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Quanto valgono le eccellenze industriali d’Italia. Un elenco

15-06-2011

È possibile misurare il valore dell’eccellenza industriale e produttiva italiana?

La Fondazione Edison ha provato a realizzare un indice con cui misurare la leadership nel commercio internazionale delle nostre realtà imprenditoriali, comparandole con gli omologhi internazionali. La denominazione esatta è Indice delle eccellenze competitive (Iec), e grazie a una serie di parametri con cui censire e misurare le singole realtà del panorama industriale italiano, la Fondazione Edison ha individuato 500 imprese medio-grandi da considerare come eccellenze mondiali. In questa lista delle eccellenze si trovano aziende come l’Agusta, che vanta il primato assoluto nella realizzazione di elicotteri, e aziende specializzate nella produzione di tappi (anzi, un tipo particolare di tappi, quelli a corona, che servono a chiudere bottiglie di birra e bibite).
L’analisi è stata effettuata per settore di attività e i dati riferiti al 2009, segnalano che l’Italia è nelle prime cinque posizioni in 1.593 comparti dei 5.517 analizzati. In forza dei piazzamenti, l’Italia si pone al quarto posto a livello mondiale in termini di presidio dei settori industriali (dopo Cina, Germania e Stati Uniti), mentre in termini di valore di prodotto esportato è al sesto posto (dopo Cina, Germania, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud).

Per cui, mentre il sistema Paese tende a perdere posizioni e a scivolare nella graduatoria mondiale basata sul Pil, le specifiche realtà industriali dimostrano capacità competitive di ben altro livello. E nonostante il perdurare della crisi economica e delle aggressive politiche di dumping di nazioni come la Cina.
Il presidio delle imprese modello è forte e la capacità di resistenza oltre che di espansione molto alta. I settori in cui l’Italia primeggia in termini di export mondiale vanno dalle macchine industriali ai prodotti alimentari, dai materiali per l’edilizia ai tessuti.

Al contempo, i settori occupati con una seconda posizione vanno dai vini ai mobili, dagli ingranaggi alle macchine termiche. Molto spesso si tratta di nicchie, ma dalla marginalità molto alta. Infatti, per almeno 170 prodotti esportati in cui si vanta il primato, nel 2009 si è trattato di valori superiori ai 50 milioni di dollari per prodotto e 39 hanno superato i 500 milioni di dollari ciascuno, sempre verso l’estero. Ancora, l’Italia in 195 prodotti è risultata seconda e 176 è risultata terza.
A comporre la classifica non sono soltanto singole imprese ma anche i distretti. Questa configurazione industriale basata sulle nicchie rimane una specificità tutta italiana e considerato il grado di efficacia raggiunto pur durante la crisi, è un punto di forza anche a fronte del gigantismo industriale delle nazioni concorrenti. Nonostante la focalizzazione, lo spettro dei mercati coperti è davvero ampio, poiché si possono contare più di 5.500 prodotti commerciati a livello internazionale e i quasi 1.600 in cui l’Italia è almeno quinta producono un fatturato di 253 miliardi di dollari annui.

Scopi:

– La Fondazione ha lo scopo di sostenere, promuovere e svolgere iniziative nel campo della cultura e della ricerca scientifica che favoriscano l’interazione tra i valori delle comunità locali e quelli dell’innovazione, con particolare riferimento alle applicazioni del principio di sussidiarietà.
– La Fondazione porrà attenzione ai sistemi produttivi locali e ai distretti nella loro dinamica di interazione tra piccole-medie imprese e grandi imprese, anche in relazione ai fenomeni di internazionalizzazione.
– La Fondazione si occuperà inoltre dei rapporti tra università, centri di ricerca, grandi gruppi e piccole e medie aziende anche nel contesto locale, con particolare riguardo al ruolo propulsivo della ricerca applicata per l’innovazione.
– La Fondazione porrà infine attenzione ai sistemi di infrastrutture, intesi in senso lato ed ivi compresi gli aspetti ambientali, connessi sia ai sistemi produttivi locali con particolare riferimento alla fornitura di servizi a rete ed al finanziamento delle attività produttive, sia ai processi di formazione e di servizi alla società civile, tramite i quali si afferma anche il principio di sussidiarietà.

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Libro: “A prova di crisi. In viaggio fra i protagonisti del made in Italy” di Mauro Castelli

In quest’ultimo periodo l’Italia, in linea con tutti gli altri Paesi del mondo industrializzato, ha dovuto confrontarsi con una crisi senza precedenti. Eppure ci sono aziende che viaggiano controcorrente all’insegna dell’innovazione, della tecnologia, del design, delle riorganizzazioni produttive. Punti di riferimento per il nostro contesto produttivo. Aziende guidate da mani esperte, da imprenditori navigati, abili nell’affrontare come si conviene le turbolenze dei mercati. E di queste belle realtà si fa carico, ancora una volta, Mauro Castelli. Pronto a fotografare, con mano leggera e una scrittura accattivante, personaggi più o meno noti. In ogni caso imparentati con lo sviluppo del territorio e, bene e spesso, capaci di affrontare come si conviene il processo di globalizzazione in corso. Così ecco 25 ritratti d’autore, dai quali affiorano inaspettate intuizioni, capacità decisionali, ma anche debolezze, passi falsi, hobby e umane manie. Con uomini e donne disposti a raccontare e a raccontarsi, offrendo angolature di ripresa sinora nascoste alle telecamere. Il risultato? Leggibilissimi ritratti d’autore, supportati da aneddoti di prima mano e piacevoli curiosità. Con storie irripetibili, come quelle di Alberto Aleotti e Giulia Maria Crespi, passando attraverso i protagonisti dell’età di mezzo (si va da Dario Scotti a Edi Snaidero, da Ettore Riello a Giuseppe Stefanel). Senza comungue dimenticare realtà emergenti, come quella di Salvatore Ruggeri e della sua Valvitalia.

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Molto bello il programma di Radio 24Voci di piccola impresa“:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/voci-impresa/

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Dall’idea alla sua realizzazione. Non c’è niente di più personale nel lavoro di un imprenditore dell’illuminazione da cui è nata la sua storia aziendale. E sono i nuovi eroi quelli che riescono a far crescere nonostante tutto l’impresa. I piccoli e medi imprenditori, aziende del nord e del sud, new business ed esperienze consolidate, si raccontano in prima persona in “Voci di piccola Impresa, storie di eroi italiani”. La trasmissione dedica ogni puntata agli imprenditori che in una situazione economica critica traghettano il proprio progetto verso uno sviluppo. Momenti difficili e momenti buoni, l’intreccio tra la vita personale e quella lavorativa, passioni e interessi, gli step per avviare la propria attività, per vocazione o per far fronte all’emergenza. Biografie che fanno capire a quali difficoltà va incontro chi come loro vuole intraprendere, ma anche quali sono le leve, istituzionali e di network, che possono essere un volano per far crescere un’impresa sana e responsabile. Perché oltre alla forza delle idee è necessario avere strumenti per costruire il proprio progetto. E diventare eroi d’impresa.

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