Insomma, ci sono persone disoccupate che non trovano lavoro e ci sono persone precarie che un lavoro ce l’hanno ma è, oltre che precario, anche sottopagato. Mentre ci sono persone che percepiscono fior di stipendi dallo Stato senza esserseli necessariamente guadagnati. Anche questa è una delle tante aberrazioni che rendono l’Italia uno Stato anti-meritrocratico che tende ad amplificare fortemente le differenze sociali: ad alcuni tutto e ad altri niente. Ecco perchè il nostro Paese pullula di “caste”…

L.D.

http://www.antigene.org/gli-stipendi-dei-dirigenti-comunali-il-miracolo-dei-pani-e-dei-pesci.htm

Gli stipendi dei dirigenti comunali: il miracolo dei pani e dei pesci

23 Settembre 2009

Perché, a prescindere dalle dimensioni del Comune e dal numero dei suoi abitanti,  gli stipendi dei dirigenti sono tutti pressochè  uguali e tutti al massimo della retribuibilità? Piccola cronistoria di tre contratti nazionali della dirigenza degli Enti Locali dal  1999 al 2005.

Quando abbiamo cominciato ad  incrociare i dati  una  evidenza ci è  balzata  agli occhi: non c’è sostanziale differenza nei redditi della dirigenza tra piccoli, medi, grandi comuni e città metropolitane. Un segretario generale percepisce un compenso annuo lordo di:

155.137 euro    se lavora nel Comune di Conegliano    con 36.000  abitanti
177.501 euro    se lavora nel Comune di Nuoro    con 164.260  abitanti
154.532 euro    se lavora nel Comune di Brindisi    con 89.651 abitanti
119.221 euro (*)    se lavora nel Comune di Napoli    con 1.004.500  abitanti
163.904 euro (*)    se lavora nel Comune di  Roma    con 2.728.296  abitanti

(*) – esclusa la retribuzione di risultato

Riesce a passarsela ancora  meglio il segretario generale del Comune di Lecce (412.978 abitanti) che si accaparra un reddito annuo di  205.108 euro e,  al  top,  il  direttore generale del Comune di Milano che sbanca con i suoi 289.000 euro tondi tondi.
Ma per la miseria, con quale logica aziendale il responsabile, ad esempio, di una bottega di paese può essere pagato come uno che dirige 4 supermercati e a questi, a sua volta, può esser riconosciuto lo stesso compenso del dirigente di 100 filiali di  supermercati? Solo nella  logica  aberrante della  P.A. [Pubblica Amministrazione] possono prodursi tali fenomeni  retributivi paranormali.

Ma capiamoci subito per non creare danni. Non è che sono pagati poco i segretari o direttori generali delle grandi città. Anzi, se la passano molto bene e senza troppe verifiche. Ma gli  altri  sono  completamente fuori dalla grazia di dio. E infatti hanno una certa  resistenza a pubblicarli questi megastipendi. Come faranno a giustificarli davanti ai  cittadini ai quali continuamente  ripetono che non c’è una lira in cassa per questo o quel servizio o ai loro dipendenti, che guadagnano la quarta, quinta parte dei loro stipendi, spesso per accollarsi  la  maggioranza del lavoro?

Come si è potuto  arrivare a questo ?

Ci siamo presi la briga di ricostruirne gli ultimi  passaggi:
il CCNL 1999 – Area della  dirigenza – normava:
– 37,632  milioni di lire come retribuzione tabellare annua a regime per la qualifica unica dirigenziale,  compresa anche la 13° mensilità ;
– da un minimo di 17milioni di lire a un massimo di  82 milioni  per la retribuzione di posizione
– una quota non inferiore al 15%  la retribuzione di risultato da erogare solo a seguito di controllo di gestione , e quindi di organizzazione certa di questa funzione, e in correlazione con i compensi percepiti ai sensi dell’art.37  (Avvocatura).

