E´ un momento in cui si impreca molto contro la politica, ma attenzione. La politica siamo tutti noi

Giorgio Napolitano

 

Ecco alcuni esperimenti, promossi ed attuati da cittadini italiani, che stanno tentando di monitorare ciò che combinano i politici:

 

PRIMO ESPERIMENTO: OPENPOLIS

1. conosci i tuoi rappresentanti: tutti i 130mila politici eletti dal parlamento europeo fino al più piccolo comune d’Italia

2. adotta un politico: monitora gli incarichi, le carriere nei partiti e nelle aziende, i voti espressi e le presenze nelle istituzioni

3. pubblica cosa dicono: raccogli le dichiarazioni e gli impegni assunti su ogni argomento per avere memorie e confronti

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE OPENPOLIS

(Costituita a Roma il 24 luglio 2008)

Articolo 3 (Scopo)

L’Associazione intende usare le tecnologie e la rete per favorire la trasparenza pubblica e la partecipazione delle persone al controllo delle scelte di interesse collettivo.

L’Associazione si propone di:

  1. promuovere il diritto di accesso ai dati e alle informazioni di interesse collettivo perché siano effettivamente pubblici, a disposizione di chiunque senza limitazioni;
  2. favorire la partecipazione diretta e l’intervento di persone e gruppi alle decisioni pubbliche;
  3. favorire la comunicazione e le relazioni tra rappresentanti nelle istituzioni e i cittadini;
  4. promuovere l’innovazione delle amministrazioni pubbliche in particolare attraverso l’adozione delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione;
  5. usare e diffondere il software libero e aperto;
  6. diffondere la cultura e le pratiche dell’apertura (open source, open content, open publishing, etc.) e dei beni comuni;
  7. rispettare e promuovere la riservatezza dei dati e delle informazioni personali;
  8. collaborare con tutti i soggetti che in Italia e all’estero svolgono attività di ricerca e sperimentazione nei settori di intervento dell’Associazione. L’Associazione potrà svolgere inoltre, sia attraverso la rete che in maniera tradizionale, attività di informazione, documentazione, comunicazione, editoria, ricerca, consulenza, formazione, organizzazione di eventi e ogni altra attività utile a perseguire gli scopi sociali.

 

http://www.ninjamarketing.it/2011/03/21/sosteniamo-la-trasparenza-nella-politica-con-i-progetti-openpolis-intervista/

 

Sosteniamo la trasparenza nella politica con i progetti OpenPolis [INTERVISTA]

1- Come è nata l’idea di OpenPolis e di cosa si tratta?

L’idea iniziale, nata nel 2003 come il progetto di un numero ristretto di persone, è venuta un po’ dalla voglia e dal desiderio di mettere insieme la passione per la politica con quella per la tecnologia e la rete. E’ nata dalla condivisione di queste passioni inizialmente con un numero ristretto di persone e la spinta iniziale è venuta dall’intuizione e dalla consapevolezza che l’uso della rete e dell’informatica avrebbe potuto modificare in maniera importante lo scenario dell’informazione e della politica, soprattutto in un paese come il nostro dominato dalla televisione.

2- Chi c’è dietro OpenPolis oltre a te?

Oltre a me (Vittorio Alvino) c’è Ettore di Cesare che lavora con me praticamente da sempre. Insieme abbiamo sviluppato diversi progetti sia profit che no profit che avevano sempre a che fare con la rete e l’informazione all’interno di aziende o in maniera autonoma. A noi si è aggiunto più in là Guglielmo Celata che come Ettore, ha competenze di programmazione e sviluppo software, oltre che di comunicazione. E via via si sono uniti Vincenzo Smaldore, che si occupa più che altro della redazione dei contenuti e Salvatore Santalucia, esperto di tecnologie di rete e infrastruttura.

Diciamo dunque che questo è il nucleo principale di persone che costituisce al momento l’associazione OpenPolis e ognuno di noi ha sia competenze in ambito politico (io per esempio sono più sul versante “umanistico”) che in ambito tecnologico.

3- Mi puoi parlare della possibilità di diventare soci di OpenPolis? A chi è rivolta?

