di una SRL comune solo che per la sua costituzione ci vorrà un capitale minimo da sottoscrivere simbolico e pari ad un euro, ripeto 1 euro, al rispetto di alcuni requisiti.

Chi può aprire la SRL semplificata
Non tutti possono accedere al regime semplificato e agevolato delle SRL semplificata infatti viene stabilito che potranno aprire una srl solo le persone fisiche che alla data della costituzione hanno meno di 35 anni di età. […]

Come si apre la SRL semplificata
Come avete avuto modo di leggere nella guida all’apertura della SRL ordinaria in cui dovevate stimare le cosiddette spese di impianto ed ampliamento ossia i costi di costituzione legate alle talvolta salate parcelle del notaio che potevano andare dai 1500 a 3000, o 40000 euro per una srl con capitale sociale minimo qui assistiamo all’abolizione delle previsione dell’atto pubblico per la sua costituzione eliminando così oltre alla richiesta di finanziamento iniziale del capitale anche la fattura del notaio. Questo vale anche per le successive modificazioni dello statuto che non necessiteranno più dell’atto pubblico dal notaio essendo sufficiente la comunicazione per tutte le fattispecie di una semplice (da cui il nome della nuova SRL) comunicazione telematica al registro delle imprese mediante la procedura della SCIA o le altre procedure messe a disposizione dal legislatore fiscale e dall’amministrazione finanziaria.

Inoltre non saranno dovuti neanche bolli o tasse o registro iniziali che nell’atto pubblico erano richieste e anche talvolta care per le tasche di giovani in cerca di fortuna e con delle buone idee ma i portafogli vuoti. […]

Finalità della norma del Governo Monti
Monti continua nel suo disegno di agevolare concretamente l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro incentivandone anche l’imprenditorialità e cercando di eliminare le barriere all’entrate di natura burocratica che talvolta impediscono di  mettere in piedi e di far nascere idee buone e valide di molti giovani. […]

http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=10769:professioni-ecco-le-modifiche-al-dl-liberalizzazioni&catid=1:latest-news&Itemid=50

[…]

Tirocinio e rimborso spese

La durata del tirocinio non potrà superare i 18 mesi e per i primi sei mesi potrà essere svolto in concomitanza col corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Al tirocinante è riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio. […]

http://www.winenews.it/i-capolavori-dell-agroalimentare-d-italia/25978/semplificazioni-agriturismi-da-terre-confiscate-alla-malavita-bene-norme-su-snellimento-burocrazia-per-imprese-agricole-e-su-avvio-attivit-di-vendita-diretta

Roma – 29 Gennaio 2012, ore 14:08

SEMPLIFICAZIONI: AGRITURISMI DA TERRE CONFISCATE ALLA MALAVITA. BENE NORME SU SNELLIMENTO BUROCRAZIA PER IMPRESE AGRICOLE E SU AVVIO ATTIVITÀ DI VENDITA DIRETTA

E’ importante che i tanti terreni agricoli confiscati alla malavita possano diventare agriturismi condotti da cooperative di giovani che sempre più numerosi sono alla guida di tipo di attività. Lo afferma la Coldiretti in riferimento al via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge semplificazioni che contiene anche positive misure per ridurre la burocrazia cui sono soggette le imprese agricole e per alleggerire gli adempimenti amministrativi necessari per l’avvio dell’attività di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli in forma itinerante.
Nel decreto si prevede che “i beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata individuati dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che hanno caratteristiche tali da consentirne un uso agevole per scopi turistici possono essere dati in concessione a cooperative di giovani di età non superiore a 35 anni”.
Sono 2287 terreni agricoli, con fabbricati rurali ed edificabili, sequestrati alla mafia che – sottolinea la Coldiretti – rappresentano quasi un quarto dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sulla base dei dati contenuti nella relazione del Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali.
D’altra parte l’agriturismo continua a rappresentare una attività imprenditoriale in continua crescita con le aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo che secondo l’Istat, sfiorano le 20 mila unita (19.973) nel gennaio 2011, in aumento del 5 per cento rispetto all’anno precedente, ma praticamente raddoppiate negli ultimi dieci anni. Il costo dell’azienda agricola rappresenta il maggiore vincolo all’apertura dell’attività soprattutto per i giovani e per questo è stata prevista la misura nel decreto legge del Governo.