Ne discendeva che nel 1999 il compenso massimo previsto per un dirigente ammontava a 135,632  milioni lire e cioè circa 70.000 attuali euro.

Ma già  con CNNL  per il biennio economico 2002-2003:
– lo stipendio tabellare balza dai  precedenti 37,632 milioni di  lire ( circa 18 mila euro) a 36.151,68 euro, cioè si raddoppia confermando anche  il maturato economico di cui all’art.35 CCNL/96 nonché la retribuzione individuale di anzianità;
– la retribuzione di posizione viene riderterminata da un minimo di 9.299,77 euro a un massimo di € 42.869,47 con un aumento di circa 2.000 euro annui;
– proporzionalmente è aumentata anche la retribuzione di risultato;
– ulteriormente, entrambe vengono incrementate di un importo pari all’1,66 del monte salari dell’anno 2001 a decorrere dall’1.1.2003.

Quindi già qualche anno dopo, in barba a qualsiasi criterio di legittima rivalutazione e principio di equità retributiva, il compenso esigibile da un dirigente balzava a €. 92.500  che, rapportato in lire , significava un aumento  di più  del doppio rispetto al precedente contratto.

Col successivo contratto biennio economico 2004-2005:
– lo stipendio gabellare è incrementato di € 780 all’anno a partire dall’1.1.2004 e di  € 1.023 dall’1.1.2005, arrivando a raggiungere la bella cifra di € 40.129,98;
– le retribuzioni di posizioni e di risultato vengono incrementate di  €  1.144  dall’1.1.2005;
– la retribuzione di posizione è incrementata da un minimo di €. 10.443 a un massimo di €. 44.013,47;
– le risorse vengono ulteriormente incrementate di un importo pari al monte salari del 2003;
– la tredicesima mensilità, che era ricompressa nella “ rendita di posizione” viene pagata a parte.

A questo punto, sempre calcolando al 15% e cioè al minimo, la retribuzione di risultato, siamo arrivati a 105.460  euro. Erano partiti da 70 milioni di lire. In 6 anni sono arrivati all’equivalente di più 210 milioni delle vecchie  lire! Esattamente il triplo! E a prescindere dal tipo di Comune, immenso, grande, medio, piccolo, infimo, lo stipendio, così calcolato, resta identico!
Provare per credere. Aprite i siti di comuni di grandezza assolutamente diversa e vedete se stiamo dicendo la verità. E se vi prendete la briga di aprire i siti dei vostri Comuni sulla trasparenza, vedrete che in quanto a creatività finanziaria sui loro stipendi , la dirigenza è imbattibile.

Domande spontanee:
– Cosa giustifica questi balzi in avanti a triplicazione dei compensi in un paio di anni ?
– È triplicato il lavoro dei dirigenti? Lavorano anche di notte e di domenica , rinunciando alle ferie?
– Sono diventati talmente capaci da far funzionare gli enti locali e le regioni come orologi svizzeri?
– Come mai i Sindaci, le Giunte, i Consigli in ogni comune e senza un fiato avallano sempre stipendi corrispondenti a capacità, competenze, incarichi, responsabilità al massimo livello e sempre con il massimo raggiungimento dei risultati?
– ARAN e sindacati che  hanno sottoscritto in questi anni i contratti nazionali  e le giunte e i sindacati locali che  hanno sottoscritto quelli decentrati, pensano di aver operato al loro meglio quanto a  politiche retributive  e  di riequilibrio dei pubblici bilanci ?
– E cosa ne pensano i cittadini e gli altri dipendenti pubblici non altrettanto miracolati?

Aiutateci a rispondere, senza demagogia ma con molta ponderazione.

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http://www.levanteonline.net/politica/regione/1014-il-nuovo-esercito-dei-dirigenti-comunali.html

Il nuovo esercito dei dirigenti comunali

01 Marzo 2010 – di Sonia Oloferni

Un anno fa erano 210 giovani e forti, ora sono 256 e sono sempre forti. Questo il nuovo esercito dei dirigenti comunali. Sono cresciuti da un anno all’altro: 46 unità in più e guadagnano tanto. Gli stipendi dei dirigenti comunali si aggirano tra gli 80.000 ed i 110.000€ lordi.