Oramai sono 7-8 anni che ci muoviamo nell’ambito di sperimentazione dei progetti ed ora è arrivato il momento in cui abbiamo deciso di aprire l’associazione. Sinora abbiamo portato avanti dei progetti no profit poggiandoci sulla collaborazione di questo nucleo di persone e coloro che si sono uniti via via sui singoli progetti. Dal momento che manteniamo progetti da diversi anni che forniscono informazioni a migliaia di persone quest’anno abbiamo voluto lanciare la sfida della sostenibilità dell’associazione. Fino ad ora tutto si è poggiato esclusivamente sul lavoro volontario e su qualche donazione che abbiamo ricevuto per qualche progetto.

Adesso proprio perché vorremmo dare struttura, forza e prospettive alla nostra missione chiediamo ai cittadini, ai politici, alle organizzazioni e alle imprese di sostenere questi progetti e altri nuovi nel futuro. Lanciamo quindi questa sfida della trasparenza, dell’informazione a tutti accessibile, soprattutto attraverso la rete, come una questione di interesse generale, come in effetti è, e su questo chiediamo aiuto e supporto per sostenere questa sfida.

4- Ti lancio una provocazione. Capisco il motivo per cui un cittadino dovrebbe sostenere le vostre iniziative, perché un politico dovrebbe farlo? Che vantaggio concreto ne trarrebbe?

Il servizio per il politico è quello di accettare la trasparenza come modalità di relazione di interpretazione della politica e una nuova modalità di relazione con i cittadini, ovvero con chi deve rappresentare. E’ un invito, una sfida a farlo mettendo a disposizione tutte le informazioni su chi è, come interpreta il proprio ruolo, che tipo di lavoro svolge nelle istituzioni e quindi su questa base affrontare e accettare un rapporto che è paritario e di rispetto e di confronto con il cittadino in maniera tale poi da ricostruire quel rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati che in questi anni si è perso e che è all’origine della crisi della credibilità della politica. La trasparenza per noi è innanzitutto un’opportunità per chi fa politica e i suoi rappresentanti. Senza questo è impossibile ricostruire una relazione di rispetto e di fiducia.

5- Mi sembra di capire che uno degli obiettivi principali di OpenPolis sia promuovere la trasparenza dei processi politici. Di quale trasparenza credi ci sia bisogno nel nostro paese?

Ti posso rispondere con una battuta: abbiamo bisogno di tutta la trasparenza possibile. Abbiamo bisogno ed è necessario che tutti i dati pubblici e che quindi non riguardano informazioni personali siano accessibili facilmente e direttamente. Questo significa che devono essere disponibili in Rete. Quando dico tutte intendo tutte quelle informazioni che riguardano il potere politico, chi fa politica e come fa politica nelle istituzioni, ma riguardano anche le amministrazioni e quindi da dove vengono i soldi che sono gestiti dall’amministrazione e dove vanno a finire; chi prende le decisioni, in che maniera le prende e a vantaggio di chi? Questa è la trasparenza di cui c’è bisogno.

Si può parlare anche di trasparenza nell’economia e del settore privato, non soltanto di quello pubblico per garantire per esempio il rispetto delle regole di mercato, della concorrenza, del divieto di cartello o cose di questo tipo. Noi lavoriamo sul fronte pubblico perché lì ci sono dei dati che le amministrazioni raccolgono quotidianamente sui cittadini e sulle imprese e questi dati devono essere restituiti ai cittadini, sia per creare consapevolezza, sia perché è una ricchezza a favore delle imprese.

6- In che modo avete o state raggiungendo quest’obiettivo?

Se il nostro obiettivo generale è favorire la trasparenza della politica, i nostri progetti sono sicuramente delle risposte. Il nostro modo di procedere è non tanto elaborare teorie, ma realizzare strumenti.

  • Il primo strumento è OpenPolis che ti permette di conoscere meglio chi ti rappresenta dal Comune al Parlamento Europeo. Abbiamo informazioni su tutti i 151.000 politici che sono in carica in Italia
  • L’altro progetto è “Voi siete qui” che informa sui programmi elettorali e in base a quelli che sono i programmi e le posizioni dei partiti fornisce agli elettori un’informazione su chi è più vicino e chi è più lontano dal loro punto di vista.
  • Infine c’è “Open Parlamento” che aiuta a capire l’attività dei politici e del Parlamento dopo le elezioni di modo che si possa sapere che cosa ne è dei programmi elettorali, che cosa è delle dichiarazioni e degli impegni assunti dai politici nei riguardi dei cittadini.

