Si parla tanto di queste benedette “liberalizzazioni”, ma saranno davvero così utili e necessarie? Di sicuro comportano dei rischi, ma potrebbero anche portare dei benefici… il gioco vale o non vale la candela? Nell’intento dei nostri governanti, liberalizzare dovrebbe servire a modernizzare il Paese e liberarlo il più possibile da quei vincoli che bloccano le iniziative personali e di conseguenza l’economia stessa.

Nel 2007 venne varato dal governo Prodi un pacchetto di liberalizzazioni che andò sotto il nome di “decreto Bersani”, di cui potete leggere in questo articolo i contenuti:

Liberalizzazioni 2007: il decreto Bersani

Ora, anno 2012, ci attende al varco un nuovo pacchetto di liberalizzazioni. Cerchiamo di capire il perchè e che quali novità introdurranno più precisamente queste norme.

L.D.

http://www.mondoinformazione.com/2012/01/23/liberalizzazioni-quali-sono-i-rischi/

Liberalizzazioni, quali sono i rischi?

Added by Guest on 23 gennaio 2012

Da sempre l’uomo cerca la panacea di tutti i mali, la pietra filosofale che trasformi la materia vile in oro scintillante e, puntualmente, ogni volta che è certo di averla trovata deve sbattere il muso contro la realtà pronta a ricordargli che la perfezione non è di questo mondo.
Dopo la caduta del muro di Berlino, l’Occidente ha nutrito grandi aspettative di rinnovamento e di riscatto. Lo Stato protagonista egemone dell’economia che, a leggere la teoria keynesiana, avrebbe portato benessere a tutti anche solo facendo scavare inutili buche per poi richiuderle, dopo un po’ di tempo si è trasformato nell’incubo di chi volesse dare sfogo alla creatività e intraprendere un’attività imprenditoriale. Una burocrazia farraginosa  che ha prestato il fianco alla corruzione e alla concussione, la spesa pubblica cresciuta a dismisura, l’inflazione hanno evidenziato le storture di un sistema economico basato sulle teorie stataliste, aprendo le porte a quel liberismo che però, seppur rivestito di termini nuovi come globalizzazione, resta sempre quell’insidioso “Mangiafuoco” che, lasciato senza freni, portò l’umanità, nei primi anni del XX secolo ad una crisi economica senza precedenti.
Segno di questi mutati intenti fu, in Italia, la soppressione nel 1993 del Ministero delle Partecipazioni Statali.
Il liberismo, anche appellato con un termine che potrebbe richiamare alla mente romantici e patriottici ardori, “liberalizzazione”, in Italia ha significato fino ad oggi soprattuto “privatizzazione”. Sono stati venduti “gioielli di famiglia”, facendo piangere le casse dello Stato e sorridere quelle dei privati acquirenti. Privatizzazioni di Enti pubblici fornitori di servizi non soggetti alla legge della domanda e dell’offerta e per i quali vi era uno stato pressochè di monopolio non hanno portato alcun vantaggio al cittadino.
Con il governo Monti, chiamato a traghettare l’Italia attraverso canali troppo insidiosi per la nostra attuale classe dirigente, si sta assistendo alla prima, seppur timida, liberalizzazione.
La possibilità, ad esempio, per i giovani fino a 35 anni di costituire una società a responsabilità limitata con un capitale simbolico di 1 euro e senza recarsi da un notaio per costituirla è una grossa opportunità per chi ha la creatività e la voglia per fare l’imprenditore.
In un sistema economico come quello italiano da sempre legato a lacci, catene, baronati e monopoli di fatto, è probabile che la liberalizzazione offra quella boccata di ossigeno necessaria per far aumentare il PIL e assicurare un’equa distribuzione della ricchezza e di conseguenza un benessere diffuso.
C’è da sperare però che quanto prodotto da tanta nuova imprenditoria trovi sfogo nel mercato altrimenti le liberalizzazioni non faranno altro che creare la prigione dei magazzini pieni di resi o invenduti.
Occorrerà vedere quanto ancora gli italiani hanno da spendere in fantasia e creatività per inventare e proporre merce di qualità che il mercato non potrà rifiutare. L’auspicio è che non accada come nel passato in cui l’Italia sprecò, per cialtroneria, primati di valore in settori come l’aviazione o l’elettronica.
E’ una sfida epocale a cui cittadini e politica sono chiamati insieme a dare il meglio. Il primo appuntamento è nei giorni prossimi alle camere: vedremo quanto davvero l’Italia ha voglia di riscatto.

