Le possibilità offerte dalle innumerevoli campagne di sensibilizzazione sui temi del rispetto della Natura e dell’ambiente sono davvero tante. Molte iniziative vengono portate avanti con coraggio e con impegno da persone che spesso non hanno nulla da guadagnarci, ma lo fanno solo per il piacere di trasmettere degli insegnamenti e dei valori che vengono sempre più bistrattati ed ignorati, purtroppo. E’ la società moderna che, con le sue comodità e con i suoi “parchi giochi” per adulti, ovverossia i vari supermercati, ipermercati, centri commerciali eccetera, ha in qualche modo anestetizzato la società odierna, rendendoci insensibili nei confronti delle sofferenze degli animali e del degrado ambientale di cui ci rendiamo o spesso inconsapevoli fautori. Penso in modo particolare ai rifiuti che vengono gettati allegramente lungo le strade, o peggio ancora nei parchi naturali e nei boschi, ma anche ai rifiuti potenzialmente riciclabili che vanno invece a finire, senza pensarci troppo, nella raccolta indifferenziata. Se provate a scrivere su Google frasi come “crimini contro gli animali” oppure “rifiuti lungo le strade”, rimarrete (spero) profondamente delusi e stupiti delle scellerate atrocità di cui un numero sempre crescente di persone si rende capace. Ci sentiamo uomini evoluti e intelligenti, per questo forse pensiamo di avere il diritto di fare tutto ciò che vogliamo, ci sentiamo padroni del mondo. Da persone civili, quali ci reputiamo probabilmente di essere, sappiamo trasformarci, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, in persone brute e primitive. Gesti di violenza e cattiveria gratuita contro dei poveri animali e barbari lasciti di spazzatura che deturpano e possono inquinare l’ambiente, talvolta irreversibilmente o comunque con effetti deleteri capaci di protrarsi anche molto a lungo, NON SONO gesti civili. Spero che su questo siate d’accordo. La civiltà di una popolazione si riconosce anche, anzi soprattutto, da questo tipo di sensibilità, che ad oggi mi sembra mancare molto. Chiederei quindi a chiunque abbia dei pareri in merito di scrivere un commento all’articolo. Grazie per la preziosa collaborazione che spero vogliate darci.

L.D.

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Non ci pare poi troppo lontana dal vero la vecchia tesi in base alla quale il

più profondo sentimento di lealtà nei riguardi della nazione ci deriva

prima di tutto dall’amore e dal rispetto per la nostra casa.

(Manuale per l’educazione del bambino HMSO)

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Io credo che potrei voltarmi e andare a vivere con gli

animali, così placidi e controllati,

Resto a guardarli ore e ore.

Non si affaticano, non frignano per la loro condizione,

Non stanno svegli al buio piangendo i loro peccati,

Non mi scocciano coi loro doveri verso Dio,

Nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per la mania di possedere…

(Walt Whitman – Foglie d’Erba)

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“Razza? Umana!”.

Questo dichiarò Albert Einstein sul foglio di immigrazione, mentre entrava negli Stati Uniti per fuggire dalla Germania nazista. Decenni più tardi, la biologia molecolare e la genetica comparata gli hano dato ragione: il concetto di “razza”, se applicato agli esseri umani, è scientificamente inconsistente. Altre specie animali sono suddivise in razze distinte, cioè in gruppi di individui tutti molto simili fra loro e molto diversi dai membri di altri gruppi. L’umanità è una sola: una specie giovane ed estremamente adattabile, che nel corso della sua storia ha colonizzato ogni angolo del pianeta.

Dal tempo di Darwin, nonostante la graduale accettazione con la teoria dell’evoluzione dell’origine comune di uomini e animali, l’idea del posto dell’umanità nella Natura è rimasta quasi invariata: tuttora l’uomo è spesso considerato come al di sopra della Natura, in una posizione privilegiata all’interno del regno animale. Non esiste però una ragione scientifica per dubitare che anche noi Homo sapiens, come qualsiasi altro organismo, abbiamo avuto origine dai meccanismi dell’evoluzione biologica. Infatti, non solo condividiamo il 99.9% di DNA con ogni altro uomo sulla Terra e il 98% con ogni scimpanzè, ma anche il 90% con ogni topo, il 21% con ogni verme e il 7% con un semplice batterio come l’Escherichia coli. 

