Non è assolutamente un caso se nel resto del mondo l’Italia può vantare il celebre soprannome di “Belpaese”. Abbiamo paesaggi e luoghi bellissimi, che tutto il mondo ci invidia, ricchi di cultura e di storia, abbiamo beni culturali e cultura ovunque, persino nell’arte culinaria nessun altro paese al mondo può reggere il confronto con l’Italia. Questo potrebbe rappresentare il nostro petrolio, se solo imparassimo a valorizzare seriamente il nostro territorio ed a renderlo fruibile al turismo. Al turismo culturale vero intendo, non al turismo da spiaggia. Per approfondire questo argomento potete leggere la pagina “Gestione dei beni culturali in Italia: l’ennesimo fallimento”, dove abbiamo raccolto informazioni tratte da trasmissioni radiofoniche e televisive oltre che da varie pubblicazioni (troverete naturalmente tutti i riferimenti), che dimostrano le grandi potenzialità che abbiamo a disposizione ma che non siamo stati fin’ora capaci di sfruttare.

Stiamo cercando di rendervi disponibili quante più informazioni possibili sul nostro piccolo grande Belpaese, ma speriamo che anche voi possiate aiutarci nella raccolta di materiale audiovisivo o cartaceo inerente alla cultura e alle meraviglie che costituiscono il tessuto culturale, purtroppo sempre più ignorato e dissacrato, del nostro paese.

L.D.

 

Libro “L’Italia delle Meraviglie. Una cartografia del cuore” di Vittorio Sgarbi

“Mettetevi in cammino, non siate pigri, perché dalla vostra meraviglia deriva la vita dell’arte, dei luoghi, del nostro paese, l’Italia delle meraviglie.” – “Questo libro è stato concepito per nasconderne un altro, per indicare alcune rotte principali e per evitarle e stabilirne altre proprie, tutte possibili e tutte legittime, inseguendo per esempio tozzi e agili montanari scolpiti nel legno nella Chiesa di san Martino a Cerveno, documenti di una storia dell’arte parallela rispetto a quella ufficiale che, Roma su Roma, da Bernini porta a Canova. Mentre nasconderemo, non senza stupore, l’opera di uno strano fotografo-antropologo interessato ai costumi popolari sardi: Ugo Pellis. Una scoperta preziosa, documenti fotografici di una civiltà recente e pur scomparsa, densi di vita, della verità della terra, del mondo pastorale, arcaico e non immortale. Meraviglie di fotografi e di miniature, di codici miniati, di coralli, di manoscritti. E nasconderemo Visso per colui che, interessato a vedere quadri del rinascimento marchigiano, scoprirà una rara serie di manoscritti leopardiani nei suoi versi più famosi. E così via. Per tutto ciò che menzioneremo in questo libro, qualcosa d’altro, non meno importante, sarà nascosto e potrà essere oggetto di un vostro nuovo viaggio, di una vostra personalissima cartografia del cuore. Se il viaggio è ritornare sui passi di altri in altri tempi in altre vite, rievocare, veder riemergere fantasmi, allora mettetevi in cammino, non siate pigri, perché dalla vostra meraviglia deriva la vita dell’arte, dei luoghi, del nostro paese, l’Italia delle meraviglie.”

Libro “Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri” di Vittorio Sgarbi

Non leggerete in questo libro di particolari teorie sulla tutela dell’arte, ma della consapevolezza piena dei nostri tesori che troppo spesso sono guardati con insufficiente importanza, anche nei luoghi più piccoli – “Quasi ogni due chilometri, infatti, girando l’Italia, è possibile ammirare, perfino nei luoghi apparentemente più degradati, spettacoli meravigliosi. Ed è questa quantità di cose misconosciute che rappresenta il percorso dell’Italia dei desideri che è proprio, come dice il concetto, il paese che uno vorrebbe sperare ci fosse. E che c’è, se hai la pazienza di scoprirlo. E che una volta scoperto ti fa trovare qualcosa che va oltre il tuo stesso desiderio. Nell’infinità delle bellezze italiane, allora, lasciati guidare dal senso di incompletezza che ogni tuo viaggio in Italia dovrà affrontare, tali e tanto vaste sono le sue meravigliose opere. Solo il sentimento della continua bellezza potrà esserti di guida in quello che non potrai desiderare di vedere in una vita. Tanto breve il nostro tempo, tanto magnifica la nostra terra.

Libro “Centouno luoghi insoliti in Italia dove andare almeno una volta nella vita” di Giuseppe Ortolano

Dove trascorrere il prossimo weekend in famiglia, con gli amici, il partner e, perché no, anche da soli? Un bel dilemma, soprattutto se si sono già visitate le destinazioni più note e si desidera andare alla scoperta dell’Italia meno conosciuta, fatta di borghi autentici, cittadine a misura d’uomo, isole del silenzio, piccoli gioielli artistici e vere e proprie oasi culturali o naturalistiche. Destinazioni insolite, poco celebrate dalle tradizionali guide turistiche ma altrettanto belle, da scoprire lentamente, in punta di piedi, assaporando colori e odori, sapori e silenzi, piazze e vicoli, panorami e opere d’arte. Ecco 101 mete accessibili a tutti, facili da raggiungere e non troppo costose, dove passare un fine settimana o un classico “ponte”. Un entusiasmante viaggio dai ghiacciai del Monte Bianco fino alle spiagge del commissario Montalbano, passando per castelli abitati da fantasmi, orme di dinosauri, antiche tonnare e miniere abbandonate. Per ogni destinazione il lettore troverà indicazioni sui principali punti di interesse, oltre a tutte le informazioni utili per organizzare il weekend.

Libro “L’identità italiana in cucina” di Massimo Montanari

Una ‘cucina italiana’ intesa come modello unitario, codificato in regole precise, non è mai esistita e non esiste tuttora. Se però la pensiamo come ‘rete’ di saperi e di pratiche, come reciproca conoscenza di prodotti e ricette provenienti da città e regioni diverse, è evidente che uno stile culinario ‘italiano’ esiste fin dal Medioevo.

Le identità non sono inscritte nei geni di un popolo ma si costruiscono storicamente, nella dinamica quotidiana del colloquio fra uomini, esperienze, culture diverse. L’italianità della pasta, o del pomodoro, o del peperoncino è fuori discussione. Ma è anche fuori discussione che la pasta, il pomodoro, il peperoncino appartengano in origine a culture diverse. È esattamente questo il genere di identità che dobbiamo cercare nella storia alimentare e gastronomica di un’Italia che si modella come spazio di valori comuni, di saperi e di sapori condivisi.

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