 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-25/monti-liberalizzazioni-decreto-roba-063836.shtml?uuid=AaPB4CiE

Monti: liberalizzazioni, nel decreto c’è roba vera

Dino Pesole

25 gennaio 2012

BRUXELLES. Dal nostro inviato
Il blocco dei Tir che sta paralizzando il paese, le proteste delle categorie colpite dalle liberalizzazioni, preoccupano ma erano in qualche modo nel conto. «Quel che dobbiamo spiegare – osserva Mario Monti al termine dell’Ecofin – è che le misure sono un esercizio di sacrificio che riguarda tutti». Quel che ha bloccato la crescita del paese, rendendo al tempo stesso precario il futuro dei giovani, è una mentalità secondo cui l’interesse delle categorie viene prima dell’interesse generale». […]

http://www.liberoquotidiano.it/news/915264/Tutti-i-punti-del-testo-spuntato.html

Tutti i punti del testo spuntato

[…] Di seguito tutti i principali provvedimenti presentati nel corso della conferenza stampa.

Taxi – “C’è la scelta di affidare l’analisi dei fabbisogni all’Autorità dei Trasporti che dovrà svolgere un’attenta istruttoria città per città, sentiti i sindaci, per capire sè necessario aumentare il numero delle licenze. L’aumento avverrà con compensazioni tangibili per i tassisti che hanno già una licenza”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. “Per quanto riguarda la mobilità l’Autorità detterà delle regole, con l’accordo con i sindaci” e lo stesso tassista potrà essere titolare di una licenza part time che gli consenta di poter far lavorare un altro tassista titolare di una licenza part time”, aggiunge Catricalà. Si è ritenuto di convenire con i tassisti “sulla possibilità di consentire che una concetrazione di licenze in mano ad un singolo soggetto possa portare ad una situazione di dominanza”, conclude Catricalà.

Separazione Eni-Snam – E’ stata confermata la separazione propiretaria di Snam Rete Gas da Eni. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, si legge nell’articolo 18 del disegno di legge, “è emanato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge”. La separazione, ha spiegato Passera, “consentirà nuovi investimenti e un taglio dei costi per i cittadini”.

Farmacie  – Il ministro della Salute, Balduzzi, ha spiegato che le farmacie aumenteranno di 5mila unità, da 18mila a 23mila. Il decreto prevede anche sconti anche per i farmaci di fascia A pagati direttamente dal cliente. Gli sconti sui farmaci di fascia C erano già possibili. Gli stessi farmaci di fascia C non saranno vendibili in sedi differenti a una farmacia: una frenata rispetto alle indiscrezioni delle ultime settimane.

Abolite le tariffe minime – Il decreto legge sulle liberalizzazioni attua immediatamente l’abolizione delle tariffe professionali. Lo rende noto il ministro della Giustizia Severino, che ha spiegato: “Le tariffe? Già abolite”. Del tema  si è parlato “moltissimo, forse troppo, rispetto al dato riconosciuto dal 99% delle categorie professionali, secondo le quali le tariffe sono state già abolite dalla legge Bersani”. A puntualizzarlo è ilministro della Giustizia Paola Severino. Per il Guardasigilli, l’abolizione delle tariffe “è un fenomeno  già consolidato nell’orizzonte delle professioni. Noi abbiamo semplicemente reso attuativo il precetto dell’abolizione delle tariffe”. Quanto agli “intervenuti su temi compensi, ci siamo basati su criterio della trasparenza: il compenso deve essere comunicato in maniera chiara e visibile”, così che il cliente “possa scegliere anche in base a questo”.

Benzinai – I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che sono anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera potranno “liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea”. Dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che prevedono per forma di esclusiva nell’approvvigionamento decadranno per la parte eccedente il 50% la fornitura.

Ferrovie – L’autorità dei Trasporti dovrà stabilire se è necessaria una separazione tra la rete ferroviaria e il servizio ferroviario. Lo ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. Catricalà ha sottolineato che spetterà all’Authority la decisione su “che grado di operazione sarà necessaria tra Rfi e Servizio. Non c’è un provvedimento immediato – ha aggiunto – ma la precisa indicazione della direzione da prendere”.

Appalti – La soglia del valore per l’affidamento di una gestione senza gara e all’interno del gruppo, scende da 900.000 a 200.000 euro.

Tariffe professionali – Cambia la norma sulla sospensione delle tariffe professionali: nella bozza del decreto è prevista l’abrogazione delle “tariffe delle professioni regolarmente nel sistema ordinistico” ma “nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso di professionalità è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante”.

Mutui – Se viene richiesta un’assicurazione per l’erogazione del mutuo le banche saranno  tenute a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi.

Frequenze tv – Nel corso della conferenza stampa che ha seguito il varo del dl, il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha annunciato la decisione di sospendere per 90 giorni l’assegnazione delle frequenze tv secondo le modalità del beauty contest.