Luigi Massa (ex direttore generale del Comune) percepisce lo stipendio più alto di tutti: 241.153,89€ (sempre lordi). Ha la retribuzione più alta l’ormai ex numero due del Comune di Napoli, supera e non di poco anche lo stipendio del Sindaco Rosa Russo Iervolino che percepisce 84.223,80€. Il Sindaco guadagna meno di molti suoi dirigenti. Dal 31 dicembre del 2009, il city manager (ormai ex city manager) è tornato nella sua Torino ed ha lasciato l’incarico con i suoi 241.000€ all’anno. C’è chi può permettersi di lasciare anche il lavoro in questo periodo di crisi. Novantadue sono i dirigenti che hanno lo stipendio più alto della Iervolino e tra questi novantadue c’è chi (almeno venti persone) supera i 100.000€ annui, ma quasi tutti vanno oltre i 50.000€ all’anno.

La crescita dei dirigenti non è direttamente proporzionale ad un aumento dei servizi. La burocrazia vive momenti di crisi e di stasi. La crescita dell’esercito dirigenziale costa tanto. Complessivamente la spesa è di 19.746.557€ lordi, in media tre milioni di euro in più rispetto all’anno scorso; in questo computo rientrano i dirigenti che hanno un contratto a tempo determinato e quelli con un contratto a tempo indeterminato (i dirigenti esterni e quelli interni). In un periodo di involuzione soprattutto per quanto riguarda la sfera lavorativa non è certo piacevole leggere e comprendere gli stipendi faraonici dei dirigenti del Comune di Napoli che sono, comunque, più bassi rispetto ai loro pari laziali e lombardi. Nel capoluogo laziale ed in quello lombardo i primi cittadini guadagnano tra i 9.000 ed i 10.000€ mensili. A Napoli il Sindaco percepisce 4.562€ mensili. Gli assessori campani guadagno 1.500€ in meno al mese rispetto ai colleghi di Roma e Milano. La Iervolino ha uno stipendio inferiore a quelli che dovrebbero essere i suoi collaboratori. Gianfrancesco Pomicino, il direttore centrale delle infrastrutture, ha uno stipendio annuo di 170.312,74€. Anche Giuseppe Tarallo (ex avvocato capo) incassa 153.000€ annuali. Quindi: Massa (con i suoi 241.153,89€ mensili), Pomicino e Tarallo guadagnano tre volte più del Sindaco. Una bella “scalata professionale” l’ha fatta, poi, il dirigente del dipartimento immagine e comunicazione del Comune di Napoli, Vincenzo Lipardi, responsabile anche della comunicazione per conto del Sindaco. Lipardi guadagna 110.773,84 euro lordi all’anno. Il doppio della Iervolino. E non è finita qui. Altre persone di certo non si lamentano. Il comandante dei Vigili Urbani, Luigi Sementa, guadagna 136.000€ all’anno. I dirigenti comunali crescono come i funghi, ma adesso che sono già in tanti non dovrebbero aumentare più, questo è l’auspicio per il prossimo anno.

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http://www.ilnordest.info/index.php?option=com_content&view=article&id=799:la-paga-dei-politici-del-trentino-alto-adige-analizzata-da-gian-antonio-stella-sul-corriere-della-sera-ha-sollevato-polemiche-e-distinguo&catid=41:politica-int&Itemid=13

La paga dei politici del Trentino Alto Adige analizzata da Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera” ha sollevato polemiche e distinguo

Sabato 14 Gennaio 2012

Dellai (21.000 euro lordi al mese) e Durnwalder (25.620 euro lordi al mese) guadagnano più di Obama (23.083 euro lordi al mese), Sarkozy (21.133 euro), Merkel (18.883 euro), Cameron (18.170 euro)

