Le Province sono fondamentali per l’ottimale gestione del territorio e toglierle significa rendere la vita ancora più difficoltosa ai cittadini. Accadrà che le Regioni si ritroveranno sovraccariche di lavoro e diventeranno dei grossi accumulatori di problemi, sempre più disorganizzate e sempre meno efficienti. Questo Governo sta solo cercando di fare scalpore, facendoci credere che questa sia una grande riforma, mentre invece è soltanto una grande cavolata. I problemi veri sono localizzati altrove, evidentemente proprio a ROMA, ma per distogliere da questi l’attenzione ne stanno studiando una al giorno ed una più grossa dell’altra. E’ proprio un bel teatrino questo Governo, una bella banda di pagliacci!!!

Riporto qui tre articoli che trovo ben esplicativi degli effetti DELETERI che avrebbe per noi cittadini l’abolizione delle Province.

L.D.

 

1. Dal sito: www.asca.it

MANOVRA BIS: ZINGARETTI, ABOLIZIONE PROVINCE PER DISTOGLIERE ATTENZIONE

(ASCA) – Roma, 30 ago – ”L’iter costituzionale e’ l’unico possibile, perche’ le province sono nella Costituzione, le altre teorie erano una gigantesca presa in giro, forse se ne sono accorti quindi la decisione di ieri e’ null’altro che l’ovvieta’, serve una legge costituzionale. E’ un’enormita’ che per un mese si sia discusso di una cosa cosi’ banale di questo tema, e’ segno di un paese in declino. Io non so perche’ ora se ne siano accorti e perche’ ora tirino fuori questo tema”. Cosi’ il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, intervenendo poco fa a Radio Radio. ”La mia percezione e’ che questa scelta non c’entra nulla con la manovra economica, perche’ una legge costituzionale prevede tempi lunghissimi e purtroppo il vero dato e’ che nel mese di agosto di fronte ad una situazione drammatica abbiamo discusso del nulla, abbiamo buttato un altro mese perche’ c’era una manovra approvata dal Consiglio dei Ministri che ieri in una casa privata nel corso di un vertice dopo sette ore di discussione ne hanno tirato fuori un’altra e non e’ detto che da qui all’approvazione della manovra non succeda qualcos’altro”. Zingaretti ha ricordato che per decreto si potrebbero sciogliere immediatamente ”migliaia di enti di secondo livello che costano miliardi come i consorzi di bonifica, autorita’ di bacino ad esempio, e che bloccano burocraticamente la realizzazione delle opere, tutti enti nominati dalla politica e non eletti dai cittadini”. ”Si potrebbe fare subito portando un immediato risparmio anche nell’anno in corso. Questo non si fa perche’ i membri di cda sono inzeppati di nominati dalla cattiva politica, mentre la storia delle province continua in modo imbarazzante”. ”Da Presidente della provincia – continua – l’unica cosa che posso dire e’ ‘obbedisco’, tanto tra due anni… come ho gia’ detto saro’ felice di passare alla storia come l’ultimo presidente della Provincia di Roma. Detto cio’ segnalo che un presidente di un’Authority qualsiasi guadagna 550 mila euro l’anno, un consigliere provinciale di una provincia di 4 milioni di abitanti ha un gettone di 900 euro senza contributi pensionistici. Ho la sensazione, e sottolineo e virgoletto sensazione, che il tema delle province sia agitato da una oligarchia che per non toccare la polpa della cattiva politica dice: ‘mangiatevi questo pezzo di prosciutto”’.

2. Dal sito: www.larena.it

Miozzi boccia la manovra: «Un errore abolire le Province»

LA MANOVRA E LA CITTÀ. Il presidente dei Palazzi Scaligeri critica la decisione del governo che vuole cambiare la Costituzione. Miozzi: «Complicherà la vita ai cittadini, non porterà benefici allo Stato». E anche Zaia le difende

