Quanti di voi saprebbero dare qualche  spiegazione su alcune frasi del nostro Inno Nazionale, che cantiamo a memoria purtroppo solo in occasione dei mondiali di calcio? Se non lo sapete, non preoccupatevi, di certo non sarà soltanto colpa vostra… Sono sicura che a scuola pochi di voi (me compresa naturalmente!) abbiano avuto il privilegio di sentirselo spiegare da qualche insegnante!!!

N.B. Sempre a proposito di inno nazionale, ma lo sapete che nelle scuole canadesi l’inno nazionale viene cantato dagli studenti tutte le mattine prima di cominciare le lezioni?

L.D.

http://tuttoscuola.altervista.org/italia/italia.htm#inno

Inno Nazionale

di Goffredo Mameli

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio 1
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria? 2
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme: 3
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Dall’Alpi a Sicilia 4
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla 5
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano 5
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò

1 La cultura di Mameli è classica e forte è il richiamo alla romanità. È di Scipione l’Africano, il vincitore di Zama, l’elmo che indossa l’Italia pronta alla guerra

2 La Vittoria si offre alla nuova Italia e a Roma, di cui la dea fu schiava per volere divino. La Patria chiama alle armi: la coorte, infatti, era la decima parte della legione romana

3 Una bandiera e una speranza (speme) comuni per l’Italia, nel 1848 ancora divisa in sette Stati

4 In questa strofa, Mameli ripercorre sette secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto, la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa. Poi l’estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall’esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco Ferrucci. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato, viene finito da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero, al quale rivolge le parole d’infamia divenute celebri “Tu uccidi un uomo morto”

5 Ogni squilla significa “ogni campana”. E la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all’insurrezione contro i Francesi di Carlo d’Angiò, i Vespri Siciliani.

6 L’Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l’Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d’Asburgo.

Emblema dello Stato Italiano

L’emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi:
– la stella,
– la ruota dentata,
– i rami di ulivo e di quercia.
La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante.
La ruota dentata d’acciaio, simbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale; la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.

 

http://scuola.repubblica.it/contributo/importanza-e-significato-dellinno-nazionale-italiano/5191/?id_contrib=9

IMPORTANZA E SIGNIFICATO DELL’INNO NAZIONALE ITALIANO.

di leon97 (Medie Inferiori ) scritto il 13.01.11

L’inno di Mameli lo ascoltiamo per le partite della nostra nazionale, o per manifestazioni legate alla Repubblica Italiana, ma ho la sensazione che pochi ne conoscano le parole, in pochissimi tutto il testo e soprattutto non sappiamo come e perchè sia nato. Nel periodo precedente l’Unità d’Italia si diffuse una corrente patriottica romantica. Nata per diffondere gli ideali dell’Italia unita nei circoli letterati, negli ambienti borghesi ma sopratutto tra i lavoratori. Il mezzo più adatto per divulgare questo tipo di ideali ad un pubblico così ampio risultò essere la musica, campo nel quale si espresse l’anima romantica e sentimentale di musicisti del calibro di Verdi e Rossini e di intelletuali mazziniani come Mameli.

Goffredo Mameli nacque a Genova nel 1827 e morì a Roma nel 1849 dopo essere stato ferito ad una gamba durante il combattimento sul Gianicolo. Dobbiamo alla città di Genova, il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Scritto nell’autunno 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino, da un’altro genovese Michele Navaro il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria.

Il testo è formato da 5 strofe di 8 versi, ognuna delle strofe è alternata da un ritornello di 3 versi. E’ un testo ricco di riferimenti storici, che ricordano le occasioni in cui l’Italia riuscì a sconfiggere il nemico invasore.

La prima strofa ricorda la vittoria di Scipione l’africano su Annibale.  L’Italia ormai pronta alla guerra contro l’Austria, si cinge la testa, in senso figurativo, con l’elmo dell’eroico generale romano Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano che sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di Zama. Qui il poeta fa riferimento all’uso antico di tagliare le chiome alle schiave per distinguerle dalle donne libere che portavano i capelli lunghi. Dunque la vittoria deve porgere la chioma perchè le venga tagliata quale schiava di Roma, sempre vittoriosa. La corte indicata nel ritornello è intesa come unità da combattimento dell’esercito romano, decima parte di una legione.

La seconda strofa ricorda la millenaria storia di divisione politica dell’Italia a partire dalla caduta di Roma. Mameli sottolinea infatti che l’Italia all’epoca dei fatti,1848, era ancora divisa in tanti Stati.