La politica delle province autonome di Trento e di Bolzano non cessa di fare discutere sulla stampa nazionale. Gian Antonio Stella sulle colonne del “Corriere della Sera” ha fatto le pulci alle paghe degli amministratori delle due province, riportandone i redditi mensili lordi. Davvero una bella paghetta, per degli amministratori che devono pensate ai bisogni di circa 500.000 residenti di ciascuna provincia autonoma. Il più pagato in assoluto è l’obmann dell’Alto Adige, Luis Durnwalder, che dall’alto dei suoi 25.620 euro lordi al mese seguito dal suo vice, Hans Berger (24.360 euro), sopravanza di un bel po’ capi di stato come Barak Obama (presidente degli Stati Uniti, 308 milioni di abitanti, fermo a soli 23.083 euro lordi al mese), oppure la cancelliera della Germania, Angela Merkel (oltre 90 milioni di abitanti, 18.883 euro), o anche il primo cittadino di Francia, Nicolas Sarkozy (21.133 euro). Non se la passa male nemmeno il presidente del Consiglio provinciale di Bolzano, Mauro Minniti, che per “governare” l’attività di 35 consiglieri riceve ogni mese 21.440 euro lordi al mese. Che dire del “povero” presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai, fermo a “soli” 21.000 euro lordi al mese, che prova a buttarla sull’ironico (“dovrò spiegare bene a mia moglie quanto guadagno esattamente, perché a leggere certe cifre riportate dal Corriere potrebbe pensare che abbia un’altra famiglia da mantenere”). Bei soldini, non c’è che dire, anche se al netto del peso del fisco e del contributo spesso elargito al partito di appartenenza le cifre si dimezzano e anche oltre, anche se spesso tali retribuzioni sono accompagnati da un impegno personale non proprio da stakanovisti e da onerose responsabilità. Anche se Durnwalder, con la faccia tosta che lo caratterizza, dice che lui “è il primo dipendente provinciale che apre il portone del Palazzo alle sei del mattino e lavora per 17 ore al giorno” e che sottolinea come lui “guadagni un terzo dello stipendio del direttore generale della Cassa di risparmio locale”, Stella gira il coltello nella piaga dei costi della politica, sottolineando come nelle autonomie speciali una poltrona o uno strapuntino retribuito non si neghi a nessuno: dalle circoscrizioni (nel comune di Trento, 105.000 abitanti, sono ben 12 e a Rovereto, 35.000 anime, 7; in tutt’Italia sotto i 250.000 residenti sono state abolite. Un presidente di circoscrizione “becca” quasi 1.000 euro lordi al mese, il consigliere semplice il gettone di presenza) alle Comunità di valle (nuovo ente intermedio tra la Provincia e i Comuni, ben 15, ora sotto scacco del referendum abrogativo che la Lega Nord ha promosso. I presidenti incassano da 2.891 a 3.533 euro lordi al mese, gli assessori 867, i vicepresidenti 1.060), sono ben cinque i livelli di governo locale e tutto è un fiorire di incarichi o di consulenze spesso di chiaro sapore clientelare. Le province autonome saranno sì un esempio per capacità di governo e per la qualità della spesa pubblica, tanto da meritare la presenza continuativa ai vertici delle classifiche nazionali della qualità della vita, ma quella che Stella definisce la “casta” a buon diritto andrebbe messa a ferrea dieta, per il bene loro, dei contribuenti e della democrazia partecipativa. Senza che qualcuno parli di “aggressioni personali e alle funzioni” (Dellai dixit), rischiando di “farla fuori del vaso” in un eccesso d’ira per lesa maestà. Non si tratta di facile populismo, ma la politica in salsa autonomista ai contribuenti locali costa veramente troppo (95,3 euro/anno a ciascun residente).

