http://www.ultimaora.net/notizie-politica/i-vitalizi-dei-parlamentari-costano-213-milioni.html

I vitalizi dei parlamentari costano 213 milioni

Chiamatelo eldorado dell’onorevole. E ’il paradiso del vitalizio, ottenuto dopo pochi anni di Parlamento. Maxi assegni, magari riscossi a 50 anni e dopo aver pagato contributi modesti. L’elenco dei fortunati è lungo. Pensioni d’oro dopo versamenti modesti. C’è Toni Negri, ex leader di potere operaio, eletto dai radicali mentre era in carcere per terrorismo, che dall’83 si porta a casa 2.199 euro netti. Eppure a Montecitorio è stato solo poche ore. E chi, come Pecoraro Scanio, ex capo dei Verdi, da quando ha 49 anni riscuote ben 5.802 euro mensili. Pure Oliviero Diliberto, segretario dei comunisti italiani, si consola dal 2008 con una cifra analoga. Luciano Benetton, imprenditore di successo e, soprattutto, senatore per poco più di 2 anni, ha diritto a poco più di 2 mila euro, così come l’avvocato di grido Carlo Taormina. Tra i privilegiati ci sono anche star dello spettacolo: Gino Paoli, Pasquale Squitieri, Carla Gravina. Il costo annuo dei vitalizi di deputati e senatori ha raggiunto quota 213 milioni. E sono 3.302 i vitalizi iscritti a bilancio. Una cifra alla quale si arriva sommando gli assegni di cui godono 1.377 ex deputati e 861 ex senatori e le 1.064 reversibilità. Che bel mestiere il parlamentare in pensione. E non è affatto male pure quello degli eredi, figli, moglie e affini, in servizio permanente. I trattamenti economici vanno da 2.427 euro mensili a 9.947 euro lordi mensili.

Per maturare il privilegio bastano 30 mesi di fatica sugli scranni parlamentari. Vale a dire 2 anni, 6 mesi e un giorno. Per fortuna le regole sono cambiate un po’ di anni fa, perché fino al ’92 era sufficiente anche un solo giorno di permanenza in carica. Secondo la normativa in vigore, i deputati il cui mandato parlamentare è iniziato dopo il ‘96 hanno il diritto alla pensione a 65 anni. Ma se dal ’96 ad oggi sono stati eletti per due legislature, gli anni si riducono a 60. Più fortunati i deputati eletti prima del ’96, che hanno diritto al vitalizio già a 60 anni, che però può scendere a 50 anni se si utilizzano tutti gli anni di mandato accumulati oltre i cinque minimi richiesti.

Chissà che invidia all’estero. Un membro del Bundestag tedesco, ad esempio, prende un assegno di 930 euro lordi dopo 5 anni di legislatura e un britannico non arriva a 500. Poi, di regola, vanno a casa e si mettono a lavorare.

di Umberto Mancini

Il vitalizio ai parlamentari è incostituzionale? Forse sì!

14 settembre 2011 – di Enzo Mellano

Se tutti i parlamentari avessero letto almeno una volta l’articolo 3 della Costituzione, avrebbero dovuto accorgersi che il vitalizio che difendono a spada tratta, forse è incostituzionale.  Ma si vede che non tutti l’hanno fatto oppure, peggio ancora, non ne hanno capito i passaggi salienti. E’ il caso di sei parlamentari che hanno addirittura fatto ricorso alla Corte dei conti per difendere il vitalizio, che a torto ritengono un “loro diritto”. Purtroppo, in certi ambienti, avere una buona dose di faccia tosta è diventato un requisito indispensabile per sedere in parlamento e “rappresentare”, si fa per dire, gli interessi degli italiani.

Per la Costituzione “La legge è uguale per tutti”. Lo stabilisce l’articolo 3 che recita così: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Quindi, come si può notare, la Costituzione non attribuisce ad alcuna categoria di cittadini, di lavoratori, di parlamentari o altri, il privilegio di fruire di un trattamento più favorevole e diverso dagli altri di fronte alla legge. Ciò vuol dire che, in tema di vitalizio (o pensione), le stesse regole in vigore per i lavoratori (i comuni mortali) dovrebbero essere valide anche per i parlamentari. E invece non è così. Vediamone alcune più significative, con riferimento alla pensione minima (o vitalizio).