Trasporti e carburanti – Corrado Passera, citando il settore della distribuzione dei carburanti, ha citato misure per favorire le piccole imprese operanti nel settore dei servizi pubblici e del trasporto. L’istituzione dell’Autorità dei trasporti avrà il compito di definire le regole per le nuove concessioni autostradali e rendere efficaci le nuove regole sulle ferrovie”. L’Autorità avrà il compito di “capire fino in fondo come rendere efficace la separazione nel mondo ferroviario” tra rete e operatore.

Bancomat – La Banca d’Italia fisserà “l’ammontare degli importi delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca di versa da quella del titolare della carta”.

Tribunale delle imprese – Prevista la nascita del Tribunale delle imprese; nel dettaglio le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale esistenti in alcuni tribunali divengono “sezioni specializzate in materia di impresa”. Le sezioni saranno competenti in materia di controversie su proprietà industriale, concorrenza sleale, diritto d’autore, class action e cause tra soci.
Notai – In Italia ci saranno 500 notai in più. La misura che mira ad amliare “il bacino di concorrenza” è prevista nel dl liberalizzazioni. Nell’annunciarlo il ministro della Giustizia, Paola Severino, puntualizza che ogni tre anni verrà verificato il rapporto fra abitanti e notai.

E i crediti alle imprese? – Dalla bozza, ha ammesso Passera a margine della conferenza stampa, sono saltati diversi punti, come per esempio quello relativo al pagamento dei crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La bozza del decreto prevedeva un termine perentorio di 60 giorni, oltre al quale la mora sarebbe stata dell’8% oltre gli interessi per le amministrazioni in ritardo coi pagamenti. E’ saltata anche l’ipotesi di pagare le imprese con i Bot. “Se n’è parlato – ha spiegato Passera – ma certamente è una cosa sulla quale c’è massima attenzione. Ci stiamo lavorando perché è chiaro che dobbiamo rispettare i vincoli di bilancio ma dobbiamo anche fare qualcosa”.

21/01/2012

http://lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8260&ID_sezione=&sezione=

L’inflazione ritorna a preoccupare

FRANCO BRUNI – 5/1/2011

Le statistiche italiane e dell’area dell’euro mostrano che nel 2010 l’inflazione ha accelerato […]

Vanno intensificate le riforme strutturali, che stimolano la produzione dal lato dell’offerta, in quantità e qualità. Offrire più buoni prodotti sul mercato significa contenere il costo di una data qualità della vita. Occorre provvedere in un’ottica di medio-lungo periodo, con particolare attenzione alle riforme che incidono sulla struttura degli enormi settori pubblici dei nostri Paesi, ne riducono i costi e ne migliorano il contributo alla produttività dei privati, e a quelle che stimolano l’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi.

Va ripresa con vigore l’attenzione per le politiche di difesa della concorrenza e del consumatore, che la crisi pare aver messo fra parentesi. Il contenimento dei poteri di mercato, da quelli delle attività locali, piccole ma sovente cruciali per il costo della vita, a quelli dei grandi oligopoli multinazionali è la via maestra per frenare i prezzi e aumentare le produzioni. Un insieme di operazioni-trasparenza, riorganizzazioni strutturali e interventi anti-trust deve far sì che l’Italia, in particolare, smetta di essere uno dei Paesi dove sono più care le banche, le assicurazioni, i telefoni, la luce, il gas, la benzina, i servizi professionali e alle imprese. […]

Per ulteriori approfondimenti: vi consigliamo le seguenti puntate del programma di Radio 24 Salvadanaio di Debora Rosciani.

 

Liberalizzazioni: le novità per le polizze RcAuto (30-01-2012)

Con il decreto liberalizzazioni sono in arrivo alcune novità per le polizze RcAuto, settore caratterizzato, in Italia, da un aumento continuo e inesorabile dei prezzi, a cui il governo Monti vorrebbe in questo modo mettere un freno. Per stimolare la concorrenza, viene introdotto l’obbligo di fornire ai clienti, in modo chiaro e trasparente, almeno 3 preventivi diversi di altrettante compagnie; arriveranno nuove e più severe regole contro le frodi assicurative e i risarcimenti gonfiati; sono previsti incentivi per chi installa a bordo del veicolo la scatola nera (clear box), efficace per prevenire le frodi, e le compagnie avranno la facoltà di ridurre fino al 30% i risarcimenti erogati ai clienti che hanno subito un sinistro e che rifiutano di far ripararare la propria macchina in una carrozzeria convenzionata con la stessa impresa assicurativa.