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http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/2349-educare-alla-sostenibilita-le-scuole-verdi

Educare alla sostenibilità: le scuole “verdi”

Programmi scolastici improntati all’ecosostenibilità, alla tutela dell’ambiente e all’educazione civica: ecco un modello educativo che sta riscuotendo un successo crescente negli Stati Uniti. Si tratta delle cosiddette “scuole verdi”, degli istituti pensati per trasmettere non solo conoscenza, abilità e nozioni ma anche dei valori green. Più che una moda, sembra di trovarsi di fronte ad una nuova filosofia di vita, fondata sulla cultura del rispetto e del vivere a impatto zero.

La particolarità […] di tutti gli istituti “verdi”, sta nell’aver adottato il programma di studio EIC (Environment as an Integrating Context for learning). Alla base dell’EIC c’è l’idea di fare della natura e dell’ambiente circostante dei veri e propri strumenti di insegnamento, inserendoli nell’insegnamento di ogni materia di studio. Ad esempio, un laghetto situato nelle vicinanze della scuola può diventare oggetto di studio nell’ora di biologia, se ci si concentra sulla vita degli animali che lo popolano; nell’ora di lingua, se si svolge un tema descrittivo a riguardo, e nell’ora di arte, se ci si esercita nel disegno traendo ispirazione dal paesaggio reale. […] incoraggia comportamenti ecosostenibili, puntando sull’educazione alla riduzione e al riciclo dei rifiuti e proponendo agli studenti la cura di un orto biologico, per coltivare prodotti da usare nella preparazione dei pasti della mensa. È anche in studio la possibilità di installare all’interno del perimetro della scuola dei pannelli fotovoltaici per contribuire almeno in parte all’approvvigionamento energetico della struttura.

[…] L’auspicio dei promotori, tra cui il Center for Environmental Education, è che un’educazione basata su principi come la sostenibilità, la tutela dell’ambiente e, più in generale, l’educazione civica possa contribuire alla crescita e alla maturazione degli allievi, aiutandoli a diventare dei cittadini consapevoli, capaci di esercitare il proprio senso critico e di partecipare attivamente e in modo propositivo alla vita civile e politica.

Per quanto il modello scolastico ed educativo americano sia lontanissimo da quello italiano, alcuni contenuti dell’esperienza della scuole green sono facilmente esportabili, in quanto si tratta di valori e principi validi ad ogni latitudine: è il caso dell’educazione al rispetto degli altri e dell’ambiente circostante, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi livello di istruzione. In questa direzione va certamente l’esperienza tutta italiana degli agriasili, che sta avendo riscontri molto positivi, con una proposta educativa fondata sulla riscoperta della natura e su ambienti sani, semplici e sereni, in cui il bambino apprende e mette in pratica attraverso il gioco comportamenti ecosostenibili.

Lisa Vagnozzi

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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/05/sud-africa-spiaggiate-balene-legambiente-lancia-decalogo.shtml

Spiaggiate 55 balene in Sudafrica, Legambiente diffonde il decalogo per l’estate

[…] Legambiente ha diffuso oggi il Decalogo dell’eco-bagnante, invitando i vacanzieri a un comportamento responsabile. Tra le indicazioni pratiche, le conseguenze pluriennali di gesti ormai purtroppo considerati abituali, come gettare in mare un mozzicone di sigaretta: una sola cicca inquina oltre cinque metri quadrati di mare e impiega da 1 a 5 anni a dissolversi. E non è vero che la frutta fa bene ai pesci: le bucce di banana e arancia inquinano il mare per oltre due anni. Per non parlare dei contenitori dei “vecchi” rullini di foto, che restano in acqua per 20 o 30 anni, così come la gomma da masticare impiega 5 anni a dissolversi, sempre ammesso che nel frattempo non venga ingoiata da pesci o tartarughe con effetti letali. La tanto diffusa cannuccia è un killer delle tartarughe (in molte spiagge tropicali ne è infatti stato infatti assolutamente vietato l’utilizzo) e si dissolve solo dopo 30 anni. I sacchetti di plastica hanno lo stesso effetto anche su delfini e cetacei, che li scambiano per meduse (di cui sono molto ghiotti). Il peggio sono gli accendini buttati in acqua o in spiaggia (da 100 a mille anni per il degrado), le bottiglie di vetro (mille anni) e le bottiglie di plastica: queste ultime infatti non si distruggono mai completamente.