7- Qual è stata fin adesso la reazione degli utenti, della politica e dei media al vostro progetto?

Sul fronte della cittadinanza abbiamo circa 15.000 utenti registrati nei nostri siti ed una parte di questi collabora attivamente a raccogliere informazioni e monitorare i politici e le istituzioni.

Da parte della politica la reazione è stata senz’altro di interesse. Attraverso Open Parlamento abbiamo anche costruito degli indici che aiutano a valutare la politica, a fare una classifica dei politici più produttivi e di quelli che lo sono meno. Questo ha fatto che i politici e i parlamentari si interessassero al nostro lavoro riconoscendone l’autorevolezza, la credibilità e quindi in qualche maniera hanno accettato, hanno dovuto accettare di essere sotto valutazione da parte di un organismo indipendente molto seguito dai cittadini.

C’è stata un’iniziale reazione di diffidenza, molti hanno provato a dire che il nostro lavoro non valeva niente. Alla fine però da parte dei media, da parte del ceto politico abbiamo assunto questo ruolo di credibilità come organismo indipendente. Questo è proprio ciò che ci contraddistingue, ma che allo stesso tempo ci mette in difficoltà per quanto riguarda la sostenibilità del progetto. Perché se non sei di parte in questo paese è anche difficile che tu ottenga un sostegno economico ed ecco perché la richiesta che facciamo è rivolta principalmente ai cittadini o i politici che sposino questa filosofia. […]

8- In che modo avete promosso la vostra iniziativa?

Il miglior modo attraverso cui ci promuoviamo sono le azioni che facciamo. L’ultima è stata il “Rapporto Camere Aperte” in cui pubblichiamo le classifiche dei parlamentari in base alla produttività. Questo ci ha dato una grande visibilità a livello di media nazionali, ma molto anche dei media locali che hanno ripreso i dati sui membri di ciascuna regione, provincia e comune. Le altre azioni che abbiamo svolto sono quelle fatte in occasione delle elezioni come “Voi siete qui”, in cui ci sono stati milioni di visite al nostro sito e pensiamo di riproporre questo strumento anche per le prossime elezioni amministrative di maggio.

Abbiamo al momento una rubrica sull’Espresso e a breve avremo un canale su Espresso Web dove metteremo a disposizione i nostri dati, ma avremo anche una sorta di nostro blog dentro il loro network e quindi riusciremo a fare comunicazione non solo tecnica, ma anche più giornalistica sull’attività politica.

7- Quali sono i vostri piani futuri nel breve e lungo termine?

Bè la richiesta di sostegno non è solo per mantenere il progetto allo stato attuale, ma anche per finanziare i progetti futuri. Ti faccio un breve elenco di quelli principali:

  • Sempre nell’ottica della promozione della trasparenza abbiamo questo progetto che si chiama “Open Bilancio“. In pratica vogliamo mettere on line e rendere facilmente accessibili i bilanci di tutti i comuni italiani, in maniera tale che sia facile per i cittadini controllare i bilanci e quindi semplicemente come dicevo prima riuscire a capire dove vanno a finire i soldi delle tasse che si pagano (se vanno a finire in servizi oppure in altro). Questo è un progetto che stiamo portando avanti insieme all’associazione Linked Open Data.
  • Un altro progetto è quello dell’Open Municipio, cioè fare come abbiamo fatto per Open Parlamento produrre una piattaforma che metta on line anche tutta l’attività del Comune, della Provincia e della Regione che svolgiamo con la collaborazione di un consorzio di Informa Etica di Senigallia.
  • Abbiamo poi in cantiere un progetto insieme all’associazione ActionAid, associazione internazionale che si occupa di lotta alla povertà nel mondo. Insieme a loro stiamo realizzando una piattaforma di advocacy, una piattaforma che consenta ai singoli, ma anche alle associazioni di aprire delle iniziative politiche e di esercitare delle pressioni nei confronti dei politici o dell’economia con l’obiettivo di fornire degli strumenti di auto-organizzazione per l’attività civile.
  • Infine una campagna che stiamo portando avanti è quella del “Parlamento Trasparente“, ovvero stiamo promuovendo una riforma dei regolamenti parlamentari per rendere finalmente accessibile il lavoro delle commissioni parlamentari. Nelle commissioni si svolge la parte più importante del lavoro legislativo, ma si sa poco o nulla di quello che avviene in commissione; non si sa chi è presente, non si sa chi e cosa vota. Puntiamo dunque ad una riforma delle regole di nuovo attraverso l’adesione delle varie forze politiche in maniera trasversale.