Nella terza strofa, Mameli ripercorre nei secoli la storia contro il dominio straniero. Anzitutto la battaglia di Legnano, in cui la lega Lombarda sconfisse Barbarossa (1176). Poi, l’estrema difesa di Firenze da parte di Francesco Ferrucci contro l’imperatore Carlo V (1530). Continua con il gesto eroico di Giambattista Perasso detto “Balilla” , il ragazzo quattordicenne genovese che con il lancio di una pietra diede inizio alla rivolta popolare di Genova contro gli austriaci il 5 Dicembre del 1746. Il verso “il suon di ogni squillo” significa campana. E’ la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all’insurrezione contro i francesi di Carlo D’Angiò nella battaglia dei Vespri Siciliani.

Nell’ultima strofa l’aquila è il simbolo degli Asburgo. L’Austria era in declino. Le spade vendute sono le truppe mercenarie deboli come giunchi. Insieme con la Russia (il Cosacco) l’Austria aveva smembrato la Polonia, che aveva subito l’aggressione austriaca come l’Italia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno che dilania il cuore della nera aquila d’Asburgo.

L’immediatezza dei versi e l’impeto della melodia che tende a scandire molto bene le parole, ne fecero il più amato canto dell’unificazione non solo durante il periodo risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi nel suo Inno alle Nazioni del 1862 affidò proprio al Canto degli Italiani il compito di simboleggiare la nostra patria ponendolo accanto a “God Save the Queen” e alla “Marsigliese”. Fu quasi naturale che il 12 Ottobre 1946 l’Inno di Mameli divenisse l’inno nazionale della Repubblica Italiana.

Quello che mi chiedo adesso è se questo tipo di inno nazionale sia adatto ad un’ Italia come quella di oggi, dove non troviamo più quella voglia di unità che caratterizzava i nostri patrioti. Personalmente ritengo che questo testo sia molto bello e ogni volta che lo ascolto riesce sempre a farmi commuovere facendomi sentire un vero italiano, unito agli altri come se fossimo tutti fratelli. Forse in un mondo come quello di oggi in cui combattiamo continuamente perfino contro noi stessi questo inno può ancora servire per farci riflettere su alcuni principi fondamentali. Siamo pronti noi per dare la vita per il nostro Paese? Siamo disposti a sacrificarci per l’Italia?

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Quello che trovate invece segnalato qui di seguito è un sito dedicato all’insegnamento ai bambini di piccole ma basilari nozioni che possono certamente contribuire a far crescere in loro quel senso di appartenenza e di identità nazionale che mancano ormai da diverse generazioni. Sul web, come sempre, si possono trovare moltissime cose inerenti a questi temi e con livelli di approfondimento diversi, quindi anche per i ragazzi delle scuole medie sia inferiori che superiori. Non fa parte dei nostri obiettivi creare un sito dedicato alla didattica, ma piuttosto sentiamo come nostro dovere quello di fornire tematiche di pubblico dibattito e spunti di riflessione per far crescere insieme un’Italia migliore.

L.D.

http://www.ddrivoli1.it/portostato/statoeleggi.htm

PRIMO CIRCOLO DI RIVOLI

Porto sicuro per la navigazione dei bambini nel web – Migliaia di giochi e risorse per la scuola dell’infanzia, per la scuola elementare e media da tutto il mondo

Leggi, Parlamento, Senato, Costituzione

 Il Parlamento dei bambini

Benvenuto nel Parlamento dei bambini! Qui puoi esplorare da vicino la Camera dei deputati, un luogo che appartiene a tutti gli italiani e quindi anche a te. Vedrai come è semplice e divertente scoprire questo luogo così importante per il nostro Paese.

Come nasce una legge

Dal progetto di legge alla legge, il cammino del disegno di legge in senato. Tutto con cartoni animati! Alla fine potrete rispondere ad un quiz.

Simboli dello Stato italiano

La bandiera, l’inno, la Costituzione.

Come funziona il Parlamento?

In un cartone animato tantissime notizie sul funzionamento del nostro Parlamento, sulla Camera e sul Senato. Alla fine: quiz!

Gianni, Johnny e Kiki alla scoperta del Senato 1

Questo è il primo numero di un fumetto che potete anche stampare in cui tre ragazzini affrontano un viaggio nel tempo per guidare il lettore alla scoperta del Senato, dei suoi organi e delle sue funzioni.

Gianni, Johnny e Kiki alla scoperta del Senato 2

Questo è il secondo numero di un fumetto che potete anche stampare in cui tre ragazzini affrontano un viaggio nel tempo per guidare il lettore alla scoperta del Senato, dei suoi organi e delle sue funzioni.

La Costituzione spiegata ai bambini

Un fumetto che potete leggere on line o stampare, vi insegnerà tante cose sulla nostra Costituzione.

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