Ecco per punti il decalogo dell’eco-bagnante.
1. Non usate le spiagge come depositi di rifiuti.
2. Non gettate sacchetti di plastica nè in mare nè sulla spiaggia. Causano la morte per soffocamento di animali marini come le tartarughe, i delfini e le balene che le scambiano per meduse, il loro cibo prediletto.
3. Se scoprite uno scarico abusivo in mare, segnalatelo subito alla Capitaneria di Porto più vicina oppure al numero verde del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (tel. 800.253608).
4. Anche un gesto apparentemente banale come gettare in mare un mozzicone di sigaretta rappresenta un danno per l’ecosistema marino. Sapevate che una sola «cicca» di sigaretta inquina un metro cubo d’acqua ?
5. Evitate di raccogliere le stelle marine, i coralli, i molluschi bivalvi, i cavallucci marini. Quando è possibile cercate di convincere i pescatori dilettanti a rigettare in mare i pesci di piccola taglia.
6. Rispettate il divieto di navigazione a motore entro 300 metri dalle coste sabbiose e 150 metri dalle scogliere.
7. Cercate di evitare schiamazzi eccessivi sia sulla spiaggia che in mare.
8. Quando trovate spiagge rese inaccessibili per la presenza di abitazioni o terreni privati, informatene la più vicina Capitaneria di Porto: la legge italiana prevede il libero accesso per tutti al litorale.
9. Se fate la doccia sulla spiaggia o in barca, evitate l’uso di shampoo o bagnoschiuma.
10. Durante la navigazione prestate attenzione alle boe di segnalazione dei subacquei.

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http://www.fondazionecetacea.org/images/uploads/progetti_dida_2010.pdf

“LE LEZIONI ALTERNATIVE SULLA TERRA E SUL MARE” DELLA FONDAZIONE CETACEA onlus E DELLA RISERVA NATURALE DI ONFERNO

Fondazione Cetacea Onlus

PERCORSI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE 2010

Introduzione

La Fondazione Cetacea è un’organizzazione senza scopo di lucro, ufficialmente riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna con Decreto n.233 del 2/7/97, e individuata quale Centro di Educazione Ambientale con Determinazione della D.G. Ambiente della medesima regione n. 9582 del 28/9/98. Essa opera per la conservazione degli ecosistemi naturali attraverso programmi di ricerca, di educazione ambientale e di gestione delle aree protette. Si avvale del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. La Fondazione Cetacea realizza programmi didattici indirizzati alle scuole di ogni ordine e grado, realizza progetti educativi e mostre, documentari, pubblicazioni divulgative e manifestazioni mirate a coinvolgere interlocutori di tutte le età sull’importanza della conservazione ambientale. Dal 2009 ha aperto a Riccione, ADRIA, un centro per la divulgazione delle conoscenze sul mare Adriatico, contenente l’ospedale per il recupero delle Tartarughe marine, sale mostre, una sala video, una biblioteca, un’aula didattica e una sala conferenze.

ELENCO DELLE PROPOSTE DIDATTICHE

TRA COSTA E MARE: I MILLE VOLTI DELL’ADRIATICO

Obiettivi formativi

Illustrare le caratteristiche peculiari del mare Adriatico e dei principali organismi che lo abitano, approfondendo le problematiche legate alle attività svolte dall’uomo.

QUANTO E’ PROFONDO IL MARE: conservazione della biodiversità marina

Obiettivi formativi

Comprendere lo stato di salute dei mari italiani, la loro biodiversità e le azioni per la loro conservazione.