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SECONDO ESPERIMENTO: WIKITALIA

Il progetto

Chi siamo

Siamo un gruppo di cittadini convinti che Internet possa abilitare nuove forme di collaborazione tra istituzioni e cittadini. Esse consentono di mobilitare l’intelligenza collettiva delle comunità civiche e incalanarla verso fini comuni: questo, a sua volta, accresce di molto la capacità di governo amministrazioni in una società complessa, e dà una nuova freschezza alla partecipazione democratica, rigenerandola.

Cosa vogliamo fare

Ci impegniamo a costruire un centro di classe mondiale per la progettazione e l’attuazione di tecniche di governance collaborativa. La visione è mettere a valore la pervasività di Internet e le straordinarie risorse di competenze e autonomia della società civile italiana per rendere l’Italia un paese guida nel mondo nella collaborazione tra cittadini e istituzioni; una collaborazione mediata e abilitata dalla tecnologia.

L’ondata di partecipazione che ha accompagnato le elezioni amministrative del 2011 ha mostrato la grande energia progettuale dei cittadini italiani. Eppure senza una struttura per incanalare i contributi di idee dei cittadini verso esiti concreti, l’ondata di partecipazione è destinata a rifluire. Se i cittadini non vedono il frutto del loro impegno, lo ritireranno, probabilmente con l’impressione di avere perso tempo e di essere stati in qualche modo ingannati; il passo avanti verso una cittadinanza attiva sarà seguito da due passi indietro verso posizioni ciniche e individualiste.

Ci impegniamo a costruire e lanciare una piattaforma di collaborazione in grado di evitare questo esito, e valorizzare invece la recente mobilitazione e quelle che verranno.

Il risultato che ci aspettiamo è l’allargamento degli spazi di partecipazione e l’accrescimento dell’impatto dei singoli cittadini – anche se non organizzati in partiti, sindacati, gruppi di pressione o altro – sulla cosa pubblica.

Una suite di strumenti per la collaborazione tra cittadini e istituzioni

Ci immaginiamo questa piattaforma non come un sistema chiuso, ma come una suite per la democrazia e il governo aperti fatta di elementi coerenti tra loro, ma in grado di funzionare anche indipendentemente l’uno dall’altro.

Ciascuna amministrazione, scegliendo di quali elementi dotarsi, sceglie anche il proprio terreno per collaborare con i cittadini.

Questa suite è fatta di software, modelli organizzativi e regole sociali, montati insieme a formare un’architettura della collaborazione. Per esempio, potrebbero esserci moduli per:

  • trasparenza politico-amministrativa, per consentire l’interazione tra cittadini e assemblee di eletti;

  • open data, per valorizzare il grande patrimonio di conoscenza immobilizzato nelle basi dati pubbliche;

  • decisione pubblica collaborativa, per migliorare la qualità dell’azione di governo con il ricorso all’intelligenza collettiva;

  • attuazione collaborativa di politiche pubbliche, per abilitare i cittadini a collaborare con le istituzioni nella policy delivery là dove possibile;

  • ascolto e analisi dei media, sia quelli tradizionali che soprattutto quelli sociali, per raccogliere le sollecitazioni dei cittadini e il loro sentiment nei confronti delle amministrazioni.

A misura di cittadini

La collaborazione che abbiamo in mente è centrata sulle persone. L’idea è quella di offrire uno spazio per l’azione diretta a chiunque voglia collaborare con le istituzioni, senza la mediazione di soggetti collettivi. Al centro della collaborazione che abbiamo in mente stanno gli individui: non “il Comune avvia una consultazione sulle piste ciclabili”, ma “Daniela Rossi collabora alla progettazione delle piste ciclabili”. I contributi individuali sono riconosciuti e valorizzati, e ciascuno partecipa a titolo personale. I soggetti collettivi – partiti, sindacati, grandi imprese – hanno già i propri canali di partecipazione.