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Aggiornamento del 20 gennaio 2014:

http://www.lavoce.info/stipendi-pubblici-costi-politica/

Alti dirigenti pubblici, stipendi d’oro

17.01.14 – Roberto Perotti e Filippo Teoldi

La Pubblica amministrazione è un’enorme piramide molto appuntita, dove i dirigenti guadagnano moltissimo. Un solo esempio: i 300 direttori generali di province e regioni guadagnano 150.000 Euro, quanto il capo di gabinetto degli Esteri britannico.

Nella puntata precedente abbiamo mostrato l’enorme disparità di trattamento tra i dirigenti di quattro ministeri italiani e i loro omologhi britannici: i dirigenti di prima fascia italiani guadagnano in media tra il 40 e il 90 percento in più dei loro omologhi britannici.

UNA PIRAMIDE MOLTO APPUNTITA

In questa puntata presentiamo dei dati più sistematici sulla struttura retributiva non solo dei ministeri, ma di tutta la  Pubblica Amministrazione italiana. Vedremo che  essa è una enorme piramide, con una base molto ampia e un vertice molto sottile con retribuzioni altissime. In mezzo, sorprendentemente, c’è poco.

[…] Ci limitiamo  a mettere in evidenza alcuni numeri.

ALCUNI ESEMPI

– I ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico hanno rispettivamente 125 e 165 dirigenti di II fascia, che guadagnano in media 110.000 euro, quanto i 17 dirigenti di I fascia del ministero dell’ Economia britannico.

– I 300 dirigenti apicali di regioni e provincie guadagnano 150.000 euro, quanto uno dei quattro  direttori generali del ministero dell’ Economia e il capo di gabinetto del Ministero degli esteri britannici.

– I 2.000 altri dirigenti  delle regioni guadagnano 105.000 euro, quasi quanto  uno dei 17 dirigenti di I fascia del ministero dell’ Economia britannico. I 1300 altri dirigenti delle provincie guadagnano 100.000 euro. I 7.000 altri dirigenti dei comuni guadagnano poco meno.

– I quasi 700 dirigenti apicali del Servizio Sanitario Nazionale guadagnano anch’essi  ben più di un dirigente di I fascia del minisitero dell’ Economia britannico.

– Si noti l’ altissima remunerazione della carriera diplomatica. Peraltro, lo  stipendio medio di quasi 200.000 euro per i quasi 900 diplomatici è sottostimato  per vari motivi tecnici (torneremo sui diplomatici, quando riusciremo ad ottenere dati più precisi).

– Anche i quasi 10.000 magistrati hanno un’ altissima remunerazione media:  144.000 euro. La remunerazione media dell’Avvocatura di Stato è ancora più elevata.

– Le remunerazioni medie dei dirigenti delle autorità indipendenti sono anch’esse altissime. Lo stesso vale per il loro personale non dirigente.

– Una nota folcloristica ma non troppo: i 12 dirigenti apicali dei cappellani militari di esercito e polizia guadagnano quasi 100.000 euro. Ma anche i 74 altri dirigenti fra i cappellani militari non se la passano  male, con oltre 60.000 euro in media.

E’  bene ripetere che questi numeri sono solo delle medie. Essi nascondono a loro volta notevoli variazioni anche all’interno di ogni singola categoria. Sono numerosissime le posizioni con remunerazioni fra i 250.000 euro e i 350.000 euro. In una prossima puntata metteremo in evidenza queste distinzioni all’interno della categoria dei dirigenti apicali.

I RISPARMI POSSIBILI

Questa struttura remunerativa è irragionevole. Qualsiasi programma di riduzione della spesa pubblica per ridurre le tasse deve partire da un ripensamento radicale di queste remunerazioni. Secondo le nostre stime, una riduzione media del 20 percento degli stipendi dei dirigenti apicali e del 15 percento degli altri dirigenti, insieme a una riduzione sostanziale degli stipendi dei manager pubblici e semi-pubblici (di cui ci occuperemo in una prossima puntata),  potrebbe fare risparmiare allo Stato fra gli 800 milioni e 1 miliardo.  Tutto questo senza licenziare né mettere sul lastrico nessuno.