http://www.ecoblog.it/post/1776/taxi-la-protesta-dei-privilegiati

Taxi, la protesta dei privilegiati

Pubblicato: giovedì 06 luglio 2006 da eugenio

Io spero sia chiaro a tutti quanto i tassisti siano una categoria che guadagna ingiustamente troppo fornendo un servizio vergognosamente scadente. Se c’è un settore in cui una sana botta di liberalizzazione è necessaria, quello è proprio il settore dei taxi. Prendete anche solamente in considerazione questi dati (2003) sul rapporto tra numero di taxi e popolazione delle aree metropolitane:

Nell’area milanese ci sono 1,6 taxi per mille abitanti, contro i 9,9 di Barcellona, gli 8,3 di Londra i 3,9 di Praga, i 2,9 di Monaco, i 2,4 di Parigi, i 2 di Berlino [Lavoce.info]

Non sono sufficienti a farvi pensare che la protesta dei tassisti italiani andrebbe (civilmente, ma fermamente) repressa con forza?

Aggiornamento – Quanto guadagnano i tassisti:

MILANO
Spese. Il costo della licenza è di 150.000 euro. I costi di gestione dell’attività ammontano a 1.800 euro mensili. Nei costi sono compresi: assicurazione, carburante, acquisto dell’autovettura. Ricavi: L’incasso mensile si aggira intorno ai 3.000 euro. Il guadagno è di circa 1.200 euro. I tempi di ammortamento della licenza sono di 10/12 anni. Turnazioni e tariffe. Il turno di lavoro dura 10 ore giornaliere per 5 giorni settimanali. La tariffa minima è di 3 euro. Il numero di taxi è di 3,70 ogni mille abitanti.

ROMA
Spese. Il costo della licenza è di circa 180.000/200.000 euro. Il tempo per ammortizzare la spesa d’acquisto è di circa 15 anni. I costi di gestione, comprensivi di carburante, assicurazione, autovettura, sfiorano i 2.000 euro mensili. Ricavi. Intorno ai 4.000 euro mensili, ma i tassisti più attivi, grazie anche alle corse con clienti abituali “privati”, arrivano a superare i 5.000 euro.
Turnazioni e tariffe. La turnazione è di 7 ore e 30 minuti, estendibili di un’ora. Si lavora sei giorni alla settimana. La tariffa minima è di 2,33 euro.

NAPOLI
Spese. Il costo medio di una licenza è di 150.000 euro che vengono ammortizzati in 7-10 anni di attività. I costi di gestione che comprendono assicurazione e carburante sono di 14/15 mila euro all’anno.
Ricavi. Il guadagno mensile, al netto delle tasse, si aggira intorno ai 2.000 euro. A questi va aggiunto il rimborso per il carburante che è di 1.500 euro circa all’anno.
Turanzioni e tariffe. I turni di lavoro sono di 10 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. La tariffa minima è di 2,60 euro.

BARI
Spese. Il costo di una licenza è di 50-60 mila euro. I tempi di ammortamento sono di 5 anni circa. I costi di assicurazione e del carburante raggiungono i 1.600 euro all’anno. Ricavi. Il guadagno mensile ruota intorno ai 1.200 euro. I rimborsi per il carburante possono variare dai 400 ai 1.500 euro all’anno.
Turnazione e tariffe. I turni sono di 7 ore diare per 5 giorni settimanali. Per ogni corsa, si parte da una tariffa minima di 2,40.

[Scheda a cura di Serena Danna, Salvatore Patriarca, Il sole 24 ore, 4 luglio 2006).

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