Vi suggeriamo questi due libri sulla mafia, entrambi scritti da Filippo Astone:

1. Senza padrini. Resistere alla mafia fa guadagnare

Un classico avvertimento mafioso: quattro proiettili che, nel maggio 2010, vengono recapitati, rispettivamente, al procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari, al procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, al presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello e al vicepresidente nazionale e presidente di Confindustria Caltanissetta Antonello Montante. In genere le mafie minacciano i magistrati e le forze dell’ordine. Perché anche due imprenditori? E perché contemporaneamente a due magistrati? Perché la criminalità organizzata vive di collusioni con la “borghesia mafiosa” e chi le spezza le fa un danno molto rilevante. Specie se, come hanno fatto Lo Bello e Montante, riesce a dimostrare che è possibile operare senza le mafie. Anzi, che liberarsi dal crimine organizzato, oltre che giusto, conviene. E che ormai chi paga il pizzo non lo fa perché costretto, ma perché ritiene che la collusione sia vantaggiosa. Una presa di posizione come quella di Confindustria Sicilia spezza le paure, smentisce i luoghi comuni e toglie l’acqua di coltura alla mafia. Con presa stringente sull’attualità, “Senza padrini” racconta la nascita, l’evoluzione e le prospettive del movimento degli imprenditori che dicono no alla mafia. In nome della legalità, in nome del mercato, in nome dello sviluppo. Una scelta vitale per il futuro della Sicilia, e del resto d’Italia. Prefazione di Andrea Camilleri.

2. Gli affari di famiglia. Fatti e misfatti della nuova generazione di padroni

Un impietoso affresco del capitalismo italiano che ritrae un sistema economico in declino attraverso le sue figure più fragili: i rampolli delle grandi famiglie imprenditoriali, tutte alle prese col passaggio generazionale. Sottolineando un male tipicamente italiano, quel “tengo famiglia” che secondo Leo Longanesi avrebbe dovuto essere scritto sulla bandiera tricolore, Filippo Astone passa in rassegna le storie di molti “tesori di papà”; ne racconta vizi e virtù, senza sconti per nessuno, e li classifica in base ai risultati che hanno prodotto. C’è chi ha distrutto le aziende del padre e rovinato la vita ai dipendenti. Chi è sotto inchiesta per aver contribuito a provocare lo scandalo dei rifiuti a Napoli. Chi – pur in assenza di giustificazioni economiche e di merito – riceve compensi e incentivi pari a decine di milioni di euro. Chi (pochi per la verità) è riuscito a fare meglio del padre. Chi si è dedicato anima e corpo a Confindustria. E infine chi è entrato in guerra con il potente genitore che in modo plateale l’ha pubblicamente rinnegato. E il caso, quest’ultimo, di Giuseppe Caprotti e di Roberto Berger, fortemente criticato in “Falce e carrello” il primo, e additato al pubblico ludibrio in “Disonora il padre” il secondo. “Gli affari di famiglia” è anche una risposta a questi due libri che confuta completamente, ribaltandone tesi e conclusioni.

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Molto interessante la puntata “Senza padrini” del 9 settembre 2011 di “Nove in punto – la versione di Oscar” (Radio 24):

La battaglia condotta da Confindustria Sicilia per la legalità raccontata in un libro. Cominciata dal Presidente siciliano dell’associazione degli industriali, Ivan Lobello, ha portato fin qui all’espulsione di trenta imprenditori per collusione con la mafia. A Nove in punto, Filipo Astone, giornalista e saggista autore del libro “Senza padrini”, Maurizio De Lucia, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Cristiana Coppola, vicepresidente Confindustria con delega per il Mezzogiorno.

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ASSOCIAZIONE LIBERA: 

www.libera.it

CHI SIAMO

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccellenze italiane.  Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l’unica organizzazione italiana di “community empowerment” che figuri in questa lista, la prima dedicata all’universo del no-profit.

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SOS IMPRESA: 

www.sosimpresa.it

Sos Impresa è una Associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e resistere alla criminalità organizzata. Lo sviluppo ed il rafforzamento della rete nazionale inizia già nell’anno successivo (1992) con la nascita di una serie di organizzazioni locali.

L’Associazione in particolare promuove l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni, all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa. Tutto ciò favorendo sia il diffondersi di nuove iniziative antiracket ed antiusura, sia attraverso la predisposizione di adeguate proposte legislative. 

Inoltre, si impegna a garantire assistenza legale e solidarietà agli imprenditori vittime del fenomeno mafioso ed in particolare a chi è colpito da attività estorsive ed usurarie. Tale attività si esplica con la costituzione di parte civile nei procedimenti penali.
Altra lodevole attività dell’Associazione è la pubblicazione di studi, ricerche e documenti di approfondimento e di informazione sul fenomeno mafioso e sulle strategie di risposta, che promuove e pubblicizza attraverso incontri, dibattiti e convegni, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia locale e nazionale.

Tra le tante iniziative ricordiamo, la pubblicazione del libro bianco Estorti & riciclati, con un’analisi dei fenomeni dell’estorsione e del riciclaggio, il quale contiene uno degli ultimi interventi del giudice Giovanni Falcone, e della prima indagine nazionale sul fenomeno dell’usura in Italia (1993). L’anno successivo viene pubblicato il saggio Come liberarsi dall’usura, che descrive il mondo degli usurai, il calvario delle vittime e che propone un vademecum di difesa (1994). […]

Parte anche il progetto Ambulatori antiusura, centri di aiuto e di ascolto rivolto alle persone e agli imprenditori in difficoltà economica, dove lavorano esperti di questioni creditizie e finanziarie, avvocati e consulenti legali. Il primo centro è stato aperto ufficialmente a Roma, il 9 gennaio 1997 […].

Nel 1998 viene costituito il Centro studi su economia e criminalità TEMI.

Dagli inizi del 2000 e, fino ad oggi, l’attività di Sos Impresa, attraverso una serie di interventi ed iniziative, è diventata sempre più incisiva, trasformando l’organizzazione in un punto di riferimento certo per le tante piccole e medie imprese strette nella morsa della criminalità.

SOS IMPRESA E’ PROMOSSA DALLA CONFESERCENTI 

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Aggiornamento del 4 marzo 2014:

Libro “Abbiamo vinto noi. Storia di Ignazio Cutrò l’imprenditore che ha detto no alla mafia” di Benny Calasanzio Borselino 

Ignazio Cutrò fino al 1999 è semplicemente questo: un imprenditore siciliano che vive una vita tranquilla con la sua famiglia. Nell’ottobre di quell’anno però gli incendiano il primo mezzo, una pala meccanica. Da quel giorno sarà un susseguirsi di minacce e attentati, circa venti, che lo porteranno nel 2006 ad avere una scorta e nel 2008 dritto dentro al programma speciale per la protezione dei testimoni di giustizia, insieme a tutta la sua famiglia. Non ha mai pagato un solo euro alla mafia, ha denunciato tutto e subito. Non ha cambiato identità e nemmeno paese e continua a fare l’imprenditore combattendo per i suoi diritti e per quelli di tutti i testimoni di giustizia. Questo libro è un messaggio di vittoria: contro la mafia si può vincere grazie allo Stato e nonostante lo Stato. Non servono eroi, ma solo persone perbene che fanno con dignità il proprio dovere.

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