Vantaggiosa e sicura per le amministrazioni

La collaborazione che abbiamo in mente apporta vantaggi concreti alle amministrazioni, accrescendo la loro competenza e capacità di agire con quelle della società civile; non è, quindi, un adempimento, nè un esercizio di buona volontà. In uno spazio aperto per la collaborazione la libertà di partecipare si esercita entro i limiti della costruttività e della pertinenza. Internet è piena di luoghi dove gli amministratori e il loro lavoro vengono criticati anche aspramente; noi intendiamo costruire spazi per la collaborazione costruttiva, e per questo è necessario che la conflittualità sia bassa e le energie disponibili vengano utilizzate per costruire.

Ci impegniamo a garantire che questi spazi non verranno usati per attaccare le amministrazioni che vi prendono parte, purché esse facciano uno sforzo di ascolto e collaborazione sincero e non di facciata, e ne rispettino le regole di ingaggio.

Modulare

I moduli della suite sono progettati come coerenti, ma indipendenti. Le amministrazioni sono diverse, e hanno esigenze diverse; intendiamo permettere loro di aprire solo i terreni di confronto su cui sentono un’autentica esigenza di confronto, e anzi incoraggiarle a procedere per gradi.

Aperta

Aderiamo al movimento open source e alla sua filosofia. Tutto il codice, sia quello informatico che quello sociale, sarà rilasciato con licenze aperte, per facilitare lo scambio di esperienze, abilitare l’innovazione aperta e contenere i costi a carico del contribuente. Dove possibile, riuseremo codice sviluppato da altri.

Costruttiva

La libera circolazione in rete dell’informazione accresce la capacità della cittadinanza di sorvegliare i propri rappresentanti e le proprie istituzioni. Si tratta di un’importante funzione della democrazia, e la prendiamo molto sul serio. Il cuore della nostra iniziativa, però, è piuttosto nell’accrescere l’efficacia dell’azione di governo arricchendola con il contributo di idee e competenze dei cittadini. Problemi pressanti e complessi sono sul tappeto (dalla crisi economica a quella ambientale): per risolverli abbiamo bisogno di istituzioni in grado di agire in modo saggio ed efficace.

Scalabile

In armonia con i principi dell’open source, vogliamo costruire una piattaforma che sia adottabile da qualunque tipo di amministrazione pubblica; e vogliamo che chiunque voglia adottarla possa farlo, anche senza il nostro permesso. Lavoreremo però in partenariato con una o più “amministrazioni bandiera”. Queste saranno pioniere nell’adozione della piattafiorma; contribuiranno a definirne funzionalità e architettura della collaborazione; e saranno seguite con la massima cura da noi dopo il lancio.

Dove vogliamo farlo

Il progetto nasce e muove i suoi primi passi in Italia. La scelta dell’Italia è dovuta al grado di autonomia dei soggetti della collaborazione cittadini-istituzioni, che è insolitamente alto su entrambi i lati. Dal lato cittadini, la società civile italiana mostra grande energia e iniziativa; dal lato istituzioni il decentramento amministrativo spinto del nostro paese permette e incoraggia la sperimentazione locale, senza attendere che si muovano i livelli amministrativi sovralocali.

Ma se nasce in Italia, il progetto deve crescere globale. Abbiamo rapporti internazionali al massimo livello nell’ambiente dell’open government, e li coinvolgeremo fin dalle prime battute per rendere la nostra piattaforma un prodotto italiano da esportare in tutto il mondo.

Il betaManifesto

Anche wikitalia potrebbe avere un suo manifesto. Ne proponiamo uno, che riassume i principi che ci ispirano. E ve lo sottoponiamo convinti che con il vostro aiuto potrà solo migliorare.

La bella politica appartiene a tutti noi.
non è di chi ci governa.
Abbiamo scelto di farci rappresentare,
non di farci comandare.
Sappiamo che insieme, tutti quanti insieme,
valiamo molto più che da soli.
Non vogliamo governare. Ma partecipare.
Perché crediamo che sia un nostro diritto. Ed è anche un nostro preciso dovere.
Il nostro tempo è quello della condivisione e della partecipazione.
La tecnologia ha creato un ambiente guidato dall’intelligenza collettiva.
La storia ci ha insegnato che la democrazia non si può esportare, perché sa essere contagiosa, grazie all’azione di uomini e donne.
Tanti e tutti insieme.
Noi siamo qui per aiutare chi governa,
non per sostituirci a loro.
Vogliamo mettere intelligenza, passione e coraggio al servizio della collettività e Wikitalia è la nostra piattaforma di collaborazione.
Per provare a cambiare, partendo dalle nostre città, per arrivare ad abitare un Paese migliore.
Per noi e per chi verrà dopo di noi.

