Ottobre 2010: di fronte ad una proposta di legge che avrebbe abolito il vitalizio dei parlamentari e consentito di risparmiare negli anni a venire milioni di euro, cosa pensate abbiano votato i parlamentari? Ovviamente hanno votato contro e la proposta di legge non è passata. Stiamo parlando di pochi mesi fa. Questo è il gruppo di persone che costituisce la cosiddetta “casta” e che si trova tutt’ora alla guida del nostro paese. Questa notizia, attenzione, non è stata diffusa dai principali mass media, né in tivù né sui giornali.

http://infosannio.wordpress.com/2010/10/07/la-camera-conferma-il-vitalizio-ai-deputati-tremila-euro-al-mese-in-cambio-di-un-giorno-di-lavoro/

La Camera conferma il vitalizio ai deputati. Tremila euro al mese in cambio di un giorno di lavoro

Pubblicato il7 ottobre 2010 da infosannio

Valido per sia per quelli in carica che per quelli passati

Roma – La Camera dei deputati ha bocciato la proposta dell’Idv sull’abolizione dell’attuale legge sul vitalizio per i parlamentari, in carica e non. La legge in vigore prevede un vitalizio mensile di circa 3mila euro al mese per ogni deputato presente e passato che abbia effettuato almeno un giorno di lavoro: confermata l’abissale distanza tra l’istituzione parlamentare e l’Italia reale.
A proporre l’abrogazione della legge il deputato dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi, che ha parlato in mattinata di fronte ai pochi presenti. “Non sarà mai accettabile per nessuno – ha detto nel suo breve intervento – che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno (ce ne sono tre) e percepiscono più di 3mila euro al mese”.
“Non sarà mai accettabile che ci siano altre persone rimaste qui per 68 giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3mila euro al mese – ha concluso – C’è addirittura la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità”.
La soppressione di tale legge avrebbe permesso un risparmio annuale di circa 150milioni di euro. In tempo di crisi è veramente un’inezia: sarebbe stato comunque un buon inizio.

http://torrinonews.blogspot.com/2010/10/proposta-di-abolizione-vitalizio-ai.html

Proposta di abolizione vitalizio ai parlamentari

19 ottobre 2010

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire ! :

Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. […] Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

Non ne hanno dato notizia ne radio, ne giornali, ne Tv.

Gennaio 2012: il Governo Monti delibera uno spostamento dell’età pensionabile per i deputati (solo per coloro che vengono da più legislature) dai 50 ai 60 anni (indipendentemente dagli anni di contributi). Già 18 deputati hanno presentato ricorso… tutto questo mentre a noi cittadini vengono chiesti improrogabilmente 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le donne. Le regole non sono evidentemente uguali per tutti, qui in Italia…

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2012/01/alla-camera-dilaga-la-rivolta-dei.html?m=1

Alla Camera dilaga la rivolta dei deputati contro il taglio ai vitalizi!

Si allarga a macchia d’olio la rivolta dei deputati contro quello che considerano “un affronto ai propri diritti acquisiti”. Neanche fosse una rivolta del pane…!

Nel concreto si contesta una misura di minima decenza che ha tolto a quei deputati che vengono da più legislature la possibilità di prendere la pensione-baby già a 50 anni, spostando ai 60 l’arrivo del maxi-assegno. Non sembrerebbe molto, considerando gli stipendi tra i più alti del mondo e il clima del paese che chiede ai politici di dare un esempio diverso. Ma non la pensano così già 18 deputati che hanno fatto ricorso al consiglio giurisdizionale della Camera contro questo provvedimento. Il consiglio è un organismo presieduto da deputati stessi (nel particolare il presidente è Giuseppe Consolo di Fli) determinando il caso più unico che raro di una categoria chiamata a giudicare i suoi stessi privilegi.

Consolo tiene nascosti i nomi, ma ci sarebbero deputati sia del Pdl che del Pd e, soprattutto, leghisti. Ad esempio, stando ai rumors, tra i ricorrenti ci sarebbe Daniele Molgora, 49 anni, deputato leghista della provincia di Brescia. Sicuramente c’è Roberto Rosso del Pdl, che conferma e lamenta: “ma quale casta! già ora, con 7500 euro di rimborso spese ci pago a stento il vitto, l’alloggio e i taxi…”. Il termine per presentare il ricorso, prima del giudizio, è il 4 febbraio e c’è chi assicura che per allora i ricorrenti potrebbero diventare una valanga!

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Aggiornamento del 27 agosto 2014:

Ecco un’altra delle innumerevoli proposte di taglio ai vitalizi, una delle tante che, come le precedenti, molto difficilmente verrà accettata e realizzata. Cosa vogliamo scommettere???

http://www.enricozanetti.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=601

RIVEDERE I VITALIZI ANCHE AL PASSATO ALTRIMENTI NIENTE FUTURO

La circostanza che nel bilancio della Regione Veneto il costo dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali sia ormai prossimo a superare quello sostenuto per gli stipendi dei consiglieri in carica non costituisce un fatto isolato. Accade anche nei bilanci di altre regioni ed accade nei bilanci di Camera e Senato.
È una autentica follia, logica conseguenza del folle sistema che è stato costruito nei decenni passati, tale per cui divenire parlamentare o consigliere regionale anche per una sola legislatura equivaleva nella sostanza a vincere a una di quelle lotterie “gratta e vinci” che ti assicurano un determinato importo mensile per il resto della vita. Nella piena consapevolezza della insostenibilità di una simile stortura, già alcuni mesi fa, prima di cominciare l’avventura di governo, ho presentato un disegno di legge che si propone per l’appunto il taglio dei vitalizi a consiglieri regionali e parlamentari, oltre che l’introduzione di un tetto per le remunerazioni nella pubblica amministrazione.

Quest’ultima proposta ha già trovato la sua realizzazione nel tetto a 240mila euro recentemente fissato, ora è auspicabile che all’interno del governo e della maggioranza si registri altrettanta compattezza e determinazione sulla partita dei vitalizi. Una partita che, proprio per la dimensione assurda del fenomeno, non potrà essere giocata solo guardando al futuro, ma mettendo in discussione anche i vitalizi già maturati. Qui non siamo nel campo dei diritti acquisiti, ma dei privilegi acquisiti e non ci sono tutele che tengano. E, se una giurisprudenza troppo incline a difendere anche l’indifendibile, quando si toccano queste posizioni, facesse confusione tra privilegi e diritti, vorrà allora dire che l’intervento normativo dovrà  avere rango costituzionale per tagliare la testa al toro.

È una battaglia difficile, ma fondamentale.

Perché un Paese con un passato che costa addirittura più del presente non ha alcun futuro.

Enrico Zanetti
Deputato Scelta Civica e Sottosegretario al MEF

PER SOSTENERE LA PROPOSTA:

https://docs.google.com/forms/d/1W6K33uypL2HAoAnO8Qs9vCqPgsYw4cr28trR9gyaaVw/viewform

 

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