http://www.teatronaturale.it/tracce/libri/4983-contro-l-esercito-dei-nullafacenti-un-lucido-libro-di-pietro-ichino.htm

Contro l’esercito dei nullafacenti, un lucido libro di Pietro Ichino

“Perché, mentre si discute di tagli dolorosi alla spesa pubblica per risanare i conti dello Stato, nessuno propone di cominciare a tagliare l’odiosa rendita parassitaria dei nullafacenti?”

Il 24 agosto 2006, dalle colonne del “Corriere della Sera”, Pietro Ichino lancia una proposta che scuote il mondo politico e sindacale. Chiave di volta del progetto è l’istituzione di organi indipendenti di valutazione (Oiv) capaci di stimare l’efficienza degli uffici pubblici e dei loro addetti, per consentire il licenziamento nei casi più gravi, ma anche l’aumento delle retribuzioni dei dipendenti che lavorano per due.

[…] L'”International Herald Tribune” dedica al dibattito italiano sui loafers (nullafacenti) un lungo articolo. La polemica divampa: è stato toccato un nervo da troppo tempo scoperto. Intanto, al forum del “Corriere” arrivano in un giorno e mezzo 1500 interventi, tra cui molte istantanee di nullafacenti ritratti dal vivo: dall’impiegata che timbra il cartellino e poi va dal parrucchiere, al funzionario sano come un pesce che usa “prendersi la malattia” tutte le volte che torna al paese, al professore semianalfabeta.

In questo libro Pietro Ichino, oltre a spiegare la sua proposta, affinata in collaborazione con altri studiosi, raccoglie una piccola antologia di quegli interventi. E, a chi gli obietta che per il risanamento della pubblica amministrazione occorre “ben altro”, risponde sfidandolo a dire in che cosa precisamente quel “ben altro” consista: altrimenti – avverte – questo è solo un pretesto dietro cui si nasconde la scelta di lasciare le cose come stanno.

Libro “I nullafacenti – Perché e come reagire alla più grave ingiustizia della nostra amministrazione pubblica” di Pietro Ichino

“Perché nessuno propone di liberare gli uffici della pubblica amministrazione dai fannulloni, che nel settore privato sarebbero già stati licenziati da un pezzo?” […] In questo libro Pietro Ichino ripercorre i termini essenziali del dibattito, illustra nei dettagli la proposta che tanto clamore ha suscitato e costringe cittadini e istituzioni a riflettere su un tema scottante.

Questo è il link al sito di Pietro Ichino, di cui riporto un estratto della pagina “Le proposte”:

Questa pagina contiene, nella prima parte, le tre schede programmatiche utilizzate nel corso della campagna elettorale del febbraio-aprile 2008. Al termine di ciascuna scheda, in corsivo, sono sinteticamente indicati i risultati al 31 luglio 2009 dell’attività parlamentare svolta nel corso dei primi 15 mesi della legislatura. Nella seconda parte è sintetizzato il progetto per una drastica semplificazione e ricodificazione del diritto del lavoro (anche in funzione della universalizzazione del suo campo di applicazione), oggetto di tre disegni di legge che verranno presentati entro l’autunno 2009.

I DETTAGLI TECNICI DELLE MIE PROPOSTE

Sommario:

PRIMA PARTE – Le tre schede per la campagna elettorale del 2008
Premessa
1. Per ridare orgoglio e prestigio alle amministrazioni pubbliche: trasparenza, valutazione e incentivi giusti

2. Per la riforma del diritto del lavoro: tutti a tempo indeterminato, con un contratto più flessibile e meno costoso, ma con maggiore sicurezza nel caso di perdita del posto
3. Per la riforma del sistema della rappresentanza sindacale e della contrattazione: il sindacato come intelligenza collettiva dei lavoratori

SECONDA PARTE – il progetto per la semplificazione e l’ampliamento del campo di applicazione dell’ordinamento giuslavoristico
1. Il nuovo diritto sindacale in 16 articoli

2. L’intero diritto del rapporto individuale di lavoro in 47 articoli
3. Il progetto per mettere in comunicazione una grande offerta latente di lavoro non professionale con una grande domanda latente di servizi alle persone, alle famiglie e alle comunità urbane

PRIMA PARTE

Premessa

Le proposte che seguono sono ispirate all’idea di una trasformazione profonda, ma possibile, niente affatto utopistica, del sistema di protezione del lavoro nel nostro Paese. Penso a un’Italia nella quale, come nel nord-Europa, i lavoratori non abbiano paura del mercato del lavoro, ma al contrario trovino in esso la libertà effettiva di scelta; che significa maggiore forza contrattuale. E’ questa la migliore protezione della libertà, dignità e sicurezza di ciascuno; ma è solo in parte alternativa alle protezioni tradizionali: con esse può coniugarsi in molti modi.

Penso, dunque, a un mercato arricchito da un grande afflusso di investimenti da tutto il mondo, tutto innervato da un sistema di servizi pubblici e privati di informazione, orientamento professionale, formazione permanente, capaci di garantire ai cittadini, lungo la loro intera vita lavorativa, una pari opportunità di scelta e di accesso alle occasioni di lavoro che meglio soddisfano le loro esigenze e aspirazioni. Penso a un sindacato-intelligenza collettiva dei lavoratori, capace di selezionare il meglio dell’imprenditoria mondiale, valutando il piano industriale innovativo e guidando i lavoratori nella scommessa comune con l’imprenditore, garantendo la ripartizione corretta dei frutti della scommessa, quando sarà stata vinta. Penso a un’amministrazione pubblica nella quale la trasparenza totale e la cultura della valutazione e della misurazione consentono di fare spazio al merito e restituiscono ai suoi dipendenti l’orgoglio e il prestigio della funzione pubblica.

[…]

2. Per la riforma del diritto del lavoro: tutti a tempo indeterminato, con un contratto più flessibile, ma con maggiore sicurezza nel caso di perdita del posto

Propongo di promuovere una grande intesa tra lavoratori e imprenditori, nella quale questi ultimi rinunciano al lavoro precario in cambio di un contratto di lavoro a tempo indeterminato reso più flessibile con l’applicazione di una tecnica di protezione della stabilità diversa da quella attuale per i licenziamenti dettati da motivo economico-organizzativo.

[…]

Ho tradotto questo progetto per la transizione alla flexsecurity in due saggi pubblicati, nell’ottobre 2008 e nel settembre 2009, sulla rivista ItalianiEuropei e in due disegni di legge […]. Il testo dei disegni di legge e tutti gli altri documenti disponibili nel sito relativi al progetto sono agevolmente accessibili attraverso il Portale della semplificazione e della flexsecurity. […]

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