Liberalizzazioni: un incentivo ai farmaci generici (02-02-2012)

Anche i farmaci generici – meno costosi ma equivalenti a quelli “di marca” – sono interessati dalle novità introdotte con il decreto liberalizzazioni del Governo Monti, da cui arriva un importante incentivo alla commercializzazione di questi prodotti, che garantiscono un notevole risparmio senza nulla togliere all’efficacia clinica. Oggi il farmacista è già tenuto a comunicare al paziente l’esistenza di un generico meno costoso, ma la nuova procedura coinvolge anche il medico, obbligandolo a informare il paziente della disponibilità di questi farmaci. Sarà infatti tenuto a indicare nella ricetta se il farmaco è «sostituibile con un equivalente generico» o, in caso contrario, se si tratta di un prodotto «non sostituibile» per precise ragioni cliniche. Salvadanaio illustra agli ascoltatori quali sono le informazioni che il paziente ha diritto di ottenere nello studio del medico e in farmacia, per poter cogliere – anche in quest’ambito – tutte le opportunità di risparmio.

Professionisti: il preventivo diventa obbligatorio (01-02-2012)

Quando un cliente chiede aiuto al commercialista o si rivolge al notaio, quando approva un progetto del suo architetto o si sottopone a una visita dal dentista, spesso non riesce a sentirsi totalmente tranquillo nell’affidarsi alla prestazione professionale, e a preoccuparlo è un dubbio in particolare: quanto potrà venirgli realmente a costare. Il decreto liberalizzazioni introduce alcune importanti novità per le norme che regolano i rapporti tra cliente e professionista, e tra queste c’è proprio l’obbligo di comunicare – al momento del conferimento dell’incarico e se richiesto dal cliente – il compenso pattuito, mettendo per iscritto il preventivo. Il professionista è tenuto a fornire tutte le informazioni che riguardano le singole attività che si andranno a svolgere, indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. E diventa necessario anche fornire i dati relativi alla polizza assicurativa professionale. Salvadanaio fa il punto sulle novità introdotte e chiarisce quali informazioni, e in che modalità, il cliente è autorizzato a richiedere.

Liberalizzazioni: novità per le polizze legate ai mutui (31-01-2012)

La stipula di una polizza assicurativa viene spesso richiesta come garanzia quando la banca deve concedere un mutuo. L’erogazione, però, non dovrebbe essere vincolata alla scelta di un prodotto proposto dalla stessa banca che eroga il finanziamento, pratica molto diffusa nel Paese. L’Isvap, l’istituto di vigilanza sul settore assicurativo, sta dando battaglia da tempo a questo conflitto di interessi, e il 2 aprile dovrebbe entrare in vigore un nuovo regolamento che impedisce di ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari delle stesse. L’argomento torna all’ordine del giorno con le liberalizzazioni di Monti, che impegnano le banche a sottoporre al cliente due preventivi di due differenti compagnie.

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Chi sono in nemici delle liberalizzazioni in Italia?

Libro “L’onorata società” di Carmelo Abbate e Sandro Mangiaterra

Hai voglia a dire che per contrastare l’inefficienza italiana bisogna fare le riforme. Lo ripetono tutti, incessantemente. Ma poi le riforme, quelle vere, non si fanno. Colpa della politica? Senz’altro. Ma quella raccontata in queste pagine è un’altra storia. Corporazione per corporazione, questa è un’odissea illuminante tra figli di, salotti buoni, intrecci perversi. Perché se le cause dell’inefficienza italiana hanno mille nomi – gerontocrazia, nepotismo, corporativismo… – questo viaggio nella cupola dell’«Italia che lavora» fa finalmente anche i cognomi: professionisti, imprenditori, uomini di finanza, docenti universitari, baroni della medicina.Conoscete Giacomo Leopardi? Non il poeta, un suo omonimo, meno famoso ma sicuramente più potente: l’uomo che alla guida dell’Ordine nazionale dei farmacisti ha fatto il diavolo a quattro appoggiando la serrata dei camici bianchi. Avete mai sentito parlare di Dino Abbascià, il Leone di Bisceglie? Difficile. Eppure è lui che guida la fronda dei commercianti alimentari. E che dire di Riccardo Pedrizzi, il superlobbista delle assicurazioni? O di Giuseppe Rotelli, il re della sanità privata? E di cento altri sconosciuti ai più? Come funziona il partito degli appalti? E perché gli aerei non volano e i treni non arrivano in orario?Allineando vicende che fanno indignare e storie che ci costringono a sbellicarci di amare risate, questa stringente inchiesta dimostra perché, con tutta evidenza, la salvezza non giungerà dalla tanto celebrata società civile.

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