IL MONDO DEI CETACEI: IL RITORNO ALL’ACQUA DEI MAMMIFERI

Obiettivi formativi

Conoscere i Cetacei, gli straordinari Mammiferi che si sono adattati alla vita acquatica attraverso una complessa evoluzione. Conoscere la loro fisiologia, biologia, ecologia, etologia e i pericoli che li minacciano.

TARTARUGHE MARINE MEDITERRANEE

Obiettivi formativi

Conoscere la biologia delle tartarughe marine, in particolare delle specie presenti nel Mediterraneo. Illustrare le modalità per il mantenimento e la cura di una tartaruga in difficoltà, sensibilizzare ai problemi che questi animali incontrano nei nostri mari anche alla luce del fatto che si tratta di specie a rischio d’estinzione.

SQUALI: FASCINO E MISTERO

Obiettivi formativi

Conoscere gli squali, la loro biologia, fisiologia ed etologia.

Sottolineare l’importanza di questi magnifici predatori nella catena trofica marina.

Evidenziare i pericoli che li minacciano e le misure di salvaguardia che si possono adottare.

GLI “SMIDOLLATI”: INVERTEBRATI MARINI

Obiettivi formativi

Conoscere molluschi, meduse, ricci e stelle marine: la struttura, la forma, il colore e i piccoli segreti che nascondono.

L’EVOLUZIONE IN GIOCO

Obiettivi formativi

Utilizzando come filo conduttore l’avventura scientifica di Darwin, comprendere i meccanismi evolutivi che permettono la formazione della biodiversità terrestre.

A CAVALLO DEL MARE CON CAVALLUCCI, DRAGONI E PESCI AGO

Obiettivi formativi

Approfondire la conoscenza dei cavallucci marini, piccoli e delicati abitanti dei mari caldi e temperati, affascinanti pesci presenti anche in Adriatico.

VIVERE AL BUIO: dalle profondità dei mari al buio della notte

Obiettivi formativi

Noi esseri umani siamo animali principalmente diurni, anche se le nostre origini sono notturne, la luce per noi è fondamentale per compiere la maggior parte delle nostre attività e quando manca ci sentiamo un po’ persi. Il buio ci incute timore, lo vediamo popolato, soprattutto da bambini, da strane creature; è un mondo che ci affascina e al contempo ci atterrisce ma per molti animali l’assenza di luce è una dimensione normale e per viverci al meglio hanno sviluppato adattamenti particolari.

PROTEGGERSI CON IL CORPO: animali dai corpi duri, corazzati, spinosi

Obiettivi formativi

Il nostro corpo è fragile, le difese dal mondo esterno (clima, pericoli ambientali…) le abbiamo costruite utilizzando varie tecnologie e la nostra difesa l’abbiamo così affidata alla mente più che al corpo mentre molti animali hanno le difese incorporate (tartarughe, crostacei, cavallucci..) e il loro corpo si è modificato per garantirne la sopravvivenza.

IL CLIMA DEL MARE

Obiettivi formativi

Gli oceani svolgono un ruolo fondamentale nella formazione dei processi climatici e a loro volta ne sono influenzati. Approfondire le conoscenze attuali sui cambiamenti climatici e sui loro effetti sugli ecosistemi marini permette di avere una visione più ampia delle interrelazioni che esistono tra fenomeni naturali apparentemente lontani tra di loro.

Riserva Naturale di Onferno

PERCORSI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE

Introduzione

I percorsi didattici della Riserva Naturale permettono di approfondire la conoscenza di un’area peculiare del territorio provinciale, ricca di biodiversità. Il Centro di Educazione Ambientale della Riserva è una struttura attrezzata, finalizzata alla divulgazione scientifica ed ambientale. Attraverso le sue attività educative vuole essere un punto di riferimento per il mondo scolastico e costruire con esso un legame forte e continuativo per incentivare i giovani ad una cultura aperta e rispettosa

RAPACI PER NATURA

Obiettivi formativi

Conoscere i Rapaci, i predatori dell’aria, le loro abitudini, il loro ambiente, le strategie di volo e di caccia. Approfondire le problematiche sulla loro conservazione.

