http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-10-22/nellera-consapevole-181504.shtml?uuid=AaplzAFE

Nell’era del pc consapevole

di Luca De Biase – 23 ottobre 2011

[…] Federico Faggin è uno degli uomini che hanno fatto la storia dell’elettronica. Maturato all’Istituto tecnico Alessandro Rossi di Vicenza e laureato in Fisica a Padova, durante gli studi aveva già cominciato a lavorare in uno dei laboratori della Fairchild in Italia dove ha disegnato i suoi primi circuiti integrati. Era già dunque oltre la frontiera quando è andato in California, nel 1968, per lui, e molti altri, l’inizio della rivoluzione di Silicon Valley. Due anni dopo passava dalla già grande Fairchild all’allora piccola Intel. Il suo lavoro è stato decisivo per la nascita dei microprocessori. Le macchine che calcolano e elaborano i bit sono tutte un po’ figlie sue. E anche se oggi le diamo per scontate, non possiamo non immaginare quale forza visionaria doveva spingere quei pionieri dei chip. Da allora, la sua esplorazione oltre la frontiera del pensiero conosciuto non si è mai fermata. Le sue startup e le sue invenzioni gli hanno dato il successo. L’anno scorso, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Technology and Innovation, la massima onorificenza statunitense per gli eroi dell’innovazione. […]

http://www.roma1.infn.it/rog/pallottino/articoli%20divulgativi/Faggin.htm

Elettronica Flash, pp.27-29, Luglio 2002

Il microprocessore? E’ opera di un italiano: Federico Faggin

Giovanni Vittorio Pallottino

Il microprocessore? Tutti sanno cos’è questo oggetto veramente straordinario, ma soltanto pochi sanno che a costruire il primo microprocessore della storia è stato un italiano, il vicentino Federico Faggin, classe 1941: un elettronico di altissimo livello, laureato in Fisica a Padova. Che ha costruito il mitico 4004 Intel e lo ha pure firmato: sul chip figurano infatti le sue iniziali: F.F. Sicchè la targa d’onore che il 14 febbraio scorso [2002] il ministro Gasparri ha consegnato a Faggin in una cerimonia svoltasi a Roma è stata più che meritata.

[…] dopo aver conseguito il diploma all’Istituto Industriale di Vicenza, cominciò subito a occuparsi di calcolatori presso la Olivetti di Borgolombardo, che all’epoca era all’avanguardia nel settore. Ma il desiderio di approfondire le sue conoscenze portò poi Faggin all’università di Padova, dove conseguì la laurea in Fisica nel 1965. Subito dopo egli entrò a far parte della SGS: una società produttrice di semiconduttori (che oggi si chiama ST, dopo la fusione con una società francese). A quel tempo la SGS era collegata con la californiana Fairchild sicché avvenne che Faggin fu inviato per un periodo di aggiornamento negli Stati Uniti, dove poi scelse di rimanere. […] Faggin lascia la Fairchild per entrare a far parte di un’altra società operante nella Silicon Valley, la piccola Intel, fondata da poco ma destinata a fare parecchia strada, certamente anche per merito del nostro, fino a diventare quel colosso mondiale dell’elettronica che è oggi. All’epoca, il prodotto che garantiva il fatturato di Intel erano le memorie a semiconduttore, su cui si puntava per sostituire i tradizionali anellini di ferrite […]. Sicché quando la società giapponese Busicom nel 1969 propose a Intel di realizzare i chip necessari a costruire una macchina calcolatrice programmabile, il progetto fu accettato e affidato all’ingegnere Ted Hoff e al programmatore Stanley Mazor, ma poi rimase a languire a lungo senza sviluppi. Tanto che la Busicom, a un certo punto, fu a un passo dal rescindere il contratto. Qui entra in gioco il neoassunto Faggin, a cui viene affidato il compito di portare avanti il progetto Busicom, considerato dai manager dell’azienda del tutto secondario rispetto al settore di punta delle memorie. Allora il giovane fisico vicentino avvia subito la progettazione del chip set […] l’idea del “computer on a chip”, cioè realizzare tutte le parti essenziali di un calcolatore in una lastrina di silicio, era già nell’aria da qualche tempo. Ma l’idea andava concretizzata, cosa per nulla facile tenendo conto del livello della tecnologia che era disponibile all’epoca. E in questo sta appunto l’opera di Faggin, che riesce a centrare l’obiettivo apportando contributi fortemente innovativi sia a livello circuitale sia riguardanti la tecnologia degli integrati: egli progetta sia la logica del sistema che i circuiti, disegna i quattro integrati che li realizzano, costruisce anche gli apparati di prova necessari per i test. Lavorando, come egli racconterà poi in una intervista, fra 12 e 14 ore al giorno per vari mesi consecutivi. La consegna del prodotto al committente avviene nel febbraio 1971. […] il [modulo] 4004, montato negli apparati di bordo della sonda spaziale Pioneer 10, lanciata nel febbraio 1972, fu il primo microprocessore ad allontanarsi dalla Terra fino a raggiungere, oltre Marte, la fascia degli asteroidi. […] negli anni successivi Faggin segue come supervisore lo sviluppo di altri due microprocessori […] i progenitori della famiglia dei microprocessori più usati oggi, cioè quella che ha condotto Intel al successo. […] a Faggin si deve anche, sin dall’inizio, una chiara visione delle prospettive del microprocessore al di là del suo impiego nelle  macchine da calcolo, intendendolo cioè come dispositivo programmabile d’impiego generale in apparati di controllo, e quindi con potenzialità d’impiego assai più vaste. Questa visione, inizialmente non condivisa dai manager di Intel, lo condusse infatti a trasformare i quattro chip sviluppati per la società Busicom in un chip set di impiego generale (MCS-4), il cui successo commerciale, come pure quello di dispositivi simili realizzati poi da altri costruttori, verificò in seguito più che pienamente l’ipotesi di Faggin. Infatti i microprocessori non li troviamo soltanto nei calcolatori, ma anche in una miriade di altri apparecchi, dalle macchine fotografiche alle lavatrici. […] il nostro lasciò presto Intel per intraprendere una fortunata carriera industriale come scienziato-imprenditore, come non di rado avviene negli Stati Uniti: nel 1974 fonda la Zilog, dove sviluppa lo Z80 (che ebbe larghissima diffusione ed è utilizzato ancora oggi), nel 1982 la Cygnet Technologies e nel 1986 la Synaptics, di cui è attualmente presidente. Bisogna dire, per concludere che il microprocessore costituisce una innovazione la cui diffusione ha veramente cambiato il volto della nostra società, non soltanto per ciò che ha rappresentato in termini puramente tecnici, ma sopratutto per l’influenza che ha avuto sul modo di lavorare e anche di trascorrere il tempo libero. Sicché Federico Faggin ha fatto veramente onore all’Italia […]

 

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