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TERZO ESPERIMENTO: PAGELLA POLITICA

Il progetto:

1. Raccogliamo le nostre dichiarazioni grazie a un sistema interno al sito, che ci permette di passare in rassegna costante:

  • le principali testate giornalistiche italiane, cartacee ed online, nazionali e locali
  • le maggiori agenzie di stampa
  • siti web e profili twitter dei politici
  • siti web dei partiti nazionali
  • siti dei ministeri e del governo italiano
  • Youtube

2. Scegliamo esclusivamente le dichiarazioni che si basano su fatti o numeri verificabili.

3. Citiamo la dichiarazione esattamente come viene riportata dalla fonte, e lasciamo a disposizione di tutti i link all’articolo o al video, in modo da permettere a chiunque di verificare cosa è stato detto. Pagella Politica non può essere pertanto considerata responsabile per una dichiarazione riportata male da un giornale o un’agenzia di stampa.

4. Nel verificare i dati come veri o falsi, citiamo sempre le fonti dei dati sui quali basiamo le nostre valutazioni, in modo da poter essere facilmente smentiti nel caso avessimo interpretato male i dati a disposizione. Se quei dati venissero aggiornati in seguito Pagella Politica non andrà a modificare l’analisi poichè sarà fatta alla luce dei dati disponibili a noi (e quindi al politico che fa la dichiarazione) al tempo della dichiarazione stessa.

5. Le visualizzazioni grafiche delle dichiarazioni verificate vogliono essere una guida semiseria all’affidabilità delle dichiarazioni dei politici. Ovviamente non possono essere considerate a loro volta delle rappresentazioni precise: non abbiamo verificato tutte le dichiarazioni mai fatte da ogni politico che seguiamo, ma col passare del tempo speriamo di avere numeri abbastanza elevati per dare almeno un’idea di massima sulla coerenza del politico in questione.

6. Se vuoi far verificare una dichiarazione (rispettando i limiti del punto 2) al team di Pagella Politica inviaci il testo della dichiarazione e la fonte a info@pagellapolitica.it.

7. Non siamo perfetti! Se leggi una dichiarazione che ti sembra sbagliata, lascia un commento sotto alla dichiarazione stessa giustificando la tua opinione. Provvederemo a verificare la nostra e la tua analisi e a correggerci in caso di errore.

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QUARTO ESPERIMENTO: BACHECA POLITICA

Il sito è diviso nelle seguenti sezioni:

  • Promesse
  • In corso
  • Mantenute
  • Non mantenute
  • Statistiche

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Aggiornamento del 15 luglio 2013:

PETIZIONE 1:

http://www.change.org/it/petizioni/ragioniere-generale-dello-stato-conti-pubblici-chiari-e-comprensibili-per-tutti-in-rete#

  • A Ragioniere Generale dello Stato

Ragioniere Generale dello Stato: Conti pubblici chiari e comprensibili per tutti in rete

Egregio Ragioniere Generale dello Stato,

mai come ora si parla di conti pubblici. Eppure nessuno, o quasi, li conosce. Noi di Civicum, che di conti della pubblica amministrazione ci occupiamo da quasi un decennio, lo abbiamo sperimentato in molte occasioni.

I cittadini vengono continuamente esposti a cifre su quanto incidono la riduzione dell’IMU e l’aumento dell’ IVA sui conti dello Stato e sull’impossibilità di fare alcunché per far ripartire lo sviluppo del Paese se non calcolandone i costi per l’erario e individuando analoghi importi in nuove tasse o in riduzioni di costi, ma tali cifre sono spesso imprecise e non omogenee e generano nella maggior parte dei casi confusione e non contribuiscono alla reale comprensione dei fenomeni analizzati.

Il cittadino comune si perde nel mare magnum di numeri, grafici, percentuali senza venire a capo di nulla, ed anche quello che voglia tenersi informato dedicando tempo e competenze al dibattito pubblico rimane frastornato, preso comʼè tra il pressapochismo degli interventi di molti esponenti politici e le diatribe tra gli esperti che illustrano, ciascuno, cifre spesso contraddette da altri esperti.

