E’ giusto ed auspicabile che le discariche in Italia vengano messe a norma il più presto possibile, non solo per fare un favore all’Europa e non dover pagare le eventuali multe che potrebbero infliggerci in caso contrario, ma anche e soprattutto per non compromettere la qualità ambientale del nostro territorio. Nel contempo, però, dovremmo impegnarci in modo molto più intensivo alla raccolta differenziata (vedi gli articoli “Il Problema dei rifiuti: le responsabilità della politica e dei cittadini” e “Il cambio di rotta: verso un consumismo meno sfrenato e più consapevole“).

N.B. Troverete, in fondo al presente articolo, un brano tratto dal libro “Le città invisibili” di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, affinchè possa farci da monito: questo brano descrive un mondo che non sa più dove collocare la spazzatura che caparbiamente seguita a produrre, ma che, nonostante questo, continua a perseguire il perverso sistema dell'”usa-e-getta”…

L.D.

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/02/27/673700-rifiuti-italia-ue-procedura-infrazione-mora.shtml

Rifiuti, procedura Ue contro l’Italia sulle discariche

Rifiuti nel mirino Ue: l’Italia non ha messo a norma entro i termini richiesti 102 discariche. Avviata una procedura formale di infrazione, il ministro Clini: “Rafforzare la raccolta differenziata”

Bruxelles, 27 febbraio 2012  – La piaga dei rifiuti italiani rischia di avere ripercussioni più pesanti del previsto. L’Ue ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. A sancire il via formale dell’azione di Bruxelles una lettera di messa in mora, inviata a Roma. Nella missiva si evidenzia come il nostro Paese non abbia chiuso, o adeguato alle nuove norme Ue in vigore, 102 discariche di rifiuti entro la scadenza 16 luglio 2009, prevista da una direttiva del 1999.

Le discariche ‘incriminate’ sono situate in 15 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, e Umbria.

Già dal 2009, con vari contatti a livello tecnico, la Commissione aveva cercato senza successo di convincere le autorità italiane a mettersi in linea con le norme Ue, attivando nel 2010 la procedura di ‘pre-infrazione’ (il cosiddetto ‘EU Pilot project’, che esiste dal 2008).

La direttiva sui rifiuti (99/31 Ce), che nel 1999 aveva introdotto norme più stringenti per le discariche, prevedeva che entro 10 anni tutte le discariche esistenti avrebbero dovuto essere chiuse o portate in linea con le nuove norme.

CLINI: “E’ UNO STIMOLO”  – Secondo  il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, l’infrazione aperta dalla Ue “è uno stimolo a uscire fuori da una situazione che soprattutto in alcune regioni italiane è caratterizzata dal fatto che le scelte importanti, quelle strutturali per la gestione intelligente e coefficiente, siano state rinviate”. Bisogna “rafforzare la raccolta differenziata”.

Leonia, di Italo Calvino
tratto da: “Le città invisibili”

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello d’apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero, come dicono, il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere, l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità.
Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell’esistenza di ieri è circondato d’un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s’espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l’imponenza del gettito aumenta e le cataste s’innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto.
Aggiungi che più Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E` una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d’ieri che s’ammucchiano sulle spazzature dell’altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città, che anch’esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti.
Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta.
I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l’altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spogliato rotoli dalla parte di Leonia ed una valanga di scarpe spaiate, calendari d’anni trascorsi, fiori secchi, sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo.
Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.

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Aggiornamento del 6 dicembre 2012:

