Intervistata dal giornalista Cruciani (conduttore del programma radiofonico “La Zanzara”, in onda su Radio24), Daniela Santanchè ha giustamente espresso il suo dissenso nei confronti dei politici che cambiano partito dopo essere entrati in Parlamento, sovvertendo così l’espressione popolare. Su questo punto non possiamo che essere d’accordo. 

Meno piacevole è stata però la sua affermazione successiva: alla domanda di Cruciani su un possibile governo Alfano, la Santanchè ha replicato che piuttosto sarebbero meglio le elezioni. Poichè sul simbolo del partito è presente la dicitura “Berlusconi presidente”, mettere Alfano o chiunque altro come presidente sarebbe, secondo lei, una forma di tradimento nei confronti dell’elettorato.

Ora, forse sono un po’ troppo ideologista, ma ero convinto che il Pdl (come tutti gli altri partiti, naturalmente) si basasse su delle ideologie, su degli obiettivi, su un piano di riforme da attuare, non sul nome di una persona!!! Mi rifiuto di credere in questa visione superomistica e totalitaria, nella quale senza Berlusconi l’intero partito non avrebbe senso governare. Quindi, in caso di problemi personali del premier, saremmo andati alle elezioni perchè da solo l’intero partito non sarebbe stato in grado di portare avanti le sue attività?!?!

Perchè sminuire così tanto il ruolo dei parlamentari Pdl, tanto da considerarli incapaci di proseguire da soli un programma politico che non dovrebbe dipendere in alcun modo dalla figura di Berlusconi? Personalmente, quella della Santanchè mi sembra una frase piuttosto totalitarista e denigratoria verso il partito, il quale, in quanto tale, dovrebbe essere dotato di una sua dignità ed identità politica, anzichè essere visto come un’insulsa accozzaglia di galoppini come il discorso fatto dalla Santanchè indurrebbe invece a credere!!!

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