In che cosa sono stati bravi i nostri politici fino ad ora? A quanto pare poco hanno fatto per il Paese, visto che ci hanno portati fin quasi al default, con un debito pubblico che raggiunge circa il 120% del nostro Pil. Ma molto hanno fatto invece per qualcun altro: sono stati infatti molto bravi ad inventarsi agenzie statali, importando dall’estero tutte quelle che ci mancavano e collezionandole come delle figurine. Siamo arrivati ad averne 31,  il doppio rispetto alla media degli altri Paesi europei. Già, ma servono a qualcosa tutti questi enti? Il forte dubbio è che siano frutto del solito ed arcinoto abuso di potere da parte di chi si trova di volta in volta al Governo. Due cose vorremmo dai nostri politici: lealtà e trasparenza. Non dovrebbero servire delle indagini come quelle che sono state commissionate all’Istat negli ultimi mesi. Tutto dovrebbe essere già chiaro da subito, dalla definizione degli stipendi dei politici al numero di commissioni ed agenzie di Stato. Non dovrebbe esserci bisogno di mandare delle persone a “spulciare” in montagne di documenti per trovare numeri e dati che dovrebbero essere messi chiaramente a disposizione dei cittadini. Volete creare un nuovo ente statale? Va bene, nessuno può dire di no a priori. Ma giustificatecelo, dimostrateci a che cosa serve, quali sono le sue funzioni e se davvero è indispensabile. Non è possibile che MILIONI DI EURO escano dalle casse dello Stato senza che questi enti ce ne facciano guadagnare o risparmiare di più! Altrimenti la sola cosa che ci resta da fare sarà quella di pensare male…

L.D.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/436816/

Gli enti e le Authority  (molto costosi) che esistono solo in Italia. Sono 31, doppio rispetto all’estero

Francesca Schianchi0 – 4/01/2012

Non solo deputati e senatori. Oltre ai loro sostanziosi stipendi, più alti rispetto ai colleghi europei, ci sono altri dati interessanti, nel dossier della Commissione Giovannini sul livello retributivo Italia-Europa presentato il 31 dicembre. Come la difficoltà incontrata dagli esperti a individuare, per vari enti italiani, gli «omologhi» stranieri.

Fino ad oggi, su 31 istituzioni ed enti nostrani, il presidente dell’Istat e gli altri membri della Commissione hanno trovato 16 enti simili in almeno quattro Paesi, per otto non hanno individuato alcuna corrispondenza, per altri sette le informazioni sono ancora abbastanza confuse. Certo, la ricerca prosegue, per cui il quadro delle corrispondenze potrebbe infittirsi nei mesi a venire: ma al momento colpisce la moltiplicazione italiana di agenzie, autorità e consigli inesistenti altrove.

Nel campo della giustizia, forse solo la Spagna (le ricerche sono ancora in corso) ha un equivalente del Consiglio della magistratura militare, del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e quello della giustizia tributaria.

E’ presente invece in Francia, Paesi Bassi e Belgio, ma non in Germania e Austria, il Csm, l’organo di autogoverno della magistratura ordinaria per il cui funzionamento lo Stato italiano nel 2011 ha dato un contributo di 35.373.600 euro. Spesso preso di mira da chi, nel mondo politico, invita a individuare altre caste, è composto da 24 consiglieri, 16 togati e otto laici eletti dal Parlamento. I togati percepiscono il proprio stipendio da magistrato, mentre i laici viaggiano su circa 111mila euro netti l’anno; 140mila netti circa per il vicepresidente.

Non stupisce l’assenza, in Germania come in Francia o in Austria, dell’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ma nessuno di là dalle Alpi ha sentito nemmeno l’esigenza di istituire la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, la Civit creata dall’ex ministro Brunetta, di cui fanno parte un presidente e tre altri componenti, pagati rispettivamente 180mila e 150mila euro lordi all’anno.