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/discariche-illegali.aspx

Discariche illegali, Italia verso megamulta 

Nuova, ma prevedibile, “bacchettata” dell’Europa all’Italia in materia di rifiuti. Che ci costerà 56 milioni di euro e, se non provvederemo, altri 256mila al giorno. E si rischia seriamente di dover pagare la multa per non aver ancora proceduto alla bonifica di 255 discariche illegali – 16 con rifiuti pericolosi – sparse per tutta la Penisola, ma concentrate soprattutto nelle regioni del centro-sud (51 in Campania, 43 in Calabria, 37 in Abruzzo, 32 nel Lazio, 24 in Sicilia). […] «Nonostante gli impegni assunti dalle autorità italiane nel 2007 e alcuni progressi significativi compiuti – sottolinea la Commissione – solo 31 discariche problematiche saranno bonificate entro la fine del 2012 e un calendario completo per l’ultimazione dei lavori è stato programmato unicamente per 132 discariche. Inoltre – rileva ancora Bruxelles – la Commissione non dispone di informazioni da cui risulti che l’Italia abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura di nuove discariche illegali». Ma quello delle discariche è solo il sintomo di una malattia più grave. Di sistema. L’Italia, ricorda infatti l’esecutivo Ue, occupa appena il ventesimo posto, tra i 27 Paesi comunitari, nella classifica dell’efficienza nella gestione dei rifiuti. Sul totale di quelli urbani ben il 51% finisce in discarica (contro una media Ue del 38%) e quelli riciclati non vanno oltre il 21% (il 25% nella media Ue). […]
25 ottobre 2012

CI RIDURREMO COME NEL CARTONE WALL-E??? VIDEO YouTube:  WALL∙E’s “Day At Work”

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Aggiornamento dell’1 marzo 2016:

http://www.riciclanews.it/economia/rifiuti-sanzioni-salasso_4550.html

RIFIUTI, SANZIONI UE: UN SALASSO DA 160 MILIONI

Sono poco meno di 160 i milioni versati dall’Italia nelle casse di Bruxelles per le sanzioni relative alle procedure europee d’infrazione 2003/2077 per le discariche abusive non bonificate e 2007/2195 sull’emergenza rifiuti in Campania. A tirare le somme del salasso europeo è stato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che in occasione di un’audizione in Commissione ambiente alla Camera ha fatto il punto sulle 18 procedure europee d’infrazione in materia ambientale attualmente aperte ai danni dell’Italia. Le due procedure di cui sopra, in particolare, sono già giunte alla seconda sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea e, per tanto, hanno visto l’Italia condannata al pagamento di sanzioni pesantissime.

Centotredici i milioni versati a Bruxelles per la mancata bonifica delle discariche abusive, 40 a titolo di sanzione forfettaria ed i restanti 63 in due tranche semestrali. Duecento i siti per i quali, il 2 dicembre 2014, era arrivata la seconda sentenza di condanna e con essa la prima ingiunzione a pagare. Dopo un anno, ha illustrato Galletti, restano ancora 155 discariche da bonificare o mettere in sicurezza. Per il ministro la responsabilità dei ritardi è tutta da attribuire all’inerzia delle amministrazioni locali nei cui territori ricadono i siti condannati dall’Ue […] Il Ministero dell’Ambiente ha pertanto comunicato le informazioni necessarie alla Presidenza del Consiglio del Ministri ai fini della valutazione dell’opportunità, da parte del Consiglio dei ministri, di procedere all’esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti delle amministrazioni inadempienti e al loro conseguente commissariamento».

Ammonta invece a 42 milioni il conto delle sanzioni per le inefficienze del ciclo rifiuti in Campania, 20 dei quali versati a titolo forfettario e 22 a titolo di sanzione semestrale. […] «La penalità imposta dalla Corte di Giustizia – ha ricordato Galletti – è suddivisa in tre parti, ciascuna pari ad un importo di euro 40mila al giorno, calcolata per categoria di impianti da realizzare in attuazione del Piano Regionale di Gestione dei rifiuti (discariche, termovalorizzatori e impianti di trattamento dei rifiuti organici) per un totale di euro 120mila al giorno, ed è dovuta fino a quando non saranno messi in esercizio gli impianti necessari a garantire l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti urbani e allo smaltimento delle ecoballe». […] «il Governo, al fine di assicurare una tempestiva esecuzione delle sentenze di condanna, ha previsto delle novità con la legge di stabilità 2016. Il sistema di rivalsa attivato dal Ministero dell’economia e delle finanze nei confronti dei soggetti responsabili delle violazioni che hanno determinato la sentenza di condanna prevede, infatti, un meccanismo di compensazione con i trasferimenti che lo Stato dovrà effettuare in favore delle amministrazioni stesse». Taglio netto agli stanziamenti per gli enti locali inadempienti, dunque, e a farne le spese saranno ancora una volta i contribuenti. Vittime, secondo il ministro dell’Ambiente, «di una difficoltà sistemica delle Regioni» ad adottare le misure necessarie a chiudere in tempi brevi le procedure d’infrazione. […]

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