Vi presentiamo ora un piccolo “miracolo” italiano, frutto del lavoro di un assegnista di ricerca (con contratto scaduto) e di due neolaureati, quindi tutti precari dell’Università. Con il loro progetto sono riusciti ad ottenere dei fondi europei che permetteranno il proseguimento di questa importante ricerca. Se fosse stato per l’Italia? Ora sarebbero disoccupati ed il loro progetto sarebbe stato negli anni dimenticato in un cassetto…

L.D.

http://www.liberoquotidiano.it/news/852519/Arriva-dalle-alghe-il-super-biocombustibile-non-inquinante-e-di-qualit%E0.html

Arriva dalle alghe il super-biocombustibile non inquinante e di qualità

Le alghe potrebbero essere una risposta concreta per l’approvvigionamento di energia diversa, biocompatibile e di elevata qualità. Sulle alghe punta il progetto ”BioWALK4Biofuels, presentato recentemente a Siracusa, l’unico progetto di ricerca industriale italiano vincitore del 7° programma quadro di ricerca europea 2009 sull’energia.

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto industriale dimostrativo che parte dalla produzione di alghe alimentate con CO2 industriale, proveniente dai fumi di due generatori di vapore già presenti nell’area e prosegue con la loro fermentazione per ottenere un combustibile di seconda generazione: il biometano.

L’impianto verrà realizzato nella rada di Augusta, in Sicilia e le vasche destinate all’allevamento delle alghe avranno una superficie di 5 mila metri quadri.

Coordinatore e vice coordinatore del progetto sono rispettivamente il prof. Silvano Simoni e il prof. Andrea Cappelli del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Università La Sapienza di Roma. L’investimento previsto è di 3,9 Meuro, di cui 2,9Meuro erogati direttamente dalla Commissione Europea. Il resto del progetto verrà finanziato dai partners di BioWALK4Biofuels.

Il costo del carburante estratto dalle alghe non è ancora competitivo rispetto ai carburanti tradizionali, secondo uno studio pubblicato dallUniversità olandese di Wageningen, allo stadio della teconologia attuale, si ha un costo di 53,2 euro per megajoule (l’unità con cui si misura l’energia) contro i 15,8 del petrolio. Un valore destinato ad abbassarsi nei prossimi 15 anni con l’incremento e l’ottimizzazione del processo produttivo.

Chi crede nelle alghe come possibile alternativa è una società italiana, la EnAlg, fondata nel 2008 dall’ex ministro dell’Ambiente Willer Bordon. La società ha aperto un impianto pilota ad Alicante in Spagna dove produce un olio privo di zolfo e benzene e quindi facilmente raffinabile, con una resa di 250 tonnellate per ettaro contro la scarsa tonnellata della colza.

Sull’energia tratta dalla coltivazione delle alghe l’Italia arriva buona ultima: i primi studi infatti risalgono al 1974, negli Stati Uniti, quando cominciarono i primi esperimenti tesi anche a trovare un modello economicamente sostenibile.

In Cina, nella Baia di Shangou, a 10 chilometri dalla costa, è stato realizzato un enorme campo di allevamento, visibile anche con Google Earth, che produce 9 milioni di tonnellate l’anno di alghe della specie japonica, mentre i giapponesi hanno allo studio la realizzazione di 9 fattorie marine per la coltivazione delle alghe che occuperanno una superficie di 41.000 chilometri quadrati.

24/10/2011

http://www.progetto-opera.eu/opera/blog/intervista-silvano-simoni-coordinatore-del-progetto-biowalk4biofuels-vincitore-del-7-pq-di-rst-

Intervista a Silvano Simoni

Raccontaci come è iniziata la tua avventura con il 7° Programma Quadro di RST
Il Settimo Programma Quadro di ricerca della UE, come sarebbe bello vincerlo!
A quale ricercatore o progettista questa esclamazione non è timidamente sfuggita? Un forte desiderio di partecipare in una competizione internazionale dove l’idea migliore vince; forse, è stato questo lo spunto, ma oramai il ricordo sfugge.