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Aggiornamento del 26 febbraio 2014:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/02/16/news/quanto-costa-la-pubblica-amministrazione-ecco-i-nomi-e-gli-stipendi-dei-paperoni-di-stato-1.153347

I costi della Pubblica Amministrazione. Nomi e stipendi dei Paperoni di Stato

Nei ministeri, nei Comuni, nelle Regioni e nella Sanità dilaga un esercito di alti dirigenti che guadagnano in media molto più dei loro colleghi europei. Per loro, nessuna spending review

di Corrado Giustiniani – 16 febbraio 2014

[…] Una coda sterminata di poltrone e talvolta poltronissime, che si stende lungo l’intera penisola. Impossibile capire quanto guadagnino, perché resistono anche alle richieste ufficiali. Di sicuro, le figure al vertice hanno paghe di gran lunga superiori ai loro parigrado europei. Uno studio internazionale li ha indicati come i meglio retribuiti al mondo, spiazzando la competizione dei colleghi di qualunque nazione. Il costo totale è stratosferico: va da un minimo di 15 miliardi di euro l’anno fino a una stima di ben venti.

E’ inutile cercare parametri di merito e di produttività: ogni anno dichiarano di avere raggiunto gli obiettivi, anche se la percezione della loro efficienza è decisamente bassa. Sì, l’Italia è piena di dirigenti, uno status che quasi sempre dura tutta la vita, mentre l’efficienza dell’amministrazione di Stato, Regioni, Province e Comuni resta sotto gli occhi di tutti e ci allontana sempre più dall’Europa. […]

http://firmiamo.it/no-ai-paperoni-di-stato

NO AI PAPERONI DI STATO

Creata il 18 Febbraio alle 18:36 da Giuseppe Foglia

Al nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi,

al Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri,

al Giudice Costituzionale Giuliano Amato

Non leggete l’inchiesta dell’Espresso.

No, non leggetela, perché se la leggete vi sarà impossibile non essere travolti dal nervosismo, dalla frustrazione, dalla voglia di scendere in piazza! Manteniamo la calma, dai. Cerchiamo però di farci sentire. #Firmiamo perché tutti questi pubblici dirigenti dell’amministrazione pubblica italiana, I PIU’ PAGATI DEL MONDO, provino vergogna e rinuncino a questi assegni scandalosi!

Ribadisco: non leggete l’inchiesta dell’Espresso, se no il livello di indignazione vi risulterà insopportabile. Riassumiamo cosa dice per sommi capi: in pratica a fine gennaio l’Anac, Autorità anti Corruzione e per la Trasparenza, ha cercato di fare chiarezza sul tema e i risultati emersi sono allucinanti. Ci sono nomi e cognomi!

[…] Sappiamo bene in che condizioni si trova l’Italia, non è più possibile né ammissibile accettare anche solo temporaneamente il perdurare di una situazione del genere! Ci rendiamo conto? La nostra amministrazione pubblica, nota in tutto il mondo per lassismo, assenteismo, doppio/triploincarichismo e mancanza di risultati… risulta LA PIU’ PAGATA DEL MONDO!!! 15 MILIARDI DI EURO!!

Un altro dei fantastici record del nostro Paese di cui andare fieri eh?!? BASTA! Facciamoci sentire! Raccogliamo firme in massa e portiamole direttamente a Giuliano Amato, il più noto tra i Paperoni di Stato! E poi a Renzi che sbandiera la sua nuova era come quella dell’ “Italia che cambia verso”. Cambiamo verso davvero, facciamoci sentire, facciamo in modo che la Corte dei Conti indaghi su questi scandali.

Paperon de’ Paperoni ci piace, ma solo nel mondo dei cartoni animati!

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