Libro “La fabbrica degli ignoranti – La disfatta della scuola italiana” di Giovanni Floris

Il manager strapagato che incita a vincere come fece Napoleone a Waterloo, l’avvocato che scrive “l’addove”, il politico secondo cui Darfùr è il dialetto per dire “sbrigati”. La nostra classe dirigente è composta da mostri? La ben più dura realtà è che non sono più ignoranti della media. Questo clamoroso fallimento culturale ha un colpevole: la scuola. Per ogni persona che non capisce o non si fa capire c’è infatti un professore senza prospettive, un laboratorio senza apparecchiature, un preside senza portafoglio e una sfilza di ministri che hanno accumulato riforme sempre più inutili. Non può pretendere di avere un futuro un Paese in cui non si rispetta l’istituzione che forma i cittadini. In cui si guadagna meno a insegnare che a pulire i pavimenti, e i bravi docenti vengono ricompensati con carriere immobili. “Siamo allo stadio di zoo umano”, commenta sconfortata una prof, ma di chi è la colpa? In questa inchiesta sui mali della scuola e delle Università italiane Giovanni Floris non risparmia fatti, numeri e situazioni allucinanti. Dall’asilo di Napoli che non apre perché mancano i bidelli fino all’istituto friulano che ogni anno cambia l’intero corpo docente (precario). Un libro di denuncia e insieme un atto d’amore verso una scuola di nobile tradizione, piombata in un Medioevo di strutture fatiscenti e insegnanti girovaghi come braccianti. Di fronte al declino della convivenza civile, della vita politica, dell’innovazione culturale, è ora che torniamo tutti sui banchi.

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Aggiornamento del 20 settembre 2012:

Rapporto OCSE “Uno sguardo sull’istruzione 2012” (pdf)

http://www.dire.it/DIRE-WELFARE/prof_anziani.php?c=46006&m=10&l=it

Prof anziani e spese al minimo, la foto Ocse della vecchia scuola italiana

Investiamo il 4,7% del Pil contro una media Ocse del 5,8%. E il livello di istruzione basso è… “ereditario”

ROMA – Italia paese di docenti anziani. Il Rapporto Ocse sull’Educazione 2012 parla chiaro: in 19 dei 32 paesi membri il 60% dei docenti di scuola secondaria ha almeno 40 anni. In Italia (ma anche in Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Germany) sono oltre il il 70%. Un dato che si inserisce nel dibattito sul concorso a cui sta lavorando il ministro Francesco Profumo proprio per svecchiare la scuola. Gli insegnanti under 30 nel nostro paese sono meno dello 0,5% in tutti i gradi di scuola, contro una media Ocse che arriva al 14% nella scuola primaria (nel Regno Unito sono addirittura il 31,7%). Da noi la porzione piu’ cospicua di insegnanti si piazza nella fascia 50-59 anni: i prof con questa eta’ sono il 39,3% alla primaria, il 50% alle medie, e altrettanti alle superiori. Nella scuola secondaria la quota di over 60 sfiora il 10%. E anche gli under 40 scarseggiano. Sono il 16,6% alla primaria, l’11,6% alle medie, il 7,9% alle superiori.

L’ITALIA INVESTE POCO L’Italia investe il 4,7% del proprio Pil in Istruzione contro una media Ocse del 5,8%. […] e’ in calo, fra il 2000 e il 2010, la percentuale di spesa publica destinata all’Istruzione: passa dal 9,8% al 9% (la media Ocse e’ il 13%). Questo, comunque, in un clima di revisione e contenimento della spesa. Il dato, pero’, ci colloca al secondo posto fra i paesi con la spesa pubblica piu’ bassa per l’istruzione dopo il Giappone. In termini reali c’e’ stato un piccolo incremento, spiegano dall’Ocse, del 4%. Niente paragonato al 33% medio degli altri paesi.

9MILA DOLLARI A STUDENTE – L’Italia e’ in linea con i paesi Ocse per la spesa per studente: 9.055 dollari a fronte di una media di 9.249. La spesa pro-studente in Italia supera la media Ocse quando si parla di scuola primaria. Resta invece lontana dai paesi piu’ avanzati quando si parla di universita’ dove il grosso del sostegno arriva dai privati, ovvero dalle famiglie attraverso le tasse. La spesa media per studente universitario in Italia e’ 9.561 dollari contro una media Ocse di 13.719. […]

TASSE ALTE E POCHE BORSE – L’Italia si colloca in prima linea fra i paesi non anglosassoni per quota delle tasse universitarie. E il sostegno dello Stato a chi vuole studiare scarseggia: l’82% degli studenti non gode di nessun beneficio.

I FIGLI DI – E’ un dato inedito che spezza il fiato alla corsa del nostro paese verso gli obiettivi educativi prefissati dall’Europa. In Italia chi nasce in famiglie con meno possibilita’ e con genitori con titoli bassi di istruzione ha scarse possibilita’ di avere un lungo percorso scolastico.[…]

STIPENDI – Cresce il rapporto studenti/docenti nel nostro paese per effetto dei tagli e delle riforme del governo Berlusconi. Ma non cambiano i salari dei docenti che restano fra i piu’ bassi d’Europa con il top dello stipendio che arriva “dopo 35 anni di carriera”.

PIU’ STUDENTI PER DOCENTE – Sale il numero di studenti per docente in Italia che, comunque, resta sotto la media Ocse. Abbiamo 11,8 studenti in media per docente alla materna, 11,3 alla primaria, 12 alle medie/superiori. Il rapporto di un anno fa dell’Ocse indicava cifre piu’ basse: 11, 10, 10. Sono gli effetti della diminuzione dell’organico totale. […]

fonte «Agenzia Dire»

11 settembre 2012

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