Appena due anni fa, con in tasca un assegno di ricerca scaduto ma tre validi colleghi al fianco (un ricercatore e due neo laureati), stanco di partecipare a bandi nazionali dalla stravagante valutazione, ovviamente negativa, ho creduto che potessi fare un’ultima sfida quella definitiva, finale, che avrebbe coronato o chiuso ogni altra attività di ricerca: “Partecipiamo a questo 7th FrameWork Programme, poi ci cerchiamo un lavoro”, questa era la battuta ricorrente.
L’idea abbozzata del progetto c’era, mancava solo una enormità di lavoro e creatività, ma si sa, proprio questo non spaventa i giovani ricercatori italiani.
Un veloce e frenetico giro di mail per intervistare i centri di ricerca o le imprese che potessero essere interessate e, le prime adesioni arrivarono.
Ma come si scrive il documento di progetto, per gli addetti ai lavori, l’ “Annex I”? A chi chiedere informazioni? E’ stato facile: la consulenza della dott.ssa Pocaterra dell’ APRE, quattro giovani ragazzi italiani motivati sono stati sufficienti per vincere!

Come avete fatto ad individuare il bando più adatto alla vostra idea progettuale?
La stesura del progetto Biowalk4Biofuels è iniziato con uno studio attento della lista delle call for proposals disponibili nel 7th FrameWork Programme. Successivamente si è riletta la lista ad alta voce con i colleghi per selezionare, come in un concorso di bellezza, le call più attinenti alla bozza di idea progettuale originale.
L’idea progettuale, infine, è stata plasmata alla call prescelta anche per renderla piu’ affine al bando, grazie ai preziosi consigli dell’APRE.

Quali difficoltà avete riscontrato nel reperire e nella compilazione della modulistica?
L’accesso alla documentazione necessaria alla redazione del progetto è avvenuto esclusivamente grazie al sito del CORDIS. E’ stata fatta una breve ma utile riunione-training iniziale all’APRE, durante la quale il National Contact Point ci ha descritto gli step principali per la redazione del documento e l’accesso al sito web del CORDIS, che è stato l’unica fonte di informazioni per preparare ed inviare il progetto alla valutazione

E’ stato difficile trovare i partners transnazionali ?
Il partenariato è stato costruito successivamente alla creazione dell’idea base del progetto. Due contatti erano già stati collaudati per altre iniziative, ma tutti gli altri 10 partners (il consorzio del Biowalk4Biofuels e’ composto da 13 partners) sono stati trovati ricercando su internet, con parole chiave specifiche, i centri di ricerca, le università o le imprese più attinenti agli argomenti che dovevamo sviluppare.
E’ stato successivamente inviato a tutti i candidati un documento riassuntivo dell’idea progettuale (contenente la bozza dei Work package e del Gantt) nonché la lettera di invito a partecipare. L’entusiasmo dimostrato dai partners all’indomani della proposta di collaborazione ha sinceramente stupito.

Che consigli ti senti di dare ai tuoi colleghi o a chiunque voglia partecipare al 7PQ di RST?
Vincere da coordinatore il bando fp7 è possibile, ed il risultato conseguito da me e dai miei tre colleghi con il progetto Biowalk4Biofuels ne è un esempio.
Non bisogna pensare che ci voglia una grande struttura di supporto, infatti, a noi, non è servita; invece, è importante una chiara idea iniziale da plasmare insieme ai partners. Il coordinatore scrive il progetto ed ha la regia di tutta l’operazione, la collaborazione con i partners è importante per integrare le informazioni redatte e risulta fondamentale che ciascun partner condivida il proprio Know-how. La selezione dei partners è strategica perché ciascun prescelto deve avere un curriculum adeguato al lavoro che dovrà svolgere. Non si deve erroneamente pensare, che la probabilità di successo sia proporzionale al numero di partecipanti, bensì alla chiarezza dei compiti dei singoli partner.
Un buon inglese per la stesura del documento è d’obbligo ma, per chi ne fosse sprovvisto, ovviamente può ricorrere alla collaborazione do in traduttore o interprete.
E’ importante ricordarsi che vale la pena impegnarsi per un fp7, perché seppur molto competitivo e quindi selettivo, durante la scrittura, nei momenti di sconforto, si può e si deve chiedere aiuto, risponderà l’APRE come rispose a noi.

Per chi vorrà crederci, noi siamo a disposizione per qualche consiglio ed intanto…Un in bocca al lupo!

Link al sito del progetto: http://www.biowalk4biofuels.eu/project-description/

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