Sarebbe davvero utile, dal nostro punto di vista, se agli adolescenti in età scolastica venissero spiegate, magari proprio a scuola, le basi dell’economia finanziaria. Soprattutto dal punto di vista della gestione delle proprie finanze personali, ma anche dal punto di vista dei mercati finanziari veri e propri. Con la speranza che gli possano venir forniti gli strumenti intellettuali necessari per riuscire a non prendere troppe fregature (una possibilità da non escludere, considerando l’avida sete di denaro che affligge in modo parassitologico il nostro vivere quotidiano, in ogni suo aspetto), ma anche per poter capire ed essere consapevoli di come gira il mondo: è solo e soltanto l’economia, nel mondo di oggi, che decide ogni cosa…

L.D.

www.economiascuola.it

http://www.economiascuola.it/blog/tag/educazione-finanziaria

La crisi ha dimostrato che la scarsa conoscenza di nozioni economiche e finanziarie di base può avere conseguenze disastrose, non solo a livello microeconomico ma anche macroeconomico. Per questo, gli Usa hanno lanciato alcuni programmi per l’alfabetizzazione finanziaria nelle scuole.

Ornella, del comitato operativo di EconomiAscuola, ci suggerisce un interessantissimo articolo di Annamaria Lusardi, Professore di Economia al Dartmouth College.

Scrive la Lusardi: “ Lo scorso dicembre, negli Stati Uniti, il ministro del Tesoro Geithner e il ministro della Educazione Duncan hanno lanciato alcuni progetti di educazione finanziaria nelle scuole. Programmi di questo tipo sono già stati adottati in Inghilterra, uno dei primi paesi a documentare la mancanza di competenza finanziaria degli individui. E se è importante che i giovani acquisiscano nozioni di economia e finanza, prima e non dopo avere preso decisioni finanziarie, è altrettanto importante che possano avere accesso a queste informazioni a prescindere dalle loro condizioni sociali. Ma parlare di educazione finanziaria solo nelle scuole non basta, perché le decisioni finanziarie vengono prese a ogni età. E alcune di quelle più importanti sono proprie della vita adulta, come ad esempio quando andare in pensione e se trasformare o no in rendita la ricchezza pensionistica accumulata. In vari paesi, l’educazione finanziaria si fa nelle aziende. […] Gli scettici sostengono che i piani di alfabetizzazione finanziaria sono costosi. In realtà la crisi ci insegna che è costoso non fare educazione finanziaria”.

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Libro “L’economia spiegata ai ragazzi” di Liviana Poropat, con le illustrazioni di Stefano Tognetti e Lorena Canottiere

La vita dei bambini è piena di piccoli e grandi gesti economici: scelgono di spendere la paghetta in una ricarica telefonica piuttosto che nelle figurine, vanno al supermercato con la mamma e in banca con il papà, se aiutano in casa o prendono un bel voto ne sono ricompensati . . . Ne sentono parlare ogni giorno dai telegiornali, a scuola e da mamma e papà, ma anche noi adulti conosciamo questo mondo solo superficialmente.
Il libro affronta in modo semplice e chiaro, con un tocco di umorismo grazie alle divertenti illustrazioni, argomenti importanti e complessi: cos’è un imprenditore, cosa sono l’inflazione e la deflazione, il Fondo Monetario Internazionale o la Banca Mondiale. Il libro fa capire ai bambini l’importanza dell’Unione Europea e dell’interdipendenza tra nazioni: si parla di zona euro, della moneta unica, della Banca Centrale Europea, di codice Iban, di borsa, di globalizzazione . . .
I capi di bestiame furono la prima forma di moneta e le prime banche risalgono ai Sumeri e servivano per versare e ritirare preziosi . . chicchi di grano! Il libro è pieno di fatti curiosi e interessanti: cos’erano le “monete volanti” che vide Marco Polo? Come è nato l’assegno? Da dove veniva l’oro spagnolo? E perché il salvadanaio ha la forma di un maiale?

Libro “Storia dell’economia” di John K. Galbraith

Tutte espressioni e termini dal suono inquietante e molto spesso minaccioso entrati prepotentemente nel linguaggio quotidiano e che hanno il potere di determinare, nel bene e nel male, con il peso della loro concretezza, la qualità della vita di una nazione e dei suoi cittadini. Mai come oggi infatti, l’economia è stata così “popolare” presso il grande pubblico dei non addetti ai lavori, che avverte istintivamente l’impellente necessità di saperne qualcosa di più, di conoscere il funzionamento dei suoi meccanismi, di prevederne la possibile evoluzione. Un itinerario affascinante (e molto spesso sorprendente) che in questo libro possiamo ripercorrere accompagnati da una guida d’eccezione: John Kenneth Galbraith.