Contributi versati. La prima differenza sostanziale sta nella quantità di contributi richiesti per accedere alla pensione minima: ai parlamentari  bastano 260 settimane (5 anni di una legislatura), ai lavoratori se ne chiedono minimo 780 (15 anni).  La notevole differenza di contributi fa emergere un altro aspetto che manda in bestia i contribuenti, perché  oltre a versare per intero i contributi per la propria pensione, attraverso le tasse, si fanno carico anche di circa due terzi dei contributi non versati dai parlamentari, nonostante questi privilegiati percepiscano uno stipendio che ammonta a circa il doppio della media di quello dei loro colleghi europei.

Calcolo della pensione. La pensione dei lavoratori viene calcolata con il “metodo contributivo”, cioè l’importo mensile viene quantificato in funzione dei contributi realmente versati. Al contrario, ai parlamentari la pensione viene calcolata col “metodo retributivo”, cioè in percentuale allo stipendio percepito. Ne consegue che anche in questo caso, la legge così applicata non è uguale per tutti. Infatti, a parità di importo contributi versati, i parlamentari percepiscono una pensione di gran lunga superiore a quella dei lavoratori.

Se sono pochi, i lavoratori perdono i contributi versati. Facciamo un esempio. Chiarito che il parlamentare può versare anche solo 5 anni di contributi per assicurarsi la pensione minima, se i lavoratori hanno versato dieci anni di contributi non solo non hanno diritto alla pensione, ma perdono del tutto i contributi che hanno versato. Ovvero, non gli vengono restituiti nemmeno con una tantum.

In conclusione. La Costituzione non ammette privilegi di sorta, per nessuno. Perciò, la soluzione più rispettosa per la Carta e per i lavoratori sarebbe quella di cancellare il vitalizio pagato con denaro pubblico, e lasciare ai parlamentari la facoltà di pagarsi privatamente una pensione integrativa.

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/11/stasera-reti-unificate-sara-comunicato.html

Stasera a reti unificate sarà comunicato ufficialmente: STOP ai vitalizi! Non è vero. Vi spiego perchè

24 novembre 2011

“Il Consiglio di Presidenza del Senato, presieduto dal Presidente Renato Schifani, ha deliberato oggi all’unanimità il superamento, a partire dalla prossima legislatura per i nuovi eletti, dell’attuale sistema degli assegni vitalizi. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Madama”.
Tra non molto comparirà su tutti i siti di informazione on-line, stasera i tg comunicheranno agli italiani la notizia, il messaggio in breve sarà questo: STOP AI VITALIZI.

E’ una fesseria per almeno due ordini di motivi:

1) i senatori attualmente in carica, le centinaia e centinaia di ex-senatori a spasso, continueranno a percepire il vitalizio fino alla loro morte e alla morte della propria congiunta o congiunto.
2) I primi effetti di questo stop quindi si potranno registrare con la fine della prossima legislatura, cioè nel 2018. E comunque i nuovi senatori che saranno eletti e andranno in pensione nel 2018 potranno usufruire di un vitalizio calcolato su base contributiva, quindi con un taglio della pensione ma non la sua cancellazione.

Quindi se sentite parlare di STOP AI VITALIZI sui giornali e le televisioni, non dategli retta.

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/11/lega-nord-e-pdl-piace-il-doppio.html

A Lega Nord e PDL piace il doppio vitalizio. Resta in vigore in Lombardia e in Veneto

Ieri la bocciatura durante la seduta consiglio regionale della Lombardia. Il trota e la Minetti presto sbarcheranno in Parlamento e non è giusto colpire questi giovani pupilli della politica, decurtandogli la doppia pensione di cui un giorno potranno usufruire, come ex parlamentari e come ex consiglieri regionali.

La Lega Nord ancora una volta si dimostra essere la regina incontrastata dell’ipocrisia.

Dopo aver governato per 20 anni a colpi di tagli e sacrifici, oggi dicono no a tagli e i sacrifici; non solo denunciano il potere delle banche dopo aver infilato i loro uomini per anni in tutti i CDA delle banche italiane, ma addirittura pretendono anche di innalzarsi a combattenti contro i privilegi della casta, mentre nel concreto ne sono i più strenui difensori, come hanno già avuto modo di dimostrare ripristinando la legge mancia, elargendo finanziamenti pubblici alle scuole private gestite dalla moglie di Bossi, ripristinando la maxidiaria per le missioni parlamentari, trovando addirittura  il coraggio di denunciare come lo stipendio dei parlamentari sia troppo basso!!
Così avviene che mentre in Abruzzo, in Sicilia, in Campania (solo per citare quelle governate dal centrodestra) i consiglieri regionali si sono autoimposti una semplice e banale disposizione – se incassi già il vitalizio parlamentare non puoi richiedere e incassare anche il vitalizio di consigliere regionale – questo in Lombardia invece accade ancora oggi e continuerà ad accadere.

