Complimenti al Governo Berlusconi per le finte riforme che ci vuole propinare. Invece di pensare ad eliminare o quantomeno ridurre gli sprechi dove ci sono davvero (pensiamo ad esempio ai comuni troppo piccoli o alle grandi amministrazioni troppo gonfiate), pensano bene di dare un nuovo nome alle Province, senza cambiare nulla nella loro struttura burocratico-amministrativa. Ci sembra che questo Governo Berlusconi voglia solo far finta di fare le cose… per poi alla fine non concludere nulla. Staremo a vedere come finirà. Insomma, non abbiamo capito bene il senso di questo provvedimento, considerando il fatto che i costi delle Province ammontano a soltanto l’1,35% del totale della spesa pubblica complessiva del nostro paese. In compenso, in Italia esistono oltre 7000 enti strumentali (Consorzi, Aziende, Società) che occupano circa 24 mila persone nei loro CDA e che incidono sul bilancio delle Regioni. Il loro costo di funzionamento, come avrete modo di notare, è elevatissimo. Troverete tutti questi dati nel dossier in pdf che troverete in allegato.

L.D.

http://libero-news.it/news/817819/Ecco-la-truffa-delle-Province-cambiano-soltanto-il-nome.html

Ecco la truffa delle Province. Cambiano? Soltanto il nome

Non ci riescono proprio. È più forte di loro. Prima decidono di abolirne una trentina. Poi cambiano idea e le mantengono in vita. Poi tornano sui propri passi e di nuovo le aboliscono. Contemporaneamente, però, riescono ancora una volta a non eliminarle. Un pasticcio o, più verosimilmente, una scientifica operazione di maquillage istituzionale […]

È andata così: il Consiglio dei ministri, come previsto, ieri ha approvato il disegno di legge costituzionale sull’abolizione delle Province. E non si è limitato a scrivere nero su bianco che le Province scompaiono e che i loro compiti passeranno alle Regioni. Troppo semplice e definitivo. Dopo un approfondito dibattito, e anche un’accesa discussione fra Giancarlo Galan e Roberto Calderoli, il Consiglio ha scritto che le Province non esistono più e che al loro posto nascono le cosiddette “aree vaste” o “città metropolitane” o “supercomuni” o “miniregioni”. In pratica, ha scritto che le Province cambieranno nome. Geniale.[…] Ve la spieghiamo meglio, altrimenti penserete che i pazzi siamo noi. Il disegno di legge ha un titolo: «Soppressione di enti intermedi». Di buon auspicio. Dopo il titolo, però, ci sono gli articoli. Per la precisione, tre articoli.
Il primo stabilisce che la parola Provincia dovrà essere soppressa, ovunque ricorra, dalla Costituzione. Giusto: trattandosi ormai di una parola indecente, è bene che scompaia. Il guaio è che il secondo articolo afferma: «spetta alla legge regionale istituire sull’intero territorio regionale forme associative fra i Comuni per l’esercizio delle funzioni di governo di area vasta, nonché definirne gli organi, le funzioni e la legislazione elettorale». Se le parole hanno un senso, e ce l’hanno, anche se compaiono in astrusi disegni di legge, vuol dire che i nuovi soggetti intermedi, quelli che saranno al centro fra i Municipi e le Regioni, avranno specifiche funzioni (grosso modo quelle che erano delle Province), specifici organi (grosso modo quelli che erano delle Province) e pure un’apposita legge elettorale. Terra terra: se ieri eravamo chiamati alle urne per eleggere presidenti e consiglieri provinciali, domani saremo chiamati alle urne per eleggere presidente e consiglieri (o come diavolo vorranno chiamarli) delle aree vaste o città metropolitane.È come se avessero preso le infinite poltrone provinciali e, anzichè gettarle in una discarica, le avessero portate da un tappezziere. Compito: rifoderarle e metterle esattamente laddove stavano prima, con sopra una scritta differente. Tutto qui. […] E mica finisce qui. Il disegno di legge (quando si dice le cose fatte per bene) stabilisce che dalla soppressione delle Province dovrà “derivare in ogni Regione una riduzione dei costi di organi politici e amministrativi”. Nient’altro. Non c’è neppure scritto: riduzione significativa. Possiamo presumere che, se le Regioni risparmieranno cinquanta centesimi, l’obiettivo sarà raggiunto. […] P.S. I presidenti delle Province, anche ieri, hanno protestato per l’abolizione delle loro amate creature. Fanno finta di non aver capito. Lo abbiamo detto: operazione maquillage. Che a volte comporta l’uso di una maschera. Di bronzo.
di Mattias Mainiero – 09/09/2011
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I COSTI DELLE PROVINCE

Dossier Province – gennaio 2012 (pdf)

[…] IL RUOLO, LE FUNZIONI E I BILANCI DELLE PROVINCE

Nel  2011  le  spese  sostenute  dalle  Province  sono  state  pari  a  circa  11,6  miliardi  di euro,  in marcata flessione rispetto al triennio precedente (- 1 miliardo e 900 milioni di euro rispetto al 2008).

