Insomma, a chi dobbiamo credere? A chi dice che ci saranno dei tagli o a chi dice che sono tutte bufale? Di questo si tratta, quando si parla di “trasparenza della politica”: ci troviamo di fronte a dati ed affermazioni discordanti tra loro, c’è chi critica e chi si pavoneggia, chi fa sul serio e chi fa demagogia, non si capisce nulla!!! A chi possiamo affidarci dunque, a chi possiamo credere senza avere il lacerante dubbio di essere stati tratti in inganno e presi crudelmente in giro? Non vorrei ogni volta dover cercare mille versioni su internet per farmi un’idea su qualche cosa, vorrei poter far conto su fonti certe, serie e possibilmente univoche. Chi può darci una risposta? Vorremmo fare un appello ai politici per un confronto veramente SERIO su questi temi, primo fra tutti quello degli stipendi di parlamentari e senatori.

N.B. L’unico dato incontrovertibile sarebbe la denuncia dei redditi, nella quale però non c’è una distinzione tra i guadagni derivanti dall’attività parlamentare o senatoriale e quelli derivanti da altre fonti…

L.D.

 

http://www.repubblica.it/politica/2011/12/13/news/emendamenti_a_manovra_economica-26516174/

Stipendi parlamentari, il governo rinuncia. A decidere i tagli saranno le camere

Dopo le polemiche per la minaccia all’autonomia del Parlamento, presentato un emendamento di Palazzo Chigi che affida l’adeguamento dei compensi a Senato e Montecitorio. Consigli provinciali decadono entro marzo 2013

[…] Stipendi onorevoli. Sarà il Parlamento a provvedere al taglio degli stipendi di deputati e senatori adeguandoli alla media europea. E’ quanto prevede l’emendamento del governo alla manovra. Il testo del decreto approvato dal Consiglio dei ministri stabiliva che dovesse essere il governo, con un  decreto, ad adeguare gli stipendi dei parlamentari in base ai risultati della commissione Giovannini, al lavoro da settembre per individuare la media dei trattamenti economici dei parlamentari europei. Poiché questa norma ha creato polemiche sul rischio che potesse essere intaccata l’autonomia delle camere, l’emendamento del governo ora prevede che “il Parlamento e il governo, ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli obiettivi”. La nuova norma non fissa però un termine preciso.

13 dicembre 2011

 

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/12/la-truffa-dellequiparazione-europea.html

La truffa dell’equiparazione europea degli stipendi parlamentari: seppure ci fosse, sarebbe irrilevante

domenica 11 dicembre 2011

 

 

Da giorni sui giornali si parla del taglio degli stipendi parlamentari, dopo la bocciatura in commissione del comma 7 dell’art.23 della manovra finanziaria, comma che intendeva velocizzare l’adeguamento ai livelli europei degli stipendi parlamentari.

E’ tutta una grande presa in giro.
Seppure ci fosse, non taglierebbero nulla e forse addirittura aumenterebbero lo stipendio dei nostri parlamentari!! Il trucco è stato ideato dall’apposita commissione governativa, la COMLIV (Commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa) e si fonda su due particolari escamotage.
Il primo è il restringimento della comparazione non ai 17 paesi dell’Euro o ai 27 dell’Unioner Europea, ma solo ai sei paesi europei più ricchi, dove i livelli retributivi per le cariche elettive sono molto più alte degli altri paesi.
Il secondo è l’adozione, già prevista nel decreto estivo 98/2011 di Tremonti che ha  istituito la commissione, del parametro del “trattamento economico omnicomprensivo”: essendo una parte consistente dello stipendio parlamentare italiano “mascherato” nella tipologia di rimborsi forfettari per il soggiorno a Roma (3.500 euro mensili), delle spese per il rapporto eletto ed elettori (3.600 euro mensili) e nella gratuità di qualsiasi mezzo di trasporto aereo o ferroviario, la Commissione ha stabilito la contabilizzazione dei servizi che vengono offerti negli altri paesi dallo stato per l’espletamento del mandato parlamentare.
L’Italia infatti è l’unico paese nel quale ai deputati vengono consegnati migliaia di euro al mese per il reclutamento del personale di segreteria, mentre negli altri paesi le persone di fiducia e di supporto del parlamentare vengono regolarmente assunte direttamente dalle camere con un contratto a termine.
Un’ulteriore discrasia avviene in merito alle spese di viaggio per lo svolgimento del proprio mandato parlamentare che negli altri paesi europei vengono regolarmente rimborsati attraverso la consegna di una apposita e dettagliata rendicontazione.
Il parametro del trattamento economico omnicomprensivo permette quindi di inserire le spese di personale nel computo dei paesi esteri, facendo in questo modo schizzare verso l’alto l’indice “salariale” dei deputati stranieri. Allo stesso modo le spese di viaggio non vengono contabilizzate nel calcolo degli stipendi parlamentari nostrani, mentre contribuiscono ad innalzare la media negli altri paesi.
La tabella che pubblichiamo qui in pratica viene completamente stravolta attraverso questi piccoli accorgimenti. E alla fine, gira e rigira, va a finire che gli dobbiamo dare anche qualche soldo in più ai nostri “poveri” parlamentari…
P.S.= per i perplessi che dubitano che l’ipocrisia di questi signori possa raggiungere questi livelli, potete trovare conferma della truffa nei resoconti dei lavori della Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa che potere leggere sul sito del Ministero della Pubblica Amministrazione.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-19/redditi-parlamentari-leader-partito-111147.shtml?uuid=AbaUnXAF