Per la gioia di Renzo e Nicole.

http://www.cadoinpiedi.it/2011/11/25/i_vitalizi_della_casta.html

I VITALIZI DELLA CASTA

25 Novembre 2011

Non basta un impegno generico sull’abolizione dei vitalizi dalla prossima legislatura, se già si toccano le pensioni dei cittadini. I parlamentari ricevono molto di più di quello che versano. Eclatante il caso di un parlamentare che non si è mai seduto in Senato

E’ giunto dal Senato il primo colpo ai privilegi della casta. Dalla prossima legislatura, saranno aboliti i vitalizi dei parlamentari. La misura dunque non tocca gli attuali inquilini di Montecitorio, perché – questa la spiegazione – avrebbe leso “diritti già acquisiti”. Il blog ha intervistato il giornalista Gian Antonio Stella.

[…]

Cosa pensa dello scandalo pensioni? Ci sono parlamentari che prendono 3 mila euro al mese dopo essere stati solo una volta in Parlamento…

“Se è per questo, a prendere la pensione c’è pure la vedova di Guatelli, un parlamentare che non si è mai seduto in Parlamento! Arturo Guatelli era candidato con la Democrazia Cristiana, fu il primo dei non eletti, un attimo prima che fossero sciolte le Camere, morì il Presidente del Senato Morlino. Guatelli subentrò, ma mentre subentrava furono sciolte le Camere e si andò alle elezioni anticipate, per cui il Senato non si unì più, quindi lui non si è mai seduto una sola volta sui banchi di Palazzo Madama. Poi però andò a recuperare, perché allora si poteva, tutti i contributi di 5 anni e versando una somma modesta, ebbe diritto a avere la pensione da Senatore che poi morto lui è passata alla moglie.
È ovvio che è inaccettabile! Dopodiché capisco che andare a toccare queste cose, questi ‘diritti acquisiti’ sia una cosa complessa, però parliamoci chiaro, i diritti acquisiti dei lavoratori vengono toccati tutti i giorni.

Secondo Lei, se la crisi dovesse esplodere in Italia come in Grecia, la casta rischierebbe di essere spazzata via?

Credo che la casta, il sistema di privilegi sia destinato a essere ridotto perché loro stessi cominciano a rendersi conto che la situazione è insostenibile. Certo, ancora l’altro giorno alla trasmissione La Zanzara di Giuseppe Cruciani, l’ex Segretario di Rifondazione Comunista Bertinotti ha detto: ‘No, io il vitalizio l’ho pagato e devo avere qualcosa di proporzionale a quello che ho versato’, che è come dire: ho versato molto e devo avere il vitalizio.
In realtà c’è un’ipocrisia dentro a questo discorso, perché Bertinotti come pensionato della Camera riceve moltissimo, ricordiamoci che per ogni Euro che viene versato dai senatori e dai deputati per il vitalizio, 11 Euro escono. Se poi si calcolano altre cose, perché c’è un meccanismo complicato per cui ci sono deputati che sono stati anche senatori o senatori che sono stati anche deputati e c’è un incrocio di versamenti, si può arrivare all’assurdo che per ogni euro in entrata ce ne sono 13 in uscita. E’ chiaro che una situazione come questa è insostenibile e non può essere accettata dai cittadini, prima di toccare le persone e i cittadini, devi toccare i vitalizi, non basta l’impegno generico della Camera e del Senato ad abolire i vitalizi dalla prossima legislatura quando, contemporaneamente, si vanno a toccare le pensioni dei cittadini normali.
Questo no, assolutamente! Prima metti a punto la riforma dei vitalizi in tutti i suoi dettagli e poi puoi toccare il resto.”

Testo ricavato da intervista telefonica

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Aggiornamento del 13 ottobre 2014:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/04/vitalizi-la-lunga-lista-degli-ex-onorevoli-pagati-dallo-stesso-stato-a-cui-hanno-rubato/1143796/

Vitalizi, la lunga lista degli ex onorevoli pagati dallo stesso Stato a cui hanno rubato

Più volte in Parlamento si è parlato di abolirla, ma i provvedimenti si sono sempre arenati: da Tangentopoli alle condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, ricettazione e persino inquinamento delle falde, ecco la lista dei condannati in via definitiva che prendono la pensione da onorevole

di Thomas Mackinson | 4 ottobre 2014

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