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Nuovi 33 assunti alla presidenza del consiglio dei ministri

27 Ottobre 2011

Dieci anni esatti sono passati da quando, era l’8 settembre 2001, Silvio Berlusconi raccontò di aver incontrato una Margaret Thatcher esterrefatta perché il suo successore laburista Tony Blair aveva portato da 70 a 200 il numero dei collaboratori di Downing street. E confessò tutto il proprio sconforto: «Io a Palazzo Chigi mi sono trovato 4.500 persone. Penso che serva una rivoluzione pacifica per ammodernare lo Stato». Sono rimaste parole. Quanti siano adesso con precisione i dipendenti della presidenza del Consiglio, nessuno lo sa con esattezza.

E già questo la dice lunga. Ma ci potete scommettere: meno di quanti ne trovò il Cavaliere nel 2001 non sono di certo. Anche perché qui non capita quello che si verifica negli altri uffici statali dove per legge hanno dovuto stoppare il turnover: male che vada, chi esce viene subito rimpiazzato. Crisi o non crisi. Volete una dimostrazione? Dopo aver approvato ad agosto una manovra che rende tassativo il blocco delle assunzioni e prevede il taglio del 10% degli «uffici dirigenziali non generali», Palazzo Chigi fa un decreto che spiana la strada all’assunzione in pianta stabile alla presidenza del Consiglio di 33 persone, 12 dei quali dirigenti. Destinati a finire anche loro nella nebbia dei conti presidenziali. Fitta: anzi, fittissima.

Un dato del conto annuale della Ragioneria generale dello Stato che risale ormai al 2008 (da tempo i dati del conto annuale non sono più consultabili nel sito della Ragioneria) dice che i dipendenti a tempo indeterminato erano 2.384, più 14 precari. E i dirigenti? Nel sito della presidenza c’è una fotografia dei «ruoli dirigenziali» scattata addirittura il 2 gennaio del 2010, quasi due anni fa, quando l’elenco dei ranghi più alti prevedeva 377 poltrone, escluse le 43 della Protezione civile. Il doppio del britannico Cabinet office, che con buona pace della Lady di ferro conta oggi 198 dirigenti.

Naturalmente non è finita qui. Perché ci sono i comandati, gli uomini degli staff (duecento? O trecento? Oppure quattrocento?) e poi i collaboratori dei ministeri senza portafoglio… Insomma, se prendiamo per buona la cifra contenuta nel bilancio 2009 secondo cui il personale «di line» (questa è la definizione in inglese data dal documento contabile) pesava sui conti di Palazzo Chigi per 236 milioni, si arriva alla conclusione che la presidenza del Consiglio pagava due anni fa non meno di 4.600 stipendi da 50 mila euro lordi.

Vi domanderete: e con un esercito verosimilmente più numeroso di quello che un decennio fa scandalizzava il Cavaliere si sente il bisogno di assumere altre 33 persone? Precisiamo subito che è tutto in regola. Il primo articolo della manovra di agosto esclude infatti la presidenza del Consiglio dal divieto di assumere e dall’obbligo di tagliare i dirigenti: oltre alle forze di polizia, all’esercito, alle autorità di bacino, ai vigili del fuoco e alla magistratura.

Formalmente la nuova infornata non fa dunque una grinza: ma la circostanza non la rende certamente più digeribile. Tutt’altro. E poco importa che il decreto di Palazzo Chigi tenga a precisare come i relativi concorsi saranno banditi soltanto a fronte di «posti effettivamente disponibili». Resta il fatto che mentre i ministeri si apprestano a subire tagli lineari selvaggi e i serbatoi delle volanti sono a secco, l’unica amministrazione che aumenta le spese è proprio la presidenza del Consiglio. La legge di stabilità prevede per il prossimo anno una crescita dello stanziamento a favore di Palazzo Chigi da 465,6 a 486,2 milioni: +20,6 milioni, pari al 4,4%.

http://www.grnet.it/news/notizie/newsdifesa/3305-difesa-le-finanziarie-tagliano-i-bilanci-ma-arrivano-6-maserati-per-i-vertici

Difesa, le finanziarie tagliano i bilanci, ma arrivano 6 Maserati per i vertici

25 Ottobre 2011

Sembra incredibile, ma domenica scorsa, in gran segreto e tra lo stupore dei militari, sarebbero giunte al reggimento logistico dello stato maggiore Esercito di Roma, ben 6 Maserati inserite come “dotazioni organiche” ed acquistate con l’esercizio finanziario corrente.

Passati i bei tempi della “Campagnola”, l’arrivo delle nuove auto, probabilmente destinate ai vertici della Difesa (non si capisce bene se militari o politici), avrebbero suscitato non poche perplessità tra il personale in uniforme. Dopo i tagli operati dalle varie finanziarie e i blocchi stipendiali, i militari non pensavano proprio che in tempi di magra ci fossero i fondi per acquistare delle supercar da 100.000 euro e ciò, se la notizia fosse confermata, rappresenterebbe senza dubbio uno schiaffo alla dignità di chi serve in armi il Paese.

Errata corrige: le Maserati sono 19!!!!

http://it.paperblog.com/19-maserati-nuove-del-ministero-della-difesa-follia-659259/

19 Maserati nuove del ministero della Difesa : follia!

Mentre il governo taglia oltre 2,5 miliardi di euro al comparto, e nonostante tutti gli annunci di Renato Brunetta sul dimezzamento delle auto blu, il dicastero guidato da Ignazio La Russa ha arricchito il suo parco auto con 19 lussuose Maserati blindate. 
Mentre in morte realtà il ministero nfa mancare i soldi per la benzina o per la manutenzione delle vecchie auto in dotazione al comparto difesa, assistiamo a questo spreco di denaro pubblico.

Mentre il COCER dell’esercito rivolge al ministro un accorato appello per garantire fondi adeguati al suo funzionamento, La Russa acquista 19 ( diciannove ) auto Maserati nuove fiammanti blindate.

Senza pudore.

30 ottobre 2011 – Misterbago

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