A questo LINK troverete un intervento di Philippe Daverio ad Annozero, in cui parla della fragilità della cultura patriottica italiana… ed ha proprio ragione, una salda cultura nazionalpatriottica sembra proprio mancare alla maggioranza degli italiani! Sarà per questo che siamo un popolo così diffusamente irrispettoso ed irriverente nei confronti della nostra Patria? Penso proprio di sì…

L.D.

 

Dal sito www.go-bari.it

Il patriottismo che serve all’Italia

Abbiamo bisogno di rispecchiarci nella nostra Costituzione

17 maggio 2011

Ha scritto Curzio Malaparte che la “peggior forma di patriottismo è quella di chiudere gli occhi davanti alla realtà, e di spalancare la bocca e gli inni, e in ipocriti elogi, che a null’altro servono se non a nascondere a sé e agli altri i mali vivi e reali”. Un drammatico nascondino che illude, i cittadini e territori, sul reale stato delle cose. Perché affresca semplicemente un paese che non c’è. Celando, invece, quello che si trova fuori dall’uscio di casa. E che un bel giorno si presenta a riscuotere il dovuto.
Con la fabbrica dei prestigiatori che quotidianamente confezionano il numero da offrire in pasto alle masse. Con domande preconfezionate e risposte che di oggettivo o di naturale hanno ben poco. Dove nessuno invita ad approfondire, dove sono bandite le inchieste, dove si chiudono le trasmissioni che non aggradano il capo, dove si spezzano le punte di eccellenze. O le si invitano a lasciare il paese, perché qui di posto non ce n’è. Dove vale tutto e il contrario di tutto. Dove il direttore di un tg indagato per peculato non ritiene di dover fare un passo indietro. Dove una consigliera regionale rinviata a giudizio per prostituzione, è chiamata a fare da madrina alla celebrazione di un evento per gli imprenditori che si fanno strada: nel lavoro e nelle proprie aziende, non alle feste private. E invece a quest’Italia, che non vede l’ora di lasciarsi alle spalle i blocchi ideologici, il pericolo del libro unico, la contrapposizione fazionistica che gli ultimi anni hanno ospitato nelle aule del parlamento, servirebbe un momento catartico. Una sorta di purificazione intima e sociale. Niente a che vedere però con il moralismo. Ma con un senso di pacificazione democratica, ideologica, valoriale. Semplicemente ciò che invece potrebbe, anzi dovrebbe, essere perseguito con un’altra forma di patriottismo: più inclusiva, che abbracci la globalità di un tessuto socio culturale. Quel patriottismo costituzionale che rappresenta il vero cemento armato di un paese. Il collante che ricompone una nazione dilaniata dai lapilli delle eruzioni di un tiranno vecchio, stanco che sta solo affondando nei suoi insulti. E che, comunque vada, è al tramonto.

di Francesco De Palo ‘Il futurista’

Consiglio di dare un’occhiata, tanto perchè un po’ di cultura non fa mai male, ad una serie di video dell’Associazione Culturale Patriottica Italiana (ACPI), cliccando questo LINK.

La costituenda “Associazione Culturale Patriottica Italiana – 17 Marzo 1861” si propone di:

– Riaffermare e valorizzare i princìpi fondanti ed i valori comuni alla base dell’unità nazionale, incentivando la conoscenza delle vicende storiche nazionali in cui rivive il senso di identità Italiana lungo due millenni di storia patria, con particolare attenzione anche alle vicende delle terre d’Italia irredente;

– Promuovere il dibattito culturale e la ricerca sugli accadimenti storici e contemporanei che hanno visto e vedono coinvolta la nazione;

– Difendere e valorizzare il patrimonio sociale, storico, ambientale, sportivo e culturale (artistico, musicale, letterario e scientifico), laico o religioso, sia esso di scala locale o nazionale, che caratterizza la comunità patria e le minoranze Italiane residenti al di fuori dei confini nazionali.

 

A quest’altro LINK potete invece trovare informazioni interessanti sui simboli della Repubblica.

 

Questi sono solo alcuni spunti per attirare la vostra curiosità… spero che ognuno di voi possa appassionarsi a questo tema e diventare un “tifoso” della propria nazione, oltre che della propria squadra di calcio… a scuola queste cose purtroppo vengono svalutate e trattate come un argomento qualunque, spesso (come è capitato a me) anche molto superficialmente… vorrei tanto che ognuno di noi diventasse un italiano VERO, consapevole della storia del proprio paese, con la voglia di mettersi in gioco per rendere l’Italia un paese migliore (ne avremmo davvero tanto tanto bisogno!) e con il sogno di regalare ai giovani ed alle prossime generazioni un Paese in cui valga la pena vivere (mentre, ora come ora, penso che tutti avremmo voglia di scappare via di qui, ameno per me è così!).

Buon 150° cara Italia, speriamo di diventare presto degni del tuo nome e del nostro comune glorioso passato.

L.D.

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