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Aggiornamento del 28 giugno 2013:

http://www.civilmente.org/brutti-il-debito/

“Brutti come il debito” è una conferenza-spettacolo che descrive un percorso di conoscenza e di consapevolezza economica e finanziaria . Gli attuali temi della crisi e del sovraindebitamento delle famiglie vengono trattati partendo da casi concreti e seguendo un percorso di legalità, al termine del quale i protagonisti del ciclo del consumo (cittadini, banche, catene commerciali) devono incontrarsi sul rispetto di nuove regole eque e condivise. Si parlerà in maniera semplice e comprensibile di credito al consumo, di prestiti personali, di cessione del quinto, di usura, di banche dati pregiudizievoli ecc., con qualche sorriso per rendere piacevoli temi ostici che però fanno parte della nostra quotidianità .“Brutti come il debito” nasce dall’incontro di due esperienze: quella di Massimo Melpignano, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti dei cittadini utenti di servizi bancari e finanziari e quella di Antonio Cajelli, educatore finanziario indipendente, autore di percorsi innovativi di consapevolezza bancaria e di approccio al consumo. Alcuni momenti di “Brutti come il debito” sono ispirati all’ultimo libro di Massimo Melpignano dal titolo “Sdebitiamoci!” , che indica un metodo possibile e alla portata di tutti per liberarsi dal debito ed essere più ricchi consumando meglio. “Brutti come il debito” va oltre le solite contrapposizioni tra cittadini e poteri forti e contribuisce ad un mondo senza debito, in cui il commercio e il denaro sono a servizio dell’Uomo e non del consumo fine a se stesso.

www.brutticomeildebito.it

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Aggiornamento dell’11 luglio 2014:

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/14_luglio_06/educazione-finanziaria-siamo-ultimi-084fcd8c-06bc-11e4-892c-55b032fa482c.shtml

Educazione finanziaria, siamo ultimi

Il verdetto impietoso del test Pisa: i nostri quindicenni sono i peggiori dell’Ocse. E siamo l’unico Paese in cui le ragazze vanno peggio dei ragazzi

di Orsola Riva – 9 luglio 2014

[…] ultimi dei 13 Paesi Ocse presi in considerazione dalla prima indagine Pisa mirata all’accertamento del livello di «financial literacy» nel mondo (in Italia hanno partecipato 7.068 studenti di 1.158 scuole). E penultimi (peggio di noi solo la Colombia, che ha un Pil pro capite pari a un terzo del nostro, però) di tutti e 18 i Paesi coinvolti nella ricerca. […]

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Aggiornamento del 9 gennaio 2015:

Libro “Capire l’economia For Dummies” di Roberto Fini

Che succede alle scelte del consumatore se il prezzo di un bene aumenta? Perché la deflazione può essere considerata una situazione peggiore dell’inflazione? Quali sono le regole dei mercati globali? Perché un’impresa ha successo e un’altra fallisce? Questo libro cerca di rispondere a questo tipo di domande, avendo come riferimento un lettore poco o per nulla esperto di cose economiche. Ma non aspettatevi un manuale di economia: sul mercato ve ne sono di ottimi. Abbiamo invece un obiettivo più ambizioso: quello di rispondere ad alcune domande che chiunque si pone ascoltando un servizio in televisione. Non è detto che quello che abbiamo scritto esaurisca il campo di pertinenza dell’economia, ma certamente può considerarsi un buon inizio.

Capire l’economia è sempre più importante!
  • Il ragionamento economico – l’economia esige uno stile di pensiero particolare che non è “naturale”: occorre aver chiare le coordinate entro cui si muove in modo da poter affrontarne i temi
  • Il mercato e la microeconomia – Al centro di ogni ragionamento economico sta il mercato: domanda ed offerta ne sono le componenti fondamentali per comprenderne le dinamiche
  • I comportamenti aggregati e la macroeconomia – Come si comportano i consumatori? E le imprese? Non sempre il comportamento dell’insieme dei soggetti economici è la pura somma dei comportamenti  individuali
  • Cosa c’entra lo Stato con l’economia? – apparentemente nulla, in realtà trattare del ruolo economico dello Stato significa affrontare alcuni temi centrali come l’inflazione o il debito pubblico.

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Aggiornamento del 24 novembre 2015:

http://www.lastampa.it/2015/11/12/economia/bnl-educare-scuola-bambini-a-lezione-di-economia-e-finanza-2kfNHdbIVPF4FCdRq5l9tO/pagina.html

Bnl: “EduCare Scuola”, bambini a lezione di economia e finanza

Per il secondo anno consecutivo Bnl Gruppo Bnp Paribas dedica ai più piccoli l’iniziativa «EduCare Scuola», programma educativo rivolto agli alunni delle elementari per avvicinarli al concetto di denaro e ad un suo utilizzo consapevole.

Due gli strumenti messi a disposizione dei bambini: un kit didattico, realizzato da Giunti Editore che partecipa all’iniziativa, con il libro «L’economia della Famiglia Millesogni», corredato anche da dvd e da altri strumenti interattivi, e l’app per cellulari e tablet «Millesogni», per familiarizzare con l’economia in modo istruttivo e divertente, realizzata da Interactive Projects, start up sostentuta da Bnl e Luiss Enlabs.  […] « Gli interessi della società moderna – dice – vanno portati nelle scuole. I bambini sin da piccoli hanno a che fare con i soldi, li chiedono ai loro genitori o ai loro nonni, quindi è molto importante far loro comprendere meglio il tema dell’economia. È inoltre importante l’alternanza scuola-lavoro: l’informazione del corpo docente è uno dei pilastri che bisogna continuare a battere». […]

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