VITA DA INSETTI

Obiettivi formativi

Illustrare l’enorme varietà degli Insetti, soprattutto quelli presenti nei diversi ecosistemi della Riserva di Onferno. Conoscere gli adattamenti di questi piccoli animali, il loro ruolo utile ma anche le problematiche che possono comportare.

I MAMMIFERI DALLE MANI ALATE: I PIPISTRELLI

Obiettivi formativi

Comprendere le particolarità di questi mammiferi, i Chirotteri, che hanno conquistato l’ambiente aereo, la loro anatomia ed ecologia.

IL PIANETA VERDE

Obiettivi formativi

Scoprire la complessa varietà dell’universo vegetale, soprattutto i tipi di piante che ricoprono i vari ambienti della Riserva, con un occhio particolare alle specie utilizzate dall’uomo per uso alimentare e tintorio.

UN TESORO DI NATURA

Obiettivi formativi

Scoprire la biodiversità della Riserva di Onferno attraverso le relazioni tra gli animali e le piante che ci vivono.

L’IMPRONTA DEL PASSATO

Obiettivi formativi

Imparare a leggere le testimonianze del passato sia recente che remoto attraverso l’analisi delle tracce, delle impronte lasciate dagli animali, vegetali e dagli agenti fisici come acqua e vento. Comprendere l’importanza dei fossili e imparare a leggere il paesaggio per capirne la storia, così da poterne comprendere il futuro.

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http://www.sorgeniaperlascuola.it/area-scuole/generazioni-sensibili1/generazioni-sensibili/

Generazioni Sensibili

Generazioni Sensibili è il programma educativo per avvicinare gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado – e le loro famiglie – a un uso corretto e consapevole dell’energia. 

Attraverso un percorso didattico interdisciplinare, gli studenti potranno scoprire il rapporto tra efficienza energetica, consumi responsabili e tutela delle risorse. La tutela dell’ambiente, la riduzione degli sprechi energetici, l’utilizzo di tecnologie efficienti e sostenibili sono questioni che riguardano direttamente ogni singolo cittadino. Infatti ogni azione, singola o collettiva, può avere effetti importanti per il nostro pianeta e per le generazioni future. Questo percorso didattico è stato strutturato in modo da illustrare l’importanza dei concetti di efficienza e di risparmio energetico, analizzando i comportamenti corretti e quelli impropri in ambito domestico. Il percorso didattico descrive anche le fonti rinnovabili e quelle non rinnovabili, e permette di comprendere le implicazioni e le conseguenze del loro impiego, promuovendo così abitudini più responsabili e compatibili.

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http://www.greenme.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1692&Itemid=361

Ricicliadi: in Puglia i Comuni si sfidano nelle Olimpiadi del riciclo

10 Febbraio 2010 – Eleonora Cresci

Differenziare i rifiuti, si sà, può dare un valido aiuto alla salute del nostro Pianeta; noi tutti nella nostra quotidianità possiamo dare il nostro contributo, ma ancor più possono farlo le amministrazioni pubbliche. E se ad incoraggiarli c’è un concorso che mette in palio premi in denaro da destinare alla raccolta differenziata, allora meglio ancora. Nasce per questo il progetto Ricicliadi […]

Alla gara vera e propria è stato inoltre affiancato un progetto formativo per 26 ragazzi residenti nei Comuni del Consorzio: si tratta di un corso di formazione per tecnici dell’ambiente, figure professionali in grado di operare attraverso attività di sensibilizzazione e progettazione di iniziative di educazione ambientale.

Tutte le scuole dell’infanzia del territorio saranno invece chiamate a ideare e realizzare un logo, uno slogan e, a scelta, un cortometraggio o uno spot televisivo e radiofonico sul tema: “Un ambiente sano è vita, il riciclo è un valore irrinunciabile per il benessere di tutti“. E’ questo infatti il tema del concorso “R come… riciclo”, che prevede premi in denaro da utilizzare sempre nell’ambito dell’educazione al riutilizzo dei rifiuti all’interno delle scuole stesse.