Esiste nei Paesi Bassi, oltre che da noi, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. Nel 2009 e nel 2010, spiega una relazione della Corte dei Conti, ha ricevuto 2,4 milioni di euro di contributo statale: meno della metà di quando, nel 2001, venne creata, accompagnata da un contributo di 5,2 milioni. Nel 2009 il compenso annuo lordo del presidente è stato di 92.962 euro; 82.633 per il segretario generale, 12.911 per ognuno dei quattro membri del collegio. Nel triennio 2006-2008 i compensi sono stati decurtati del 10% da una legge del 2005: una circolare della Ragioneria generale dello Stato disponeva di applicare la decurtazione anche per il 2009, ma l’amministrazione, scrive la Corte dei Conti, «non ha ritenuto di adeguarsi».

Ma sono molte altre le istituzioni non previste dagli ordinamenti dei Paesi vicini: prendi per esempio l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale della Pubblica Amministrazione, esiste solo nei Paesi Bassi, oltre che qui, dove costa circa due milioni e 400mila euro di spese di funzionamento. O prendi l’Age.Na.S., l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, un’esclusiva tutta italiana. Tra 2008 e 2010 ha visto passare le spese di funzionamento da oltre 4 milioni 800 mila euro a 7 milioni 291mila, mentre negli stessi anni il personale è diminuito dalle 50 alle 42 unità.

Ancora, condividiamo con Spagna e Belgio l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che funge da organismo di coordinamento per l’erogazione degli aiuti comunitari in Italia ed è “esecutore” di interventi sul mercato agricolo e agroalimentare. Nel 2008, segnala la Corte dei Conti, ha avuto un disavanzo economico di 20,19 milioni di euro, e costi per il personale pari a 23,91 milioni.

http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/04/paghiamo-24mila-consiglieri-di.html?m=1

Paghiamo 24mila consiglieri di amministrazione: 2,5 miliardi di euro l’anno!

22 aprile 2012

Nel nostro Paese ci sono 7 mila tra società statali o miste, partecipate, municipalizzate, enti, consorzi, autorità di vario genere, con un esercito di 24 mila consiglieri di amministrazione, tutti di nomina politica, spesso provenienti da attività che nulla hanno a che fare con il nuovo incarico: l’esempio più noto in questi giorni è quello di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, un ex autista divenuto persino membro del consiglio d’amministrazione di Finmeccanica, il grande gruppo statale delle armi e dei cantieri che al proprio interno controlla 18 società con altrettanti consigli di amministrazione.

SCARONI: 4,3 MILIONI DI EURO L’ANNO. Gente che si spaccia per manager ma a cui, in realtà, si addice di più l’appellativo di ‘boiardi di Stato’ come erano noti ai tempi della Prima Repubblica. Persone strapagate anche in tempi di gravissima crisi. Piefrancesco Guarguaglini è stato allontanato dalla presidenza di Finmeccanica con una buonuscita di 5,5 milioni di euro, versati sul suo conto dai fondi di un gruppo statale, controllato dal Tesoro.
Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, percepisce 4,3 milioni di euro l’anno, mentre i vertici di Enel – che aumenta di continuo le tariffe – Fulvio Conti e Umberto Quadrino, superano i 2 milioni e mezzo l’anno di retribuzione.
In totale, i membri dei consigli d’amministrazione di società pubbliche sono 24 mila: in gran parte si tratta di una pletora di figure che potrebbero essere serenamente sostituite da un amministratore unico con uno stipendio normale, per quanto adeguato alle eventuali responsabilità della carica.
MANAGER STRAPAGATI. Invece, secondo una fonte Uil sui dati del governo, questi 24 mila sono costati nel 2010 ben 2,5 miliardi di euro solo per far funzionari i consigli di amministrazione delle 7 mila società pubbliche.
C’è poi il capitolo degli assistenti, segretari, portavoce e factotum di presidenti di Regioni e Province, sindaci, assessori: persone scelte sulla fiducia, spesso parenti, cognati o amici, comunque di nomina politica e senza controllo, che ogni anno costano ai contribuenti ben 1 miliardo e mezzo di euro.

 *Fonte: lettera 43

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