Gratitudine

Tratto da “Cuore” di Edmondo De Amicis

[…] Rispetta, ama il tuo maestro, figliolo. Amalo perché tuo padre lo ama e lo rispetta; perché egli consacra la vita al bene di tanti ragazzi che lo dimenticheranno; amalo perché ti apre e t’illumina l’intelligenza e ti educa l’animo; perché un giorno, quando sarai uomo, e non saremo più al mondo né io né lui, la sua immagine ti si presenterà spesso alla mente accanto alla mia, e allora, vedi, certe espressioni di dolore e di stanchezza del suo buon viso di galantuomo, alle quali ora non badi, te le ricorderai, e ti faranno pena, anche dopo trent’anni; e ti vergognerai, proverai tristezza di non avergli voluto bene, d’esserti portato male con lui. Ama il tuo maestro, perché appartiene a quella grande famiglia di cinquantamila insegnanti elementari, sparsi in tutta Italia, i quali sono come i padri intellettuali dei milioni di ragazzi che crescono con te; i lavoratori mal riconosciuti e mal ricompensati, che preparano al nostro paese un popolo migliore del presente […] Amalo sempre. E pronuncia sempre con riverenza questo nome – maestro – che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altr’uomo.

Tuo padre

 

Da “La cronaca” di mercoledì 23 settembre 2009, l’articolo è dedicato ad una maestra elementare:

“I. S. […] come maestra è stata un’insegnante d’antico stampo, nel senso più nobile del termine, cioè esercitando con devozione il suo compito, quasi considerandolo una missione a favore dell’educazione dei bambini, considerandoli piccoli uomini da inserire, a poco a poco, nella società degli onesti, consapevoli dei loro doveri oltre che dei loro diritti […]

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