31/08/2011

Verona. «Vogliono abolire le Province? Lo facciano, ma la gente deve sapere che questo servirà solo a complicare loro la vita, a fronte di un risparmio irrisorio per lo Stato». Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona, non ci sta a subire in silenzio la soppressione del suo ente, con relativo trasferimento delle competenze alla Regione. Tale provvedimento, deciso nell’ambito della manovra finanziaria del governo, è stato tuttavia rinviato ad una legge costituzionale.
Una valutazione complessiva, Miozzi dice che la farà dopo che il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, avrà incontrato il ministro per la Semplificazione Calderoli. «Accetterò le decisioni del Parlamento, ma alcune cose», fa sapere dal suo ufficio nei Palazzi Scaligeri, «le voglio chiarire subito: chiudere la Provincia di Verona produrrà un risparmio assolutamente irrisorio poiché gli attuali 550 dipendenti rimarranno e i minori costi saranno di circa un milione di euro, cioè il costo degli amministratori. Trasferire tutte le deleghe alla Regione Veneto, inoltre, significa portare il centro decisionale più lontano dai cittadini. Pensiamo ai problemi, anche minimi, riguardanti i trasporti pubblici, come ad esempio la mancanza di una fermata in una lontana frazione, gli edifici scolastici e così via. Oggi basta una telefonata in Provincia e una soluzione si trova perché gli amministratori conoscono a menadito il territorio. Pensiamo che sia la stessa cosa», continua Miozzi, «chiamare in Regione dove, tra l’altro, i problemi da risolvere si moltiplicherebbero per sette? Una signora Maria che abita in un paesino della Lessinia o della Bassa veronese avrebbe la possibilità di parlare con Zaia o con un assessore regionale per vedere risolto un proprio problema? Con tutta la buona volontà, credo che sia umanamente difficile conoscere le esigenze e le problematiche di territori così lontani… Per non parlare», esclama il presidente della Provincia, «dei controlli nel settore dell’ambiente che ora sono di nostra competenza: da Venezia si potrà tener monitorato e controllato allo stesso modo il territorio? Da qui è senz’altro più agevole farlo poiché le situazioni a rischio le abbiamo sotto controllo. C’è quindi il pericolo che invece di agevolarlo, si renda più difficoltoso questo servizio».
Miozzi, inoltre, fa appello alla «virtuosità» finanziaria dell’ente che amministra. «In due anni», sostiene, «abbiamo ridotto del 25 per cento il nostro indebitamento, passato da 197 a 148 milioni. Più virtuosi di così… e poi abbiamo un numero di dipendenti pro capite estremamente basso, società che producono utili, come la funivia di Malcesine. Si chiudano piuttosto quelle che incrementano i debiti e che danno pochi servizi».
A difesa delle Province scende anche il governatore veneto Luca Zaia, ex presidente della Provincia di Treviso. «Se avessero competenze, sono convinto che, pur essendo il consenso dei cittadini nei loro confronti pari quasi a zero, potrebbero aver effetti positivi nella gestione dei territori».
Durissimo nei confronti della manovra del governo è infine il vicecapogruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi, veronese: «Ai normali cittadini toglie diritti acquisiti come il riscatto degli anni di università o del servizio militare e agli speculatori finanziari, invece, applica l’affrancamento che permette di continuare ad avere la vecchia aliquota ridotta del 12,5% invece di quella nuova del 20%, una vera associazione a delinquere».

Enrico Santi

 

3. Dal sito: www.cronacaqui.it

Manovra, no di Saitta «Abolire le Province? Farà crescere i costi»

31 Agosto 2011

Alla fine, secondo Antonio Saitta, anche l’ultima proposta di abolizione delle Province cadrà nel nulla. Un’idea spuntata all’improvviso nel calderone della discussione sulla manovra finanziaria e che ribalta completamente quanto portato avanti dal Governo fino ad ora. Niente accorpamento immediato delle Province più piccole, sostituito da una più ampia riforma costitu­zionale che dovrebbe prevedere la cancellazione totale degli enti. «È solo una cortina di fumo» sostiene Saitta, presidente della Provincia di Torino, e numero due nazionale dell’Upi, l’Unione delle Province italiane.
Presidente, perché il provvedimento del Governo non la convince?
«Innanzitutto, l’intesa raggiunta fra l’Upi e il Governo era ben diversa. Prevedeva la riduzione e non la cancella­zione delle Province, assegnando alle Regioni la com­petenza di formulare delle proposte nel giro di un anno. Invece un cambiamento di questo tipo mi fa pensare che l’intenzione del Governo sia ben diversa, che si voglia rinviare tutto ancora una volta per poi non cambiare nulla. Anche perché mi risulta che il Pdl non voglia affatto cancellare le Province».
Lei è favorevole o contrario all’abolizione delle Province?
«Preciso che non parlo per interesse personale, visto che mi trovo al secondo mandato e non potrò più essere rieletto. Sono contrario per un semplice motivo: cancel­larle non comporterebbe alcuna economia, anzi, fareb­be aumentare i costi della Pubblica amministrazione».

 

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