Un’iniziativa che riprende in parte le più famose Cartoniadi organizzate da Comieco e che si pone come obiettivo quello di sensibilizzare i cittadini verso l’importanza di un corretto conferimento dei rifiuti, gesto semplice da cui può nascere, ogni giorno, un’importante nuova risorsa.

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http://www.legambientescuolaformazione.it/documenti/intro/cea_elenco.php

CEA: Centri di Educazione Ambientale

Legambiente Scuola e Formazione è l’associazione professionale degli insegnanti, degli educatori e dei formatori ambientalisti. E’ nata nel 2000, raccogliendo il patrimonio culturale ed organizzativo del Settore Scuola e Formazione di Legambiente, attivo dal 1987, con l’obiettivo di valorizzare l’associazionismo fra i professionisti dell’educazione per meglio contribuire al miglioramento dei sistemi di istruzione e formazione.

E’, infatti, un luogo di incontro, di aggregazione, di riflessione, di scambio e di esperienza per i professionisti della scuola e per gli educatori e formatori extrascolastici che si riconoscono negli ideali ambientalisti. Offre ai suoi soci attività di formazione in presenza e a distanza, lavori di ricerca professionale ed epistemologica, gemellaggi con altre realtà, occasioni di dibattito politico e culturale, consulenza per la realizzazione di progetti educativi nazionali e internazionali, materiali didattici e informativi.

Legambiente Scuola e Formazione è riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione quale ente qualificato per la formazione del personale scolastico.

Progetta, organizza e gestisce:  attività di aggiornamento professionale per gli insegnanti e percorsi formativi e di aggiornamento per educatori ed animatori ambientali e scientifici, in presenza e online, su questioni metodologico-didattiche e approfondimenti tematici e culturali.

Collabora con le scuole, con le istituzioni nazionali e locali, con altre organizzazioni  pubbliche e private, con le aziende  per progetti di formazione e di sensibilizzazione del personale che sostengano azioni di sviluppo locale sostenibile su varie tematiche: cambiamenti climatici, questioni energetiche, conservazione della biodiversità, gestione e risparmio delle risorse naturali, aree protette, ecc.

E’ tra i promotori della rete Sapete, uno Spazio Aperto Per l’E-learning nel TErzo settore, che permette la realizzazione di corsi di  formazione on line con l’uso di tecnologie opensource.

Promuove e realizza progetti di ricerca educativa e didattica, in proprio e/o in collaborazione con gli istituti scolastici e con enti di ricerca.

Per una Scuola Capace di Futuro

Il mondo del volontariato, della solidarietà, dell’ambientalismo, della cooperazione, si mobilita per sviluppare nel Paese una nuova attenzione ed una nuova responsabilità sociale per la riqualificazione della scuola italiana.

Viviamo in una società in rapida trasformazione, ricca di opportunità e di rischi, che deve affrontare nuovi conflitti ed emergenze planetarie. Nuove sfide coinvolgono la politica, il lavoro, gli stili di vita di milioni di persone. L’interdipendenza tra culture e identità, tra locale e globale è sempre più evidente. Le strutture tradizionali, a cominciare dalla famiglia, sono sottoposte a nuove tensioni e cambiamenti profondi.
L’invadenza del mercato e dei consumi negli stili di vita e nei modi di pensare produce nelle persone una profonda crisi di senso. Ignoranza, conformismo e violenza si diffondono nei modelli di comportamento proposti dai media, che poco hanno a che fare con i valori costituzionali della convivenza civile e della solidarietà. Viviamo in una società in cui la conoscenza si sta trasformando da fattore di emancipazione personale e sociale a strumento di competizione economica.

Noi pensiamo che di fronte ai cambiamenti in corso, di fronte alla necessità di ricostruire un’etica pubblica, sia necessario creare per tutti maggiori occasioni di crescita culturale, fornire a tutti strumenti più solidi per capire dove sta andando il mondo. Questo ruolo deve svolgerlo prioritariamente il sistema scolastico, ma siamo anche consapevoli che la scuola vive oggi una fase di grande difficoltà perché troppo spesso gli insegnanti sono soli, alle prese con problemi inediti, che non si producono a scuola, ma che nella scuola emergono e si impongono all’attenzione generale. E’ questo il caso della piaga emergente del bullismo, ma anche dell’incontro con culture, spiritualità, stili di vita e tradizioni diverse dalla nostre, o ancora della caduta di motivazione ad affrontare la fatica dello studio e dell’insuccesso scolastico, che apre nuove frontiere all’analfabetismo.
Siamo perfettamente consapevoli di quanto sia oggi difficile il mestiere dell’insegnante, per questo pensiamo che la scuola italiana, e chi vi opera, abbiano bisogno di sentire intorno a sé un Paese solidale e per questa via recuperare in pieno la propria dignità.