Ci auguriamo che la Ragioneria Generale inizi a svolgere un ruolo di informatore dei cittadini sui conti dello Stato e, in collaborazione con la Corte dei Conti, di tutta la Pubblica Amministrazione, rendendoli comprensibili e consultabili facilmente in rete. Ci auguriamo che questo possa avvenire non solo per quelli passati, ma anche per le previsioni dell’anno in corso e quelli prossimi.

Ugualmente auspichiamo che la Ragioneria Generale, in collaborazione con il costituendo Ufficio Parlamentare di Bilancio, possa illustrare gli effetti e le proiezioni sui conti pubblici delle diverse proposte di intervento in discussione a livello governativo o in parlamento, semplificando e rendendo rintracciabile agevolmente quanto già viene fatto per il Parlamento.

La trasparenza e una comprensione più diffusa dei conti pubblici aumentano l’informazione dei cittadini e rendono lo Stato più vicino, migliorano la qualità del dibattito pubblico e quindi anche della produzione legislativa e dell’azione del Governo. 

L’Associazione Civicum prosegue l’attività di promozione della trasparenza dei conti pubblici iniziata sugli Enti Locali dalla Fondazione Civicum (www.civicum.it) alla quale avevano collaborato lʼUniversità Bocconi, il Politecnico di Milano, lʼUfficio Studi Mediobanca, IRS, Ernst&Young, PriceWaterhouse, KPMG, Deloitte.

Chiediamo a Lei, che inizia ora il suo nuovo incarico, e ai suoi collaboratori di:

1. prendere un impegno pubblico alla promozione di una sempre più ampia diffusione di conti pubblici comprensibili ai cittadini, indicando un responsabile della Ragioneria dello Stato per lʼ informazione al pubblico e dotandolo di staff e budget adeguati.

2. introdurre nel sito della Ragioneria Generale una sezione di facile leggibilitàche sviluppi sempre più quanto già avviato con lʼiniziativa del “bilancio in rete”, rendendola aggiornata, completa e comprensibile al comune cittadino. Ci auguriamo che questo modello di trasparenza venga poi promosso con riferimento ai conti di ogni soggetto pubblico, in collaborazione con gli altri organi competenti dellʼAmministrazione dello Stato.

3. avviare una rendicontazione pro-capite, ed esporre per quanto possibile un confronto con i conti pubblici degli altri Paesi con cui ci confrontiamo.

4. avviare, in collaborazione con le istituzioni preposte all’istruzione e alla cultura, una campagna di alfabetizzazione sui conti dello Stato, che sono i conti di tutti e che dovrebbero essere compresi, nelle loro linee generali, da ogni cittadino.

Egregio Ragioniere Generale, ci rendiamo conto che alcuni di questi punti sono realizzabili rapidamente, altri sono più ambiziosi. L’importante è avere la volontà di perseguire una strada di trasparenza e educazione dei cittadini. Se Lei e i suoi collaboratori avvierete con misure concrete questa evoluzione avrete dato un contributo importante al miglioramento di questa nostra Italia e anche l’immagine della Pubblica Amministrazione e della Ragioneria Generale dello Stato ne trarranno un beneficio.

Civicum, se lo ritiene, le sarà accanto per darle per quanto possibile il contributo di idee proprie e degli esperti con cui collabora e il supporto dei tanti cittadini che condividono l’ideale di trasparenza e di collaborazione con gli amministratori pubblici.

Potremmo ad esempio organizzare un incontro annuale di confronto sulle migliori esperienze italiane ed estere.

Se lo desidera, saremmo felici di organizzare fin dʼora con Lei un incontro (anche pubblico, se lo riterrà opportuno) per confrontarci con lei sui temi sopra indicati.

Ci auguriamo che questa lettera sia di spunto per affrontare quella che ci sembra essere una situazione di estrema emergenza: cittadini e istituzioni devono conoscere la situazione reale del Paese e dei conti dello Stato per prendere corrette decisioni.

Facendole i più “civici” auguri per il suo nuovo incarico, le inviamo i migliori saluti.

Associazione Civicum

Il Presidente

Federico Sassoli de Bianchi

PETIZIONE 2:

http://firmiamo.it/visionare-spese-degli-enti-pubblici-con-un-click

Qui potete leggere cosa è il SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici):

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/SIOPE/

Tutti i cittadini dovrebbero sapere cosa è ed anche poterlo consultare.

Cerchiamo in tutti i modi di averne l’accesso!

 

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