Libro “Fisica per i presidenti del futuro. La scienza dietro i titoli dei giornali” di Richard A. Muller

Il nucleare iraniano sarà davvero una minaccia per l’Occidente? Le multinazionali del petrolio ci stanno dicendo tutta la verità? Chi ha ragione in merito al riscaldamento globale: Al Gore o gli scettici? Un futuro capo di Stato, anche se supportato da una folta schiera di consulenti, deve conoscere questi temi, perché lo attendono decisioni importantissime e delicate. Ma anche per noi elettori un’informazione corretta e non superficiale è ormai un dovere irrinunciabile. Tratto da un famoso ciclo di lezioni tenute alla Berkeley per studenti di discipline non scientifiche interessati a capire come “funziona” il mondo che ci circonda, “Fisica per i presidenti del futuro” è una guida preziosa per comprendere i tempi complessi, pericolosi e ipertecnologici in cui viviamo. Una lettura indispensabile non solo per i politici, ma anche (e soprattutto) per i cittadini del XXI secolo.

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Io aggiungerei anche (anzi soprattutto!!!) per i nostri Ministri, per evitare di fare figuracce come ha fatto la nostra cara Mariastella Gelmini:

Ufficio Stampa

Roma, 23 settembre 2011

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini: “La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

Complimenti alla Mariastella, pure Ministro dell’Istruzione ce l’hanno messa… bell’esempio proprio bravi!!

Gelmini: ‘Tunnel Cern-Gran Sasso’, il web ride

L’ironia della Rete sull’uscita a vuoto del ministro

Roma, 24 settembre 2011 – Su internet e’ gia’ un cult. E’ il tormentone del ‘tunnel della Gelmini’. Tra i ‘trending topics’, ovvero gli argomenti piu’ ‘twittati’ in Italia, alle 13.45 l’hashtag ‘#tunnelgelmini’ e’ al secondo posto. Tutto nasce da un comunicato diffuso ieri sera dal ministero dell’Istruzione e pubblicato sul sito del dicastero. […]

Ed e’ su questo passaggio che si e’ scatenata l’ironia della Rete. I Ricercatori per una Universita’ Pubblica, Libera, Aperta (www.rete29aprile.it) ironizzano cosi’: “Non ce ne eravamo accorti, ma il ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca italiano ne e’ sicuro. Esiste un tunnel di 732 Km tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso e non lo sapevamo”.

Tra i messaggi su twitter invece si legge: “Code di neutrini in ingresso al Gran Sasso si consigliano percorsi alternativi”, scrive Gba mediamondo. “Un attimo. Ma non e’ che esiste davvero un tunnel segreto?”, si chiede Ezekiel. Mentre Slan osserva che “i neutrini hanno fatto la Tav alla faccia nostra”. E ancora. Per Fabius “il ‘tunnel Gelmini’ fa parte di una rete di passaggi segreti che collegano le residenze del premier”. Crislomb annuncia che “il Torpedone tunnel Cern-Gran Sasso in partenza davanti ministero Ricerca. Orari: uno ogni nanosecondo”. Mary si chiede: “Ma per uscire dal tunnel Gelmini apriranno delle comunità?”: Infine, su Facebook è stata aperta subito una pagina ‘Il tunnel della Gelmini’. Per ora ancora poche le adesioni. […]

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Aggiornamento del 10 maggio 2013:

Libro “Energia per i presidenti del futuro” di Richard A. Muller

La questione energetica è ormai affare globale. I paesi sviluppati stanno riconsiderando il contributo delle diverse fonti al proprio fabbisogno di energia per questioni geopolitiche, ovvero per allentare la dipendenza dai principali paesi produttori di combustibili fossili, e per cercare di mitigare il riscaldamento globale diminuendo le emissioni di gas serra. Molti paesi emergenti, o in via di sviluppo, devono coniugare una rapida crescita economica con l’aumento della domanda di energia necessaria a questa crescita per evitare una brusca frenata delle rispettive economie che avrebbe conseguenze sociali nefaste.

Lo scenario dunque è complicato e difficile da interpretare in modo corretto, soprattutto per chi è chiamato a governare. Ecco perché un buon bagaglio di conoscenze del settore energetico oggi è indispensabile per i decisori politici proprio come lo sono, per esempio, conoscenze di carattere economico, politico e sociale. Ed è indispensabile anche per i cittadini chiamati alla verifica dell’operato delle persone a cui hanno dato una delega di rappresentanza. Il tema della decisione informata e consapevole in ambito scientifico è assai caro al fisico statunitense Richard Muller, già autore di un libro di divulgazione in cui illustrava i principi della fisica applicati ai grandi problemi contemporanei diventato subito un best seller. […] Lo schema è semplice ed efficace. Dato il problema composito illustrato nello scenario precedente – sicurezza energetica, riduzione delle emissioni, voracità dei consumi – bisogna trovare una soluzione che consideri le fonti di energia alternative al petrolio e al carbone, vale a dire sia quelle rinnovabili sia quelle che rinnovabili non sono ma che per lungo tempo sono state riposte nel cassetto dell’oblio per questioni tecnologiche, economiche, o addirittura politiche, come nel caso del nucleare dopo gli incidenti di Chernobyl nel 1986 e di Fukushima nel 2011. E proprio dall’incidente all’impianto giapponese e alla perdita di greggio dalla piattaforma Deepwater Horizon al largo delle coste statunitensi nel Golfo del Messico avvenuta ad aprile 2010 è dedicato il primo capitolo, in cui Muller traccia un bilancio dei due eventi sulla base di fatti, numeri e calcoli, dimostrando che i racconti dei mezzi di comunicazione (tragedie epocali al limite del biblico) non corrispondono affatto alla realtà. Fukushima e perdita del greggio nel Golfo del Messico hanno certamente provocato danni gravi, spiega il fisico statunitense, ma non sono state catastrofi assolute, che avrebbero potuto giustificare la feroce critica di politici e opinione pubblica riguardo al nucleare e all’estrazione di carburanti fossili con nuove tecnologie.

Dopo aver mostrato la potenzialità di distorsione dei mezzi di comunicazione nell’ambito delle questioni legate all’energia, Muller si immerge nell’analisi di diverse fonti di approvvigionamento, indipendentemente dallo stadio di sviluppo (dunque si parla anche di fusione nucleare) e dal ruolo che potrebbero avere in futuro, sempre numeri alla mano. E così diventa chiaro il motivo per cui gli Stati Uniti hanno deciso di puntare sul gas naturale ottenuto dagli scisti, perché l’economia all’idrogeno è ancora un’utopia e perché non è pensabile incidere efficacemente sul riscaldamento globale se non verrà coinvolta la Cina, oggi di gran lunga il primo paese per emissioni di gas serra. Muller non propone soluzioni, ma invita il lettore a farlo per calarsi nella complessità del ruolo di governo, soprattutto quando si è informati in modo corretto.

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Aggiornamento del 21 ottobre 2014:

Complimenti ai nostri scienziati!!!!

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-10-21/record-italiano-sotto-gran-sasso-ecco-metro-cubo-piu-freddo-dell-universo-181927.shtml?uuid=AB3J6O5B

Record italiano sotto il Gran Sasso: ecco il metro cubo più freddo dell’Universo

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