E’ arrivato il momento che tutto il Paese si interroghi su cosa chiede alla scuola.
Noi pensiamo che:
•    la scuola deve essere autorevole e seria, ma questo non passa attraverso la legittimazione di nuovi autoritarismi.
•    la scuola è occasione fondamentale per educare alla cittadinanza attiva, per comprendere (e per vivere) la partecipazione e la condivisione dei valori fondamentali, unica condizione per motivare e rendere formativa l’ubbidienza e l’ordine.
•    la scuola deve costruire strumenti e cultura capaci di consentire a tutti, per il prosieguo della loro vita, di sapersi inserire nel mondo che cambia, non può limitarsi a trasmettere nozioni e tecniche che rapidamente diventano desuete.
•    la scuola è la grande occasione per tutti per acquisire le competenze di cittadinanza, indicate dall’Unione Europea. Non possiamo permetterci di tenere fuori dall’Europa e dalla società della conoscenza le nuove generazioni.
•    la scuola è il terreno principale in cui i ragazzi si incontrano con gli altri, uguali e diversi, ed imparano la difficile arte del dialogo e del rispetto tra culture e tra persone. Non può trasformarsi per nessuno nel luogo della separazione, della prepotenza e della violenza. […]

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http://www.ermesambiente.it/wcm/ermesambiente/canali/educazione.ht

Rete INFEA, Agenda 21 a scuola, ecologia domestica, consumo responsabile

L’INFEA (Informazione, Formazione ed Educazione Ambientale) è uno strumento essenziale per la creazione di una nuova cultura ed una diversa modalità di rapportarsi con l’ambiente. Ma è anche un importante mezzo per promuovere un’educazione capace di sviluppare conoscenze, valori, azioni e di formare alla cittadinanza attiva ed alla responsabilità.
Nell’ultimo decennio l’INFEA è stata sviluppata attraverso programmi nazionali, regionali e locali, e il concorso di strutture pubbliche, private e associative. In particolare, la Regione Emilia-Romagna con la Legge, la n° 15/1996, ha attivato un sistema di regole, strumenti e risorse per una attività permanente.

In questa sezione tematica trovi le principali risorse sul web prodotte nella nostra regione sull’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile, a cominciare dal portale regionale INFEA.
Non mancano altresì le altre “educazioni” che hanno elementi comuni con quella ambientale: agroambientale, stradale, alimentare, alla salute, ecc. Anche i comportamenti domestici e gli stili di consumo sono, sia per giovani che per gli adulti, ambiti adatti alla sperimentazione dell’educazione ambientale capaci di attivare la coerenza tra valori e azioni.

Area dedicata alla geologia e la storia geologica dell’Emilia-Romagna

Un sito didattico ricco di informazioni e immagini, una panoramica sulla geologia del nostro pianeta

Punto d’incontro della comunità di artisti italiani che fanno del riciclo la base della propria arte

Centro di Riciclaggio Creativo di Anzola dell’Emilia dove si raccolgono scarti della produzione aziendale ed artigianale per reinventarne utilizzo e funzione

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http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/3298-in-emilia-romagna-si-va-a-scuola-di-ambiente-grazie-ad-hera

In Emilia Romagna si va a scuola di ambiente grazie ad Hera

In Emilia Romagna nasce un nuovo grande progetto del Gruppo Hera  – la multiutility che eroga servizi pubblici nella regione – con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti verso alcuni importanti temi come acqua, energia e ambiente. Il piano consiste in 24 progetti, che prevedono a loro volta 1.500 laboratori, visite agli impianti e diverse attività di studio e lavoro in aula per un totale di 4.500 ore di formazione, tra teoria e pratica. Il Gruppo Hera, infatti, ha confermato anche per quest’anno scolastico il suo impegno concreto nel sostenere l’educazione ambientale rivolta agli studenti, definendo questi progetti dedicati alle scuole come un investimento per il futuro nelle nuove generazioni. […] sul sito web del Gruppo – www.gruppohera.it/scuole – si può scaricare il programma completo delle attività che si svolgeranno.