Queste le singole voci di spesa:

  •  MOBILITÀ,  VIABILITÀ,  TRASPORTI:  gestione  trasporto  pubblico extraurbano;  gestione  di  circa  125  mila  chilometri  di  strade  nazionali extraurbane.  Spesa complessiva 1 miliardo 430 milioni di euro.
  • GESTIONE  DEL  TERRITORIO  E  TUTELA  AMBIENTALE:  difesa  del suolo,  prevenzione  delle  calamità,    tutela  delle  risorse  idriche  ed  energetiche; smaltimento dei rifiuti. Spesa complessiva 3 miliardi e 200 milioni di euro.
  • EDILIZIA  SCOLASTICA,  FUNZIONAMENTO  DELLE  SCUOLE  E FORMAZIONE PROFESSIONALE: gestione di oltre 5000 gli edifici, quasi 120  mila  classi  e  oltre  2  milioni  e  500  mila  allievi.    Spesa  complessiva  2 miliardi 210  milioni di euro.
  • SVILUPPO  ECONOMICO  E  SERVIZI  PER  IL  MERCATO  DEL LAVORO:  gestione  dei  servizi  di  collocamento  attraverso  854  Centri  per l’impiego; sostegno all’imprenditoria, all’agricoltura, alla pesca; promozione delle energie alternative e delle fonti rinnovabili. Spesa complessiva 1 miliardo 100 milioni di euro.
  • PROMOZIONE  DELLA  CULTURA.  Spesa  complessiva 190  milioni  di euro.
  • PROMOZIONE  DEL  TURISMO  E  DELLO  SPORT.  Spesa  complessiva  210 milioni di euro.
  • SERVIZI SOCIALI. Spesa complessiva 180 milioni di euro.
  • Costo del personale.  Spesa complessiva  2 miliardi  300 milioni.  Il personale delle Province ammonta a circa 61.000 unità.
  • SPESE  GENERALI  dell’amministrazione  e  spese  di  manutenzione  del patrimonio  (informatizzazione,  patrimonio  immobiliare,  cancelleria,  costi utenze telefoniche, elettricità, etc.)  Spesa complessiva 750  milioni di euro.
  • INDENNITÀ DEGLI AMMINISTRATORI. Spesa complessiva 111 milioni di euro.

SPESE PER AZIENDE, SOCIETÀ, ENTI STRUMENTALI:  2,5 miliardi nel 2010.

N.B. Le spese di questi enti, relative esclusivamente a compensi, spese di rappresentanza, funzionamento dei consigli di amministrazione ed organi collegiali, mi sembrano, in proporzione, un po’ troppo elevate…

http://www.istat.it/it/archivio/30049

I bilanci consuntivi delle amministrazioni provinciali

L’Istat presenta i risultati delle elaborazioni sui flussi finanziari dei bilanci consuntivi delle amministrazioni provinciali per l’esercizio 2009, effettuate sui dati di base forniti dal Ministero dell’interno.

I dati fanno riferimento a 104 amministrazioni provinciali. Non sono comprese le province autonome di Trento e Bolzano-Bozen, i cui flussi finanziari sono oggetto della rilevazione sui bilanci consuntivi delle regioni e delle province autonome, mentre in Valle d’Aosta-Vallé d’Aoste le funzioni, altrove svolte dalle amministrazioni provinciali, sono di competenza dell’amministrazione regionale.

I principali obiettivi dell’elaborazione sono di garantire un’informazione tempestiva sui conti consuntivi delle amministrazioni provinciali; migliorare le stime di contabilità nazionale per la realizzazione del conto consolidato della Pubblica amministrazione; permettere la conoscenza e la valutazione dei flussi finanziari tra livelli di governo; rendere informazioni sull’evoluzione dei processi di decentramento fiscale ed amministrativo. […]

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Aggiornamento del 6 giugno 2014:

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=15169

Focus: Citta` metropolitane: una nuova tappa di una storia infinita

I governi continuano a girare intorno al problema della ripartizione territoriale del potere, affastellando riforme su riforme e livelli di governo su livelli, senza riuscire davvero a guardare in prospettiva. Nell’aprile scorso, il Parlamento ha approvato una legge di riforma delle province, in attesa della loro eliminazione, e di istituzione di nove città metropolitane che sostituiranno altrettante province.
Nel Focus “Città metropolitane: una nuova tappa di una storia infinita” (PDF), Giacomo Mannheimer e Serena Sileoni si chiedono a cosa serva la riforma “transitoria” delle province e l’istituzione delle città metropolitane come enti di definitiva sostituzione di alcune province: “Se l’intenzione era semplificare, perché allora non prevedere, laddove il livello comunale non sia sufficiente, la possibilità di consorzi intercomunali, o magari proprio di unioni di comuni, disciplinate dalla stessa legge?” Se invece l’intenzione era ridurre i costi, gli autori ritengono che, ereditando le risorse umane e materiali delle province che soppianteranno, le città metropolitane non consentiranno un risparmio di spesa. 
Anche questa legge – concludono gli autori – come i precedenti tentativi di modificare la distribuzione verticale del potere nell’ordinamento italiano, sembra frutto, più che di un moto rivoluzionario, di un moto rotatorio: i governi continuano a girare intorno al problema della ripartizione territoriale del potere, affastellando riforme su riforme e livelli di governo su livelli, senza riuscire davvero a guardare in prospettiva.”

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Aggiornamento del 30 marzo 2015:

http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/province-costi-fuori-controllo-spese-sedi-viaggi/1253211.shtml

Province, costi fuori controllo a un anno dal “congelamento”. Spese per sedi e viaggi

di Antonio Calitri – 22 Mar 2015

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