http://maxsomagazine.blogspot.com/2011/10/berlusconi-parla-e-le-borse-europee.html

Berlusconi parla e le Borse europee crollano

31 ottobre 2011

Il 28 ottobre 2011 Silvio Berlusconi è intervenuto agli stati generali del Commercio estero. Il premier ha detto “L’euro è una moneta strana che non ha convinto nessuno. E’ la moneta di molti paesi che non hanno una politica comune e una banca di garanzia. E’ attaccabile dalla speculazione e per questo risulta problematico collocare titoli di Stato”. In pratica è come se un venditore dicesse che fa schifo la merce che lui vende.

Dopo aver ascoltato questa dichiarazione choc del presidente del Consiglio, il sottoscritto ha previsto un crollo delle Borse europee per la giornata di oggi (31 ottobre). Detto fatto. E’ stato un lunedì nero per le Borse europee, a causa dei rinnovati timori per la crisi del debito europeo e per le incertezze delle risposte. La peggiore Piazza Affari con il Mib che segna -3,82% a 16.017 punti e l’All Share -3,53% a 16.818.

Lo spread tra Btp (oltre 6%) e Bund supera la soglia dei 400 punti. […]  “Bloomberg” riferisce che la BCE è intervenuta sul mercato secondario dei titoli di stato per acquistare debito italiano.

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/11/ft-berlusconi-in-nome-di-dio-dellitalia.html

(Ft) Berlusconi: in nome di Dio, dell’Italia e dell’Europa, vai via!

 

I più potenti leader del mondo si sono trovati senza poteri di fronte alle manovre dei due premier europei: George Papandreou e Silvio Berlusconi.
Tutti e due si reggono su una sottile e risicata maggioranza parlamentare, e tutti e due stanno litigando con il loro ministro delle finanze. Ma, la cosa più importante di tutte, hanno entrambe la tendenza a rinnegare le loro promesse in un periodo nel quale i mercati sono preoccupati sulle finanze pubbliche dei loro paesi. Ma c’è anche una grande differenza: l’Italia ha raggiunto un debito di 1.900 miliardi di euro ed è così alto che è potenzialmente in grado di destabilizzare l’economia del mondo in un modo superiore a quello che potrebbe Atene. La buona notizia è che l’Italia è, ovviamente, ancora un paese in grado di pagare i suoi debiti, anche se i tassi di interessi sul suo debito stanno diventando sempre meno sostenibili.
Il nodo più problematico è che l’Italia ha aderito alla richiesta di riforme strutturali raccomandate dall’europa e del G20 che il Fondo Monetario internazionale dovrà monitorare nei suoi progressi: ma il rischio che potrebbe minare il paese riguarda il leader attuale: avendo fallito l’obiettivo di realizzare riforme nelle due decadi passate in politica, Berlusconi manca della credibilità per portare avanti questi significativi cambiamenti. Così, anche se non sarebbe una soluzione a tutti i problemi, il cambio di leadership è imperativo e un nuovo primo ministro impegnato nelll’agenda della riforma potrebbe rassicurare il mercato, che è alla ricerca disperato di un piano credibile per bloccare la corsa del quarto debito più grande del mondo.
Dopo due decadi di inefficace politica da showman, le sole parole da dire a Mr Berlusconi fanno eco a quelle usate da Oliver Cromwell.
In nome di Dio, dell’Italia e dell’Europa, vai via!

Editoriale del Financial Times (non un covo di comunisti, ma il quotidiano della finanza e dei brokers della City di Londra).

5 novembre 2011

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