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George Adamson

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

« Chi si prenderà cura degli animali, per quelli che non sono autosufficienti? Ci sono giovani uomini e giovani donne disposti ad assumere questo incarico? Chi farà sentire la sua voce, quando la mia sarà stata portata via dal vento, chi aiuterà la causa? »

George Alexander Graham Adamson (India, 3 febbraio 1906 – Kenya, 20 agosto 1989) è stato un naturalista inglese. Il suo nome africano era “Baba ya Simba“, letteralmente “Il padre dei leoni” ed è stato uno dei padri fondatori della conservazione della fauna selvatica.

Nei suoi scritti ha ribadito che l’animale più pericoloso del mondo è sempre l’uomo e che l’atteggiamento dell’essere umano deve cambiare, per far sì che il pianeta continui a sopravvivere nel suo delicato meccanismo. George Adamson ha vissuto una vita con i leoni, rinunciando alle comodità della vita per poterli studiare e capire come mai nessuno è riuscito a fare prima di lui. Ha vissuto in armonia con la natura e ha condiviso questa incredibile vita con i suoi amati felini per poter aiutare a salvaguardare la fauna selvatica e per proteggere l’unico ambiente in cui essi possono vivere.

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Aggiornamento dell’8 ottobre 2014:

www.pngp.it/Scuole

Proposte per le scuole

Per l’anno scolastico 2014-2015 il Parco Nazionale Gran Paradiso propone alle scuole di ogni ordine grado, pubbliche e private, provenienti da ogni parte d’Italia, un percorso di scoperta dell’area protetta più antica e tra le più importanti d’Europa. Più di novant’anni di storia e ricerca scientifica hanno permesso al Parco di raccogliere dati, informazioni e testimonianze che saranno messi a disposizione delle scuole attraverso 3 affascinanti percorsi di scoperta che mettono in relazione il paesaggio naturale e antropico con la vita degli esseri viventi e dell’Uomo. Le aree tematiche con i loro progetti di approfondimento sono strumenti di lettura e interpretazione attraverso i quali, in chiave critica, verranno stimolate nei ragazzi a domande di fondo quali “qual è il mio posto nell’ambiente naturale?” “perché conservare e tutelare?” “come la storia può insegnarmi ad interpretare i luoghi?”. Il lavoro tra insegnanti, guide, specialisti e ragazzi aiuterà la formulazione delle risposte, in ogni caso individuali.

Gli insegnanti potranno quindi scegliere in base alle loro esigenze curricolari, le soluzioni più conformi ai loro obiettivi didattici. Tutti i programmi saranno costruiti dall’organizzazione insieme alla scuola a seconda del tempo disponibile, del periodo individuato per le uscite o i soggiorni, delle esigenze della classe.

Le aree tematiche sono :

SCOPRINATURA
L’area di progetto SCOPRINATURA mira a favorire l’apprendimento dei concetti ecologici fondamentali che regolano la vita sulla Terra, attraverso l’osservazione e l’immersione nella natura incontaminata del primo parco nazionale italiano.

UOMO E MONTAGNA
L’area di progetto UOMO & MONTAGNA concentra l’attenzione sulle dinamiche di occupazione dell’ambiente alpino dall’origine ai giorni nostri, attraverso un approccio interdisciplinare tendente a connettere archeologia, storia e geografia del territorio.

SPORT E NATURA
L’area di progetto SPORT & NATURA pone in relazione l’area protetta del Parco Nazionale Gran Paradiso con lo stato di benessere personale con un’azione è orientata alla formazione dei giovani nel campo delle attività sportive legate alla montagna.

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