Redditi dei parlamentari: tra i leader di partito Fini è il più ricco, secondo Di Pietro ma Berlusconi batte tutti

19 marzo 2012 – di Vittorio Nuti
Se si prende in considerazione la maggioranza a tre che sostiene il Governo, Pd, Udc, e Pdl, il più ricco (di poco) risulta il segretario del popolo della libertà, Angelino Alfano, che nel 2010 ha guadagnato 169.317 euro, mentre il segretario del Partito democratico, Luigi Bersani ha dichiarato 136.885 euro. Per Pier Ferdinando Casini, leader Udc, invece, risultano 116.986 euro, anche se la sua dichiarazione dei redditi 2011 (riferita, appunto, all’anno fiscale 2010) registra anche una certa attività per quanto riguarda la compravendita di azioni. […]

______________________________________________________________________

PERSINO LA “COMMISSIONE ANTICASTA” SI E’ ARRESA!!!

http://www.firstonline.info/a/2012/04/05/dimissioni-giovannini-le-ragioni-della-resa-della-/3d786350-1466-4cfd-9379-9afe9b9a8dfa

05/04/2012

Dimissioni Giovannini: le ragioni della resa della commissione anticasta

Enrico Giovannini ha annunciato ieri le sue dimissioni dalla presidenza della Commissione sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici, meglio nota come commissione anticasta – Non è stato possibile raccogliere tutti i dati necessari – “La politica si dovrebbe assumere le sue responsabilità”.

[…] Dimissioni che cadono, con macabra ironia tutta italiana, proprio nei giorni in cui divampa l’affaire Belsito, e si fruga nei conti della Lega e della sua famiglia reale, a non più di un paio di mesi dallo scandalo che aveva travolto Lusi, ormai ex tesoriere della Margherita (vedi gli articoli “Anche la Lega Nord è corrotta (come tutti gli altri partiti…” e “Indagato Lusi: ora la sinistra è in un bel pasticcio…“).

L’obiettivo della commissione, difficile a dirsi e ancora di più, purtroppo, a farsi, era quello di parametrare le retribuzioni di 30 enti della pubblica amministrazione italiani (tra cui le camere) a quelle dei loro omologhi di sei Paesi Ue (Austria, Belgio, Francia; Germania, Olanda e Spagna), tramite una capillare raccolta dei dati, al fine di fissare un tetto agli stipendi degli organi di Stato.

Ma l’obiettivo è stato fallito, semplicemente perché non poteva essere raggiunto: impossibile raccogliere tutti i dati necessari, impossibile anche trovare delle corrispondenze soddisfacenti  alle nostre istituzioni. Dei 30 enti presi in esame, infatti, solo nove hanno omologhi in ciascuno dei 6 paesi, 15 ne hanno solo in alcuni e ben sei (i Consigli di presidenza della giustizia tributaria, della giustizia amministrativa, della Corte dei conti, il Consiglio della magistratura militare, la Commissione di garanzia sugli scioperi e la Commissione per la trasparenza delle Pubbliche amministrazioni) non hanno trovato nessun riscontro, come spiegato nel rapporto di 37 pagine pubblicato ieri dalla Commissione.

Si arrende così, dunque, la Commissione anticasta, schiacciata dalla poca trasparenza delle amministrazioni estere (che in molti casi hanno negato l’accesso alle informazioni richieste adducendo ragioni di privacy), dai troppi paletti e trappole poste sul suo cammino da un Parlamento evidentemente non così interessato a vedersi dimezzate le indennità e, più di tutto, dal peso di una responsabilità di cui la politica si è lavata le mani, lasciandola, come fa sempre più spesso, sulla schiena dei tecnici.

“Più che affidarsi alle medie di valori di altri Paesi la politica si dovrebbe assumere la responsabilità di decidere che un manager non dovrebbe guadagnare più di “n” volte un suo dipendente”, ha affermato Giovannini, rimettendo il suo mandato al Governo. Di questi tempi anche le idee più semplici, si direbbe banali ad averne il coraggio, hanno un aspetto rivoluzionario, viste da qui.

Tags: , ,