Ecco un esempio di come la politica, per il suo tipico eccesso di immobilismo, riesca ad annientare delle buone idee sostenute da altrettanto buoni propositi. In questo caso si tratta della realizzazione di un “Distretto Agro-Energetico Pilota“, ovvero un polo di produzione energetica interamente sostenuto da fonti rinnovabili. Ci sono persone che hanno lavorato, anche parecchio e oltretutto a gratis, per progettare tale impianto, con l’ambizioso ma realistico sogno di realizzare per la propria comunità e per i propri figli un sistema di produzione di energia totalmente pulita, che sarebbe poi diventato un modello per l’intero Paese. E’ spaventosamente assurdo ed illogico che dei politici malinformati riescano a bloccare progetti di questo tipo, progetti che contribuiscono a migliorare il presente ed il futuro del Paese. Allora mi domando: a cosa serve la politica? Ritengo che una politica che non guardi al futuro non sia nemmeno degna di chiamarsi con tale nome e che coloro che fanno “politica” in questo modo lo facciano solo per un motivo: per puro interesse personale!!!

L.D.

botton.tripod.com/

 Progetto biomassa

di Paolo Botton

Si dice che la volontà delle persone sia una buona base di partenza per avviare un progetto ambizioso. Io affermo che, dove c’è volontà, desiderio di cooperare e di lasciarsi alle spalle le piccole ipocrisie della vita, ci sono anche ottime probabilità che un progetto ambizioso sia anche realizzabile.

Questa sezione del mio sito sul WEB è espressamente dedicata al progetto che ho portato avanti assieme ai pochi temerari e illuminati che avevano deciso di creare nuove possibilità per il futuro della Comunità e dei nostri figli. Sono qui riassunti i concetti chiave e sono riportati gli estremi del lavoro da me svolto per effettuare l’analisi di fattibilità per la realizzazione di un Distretto Agro-Energetico Pilota, al cui centro si doveva trovare una centrale di cogenerazione e trigenerazione a biogas (combustibile derivato da una rete di digestori anaerobici); per la produzione combinata di energia elettrica, energia termica (calore) ed energia frigorifera (condizionamento estivo), utile a servire una piccola rete di teleriscaldamento, il tutto affiancato da una piccola caldaia a cippato ausiliaria, un campo fotovoltaico ed un campo solare termico. […] Con il nostro modello scalabile, ci eravamo proposti l’obbiettivo di produrre circa 4 GWh/anno di energia elettrica e risparmiare 3.105 tep/anno, evitando l’emissione in atmosfera di 9.597 t CO2/anno, dimostrando che l’utilizzo delle biomasse, a fini energetici, è vantaggioso sia dal punto di vista ambientale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto per il nostro Paese, sia energetico, coprendo indirettamente parte della domanda locale, riducendo inoltre la dipendenza dai combustibili fossili. Io chiedo solo di non aver timori o pregiudizi nei confronti di un pensiero illuminista che incomincia a guardare timidamente al di la del semplice profitto, teorizzando un futuro più pulito e vivibile per tutti.

Nel nostro Comune, secondo il programma elettorale, avrebbe dovuto sorgere un piccolo Distretto a Cippato per sfruttare la risporsa agro-forestale locale. […] la creazione di un Consorzio Agro-Energetico Pilota nel comprensorio della Comunità Collinare poteva offrire nuove opportunità di sviluppo per le zone marginali, tramite la nascita di nuove iniziative di natura economica e quindi dare un impulso all’occupazione e all’imprenditoria locale. Questi, in breve, erano i concetti chiave da cui sono partito, per proporre un’attività che avrebbe potuto veramente rivoluzionare la precaria economia di queste terre. Il mio desiderio, oltre a veder realizzato il progetto, era quello di fornire un esempio e magari stimolare altri a seguire questa rotta per uno sviluppo sostenibile del proprio territorio.

[…] Lavoro per vivere e come tutti devo mangiare, ma soprattutto far mangiare la mia famiglia, pertanto, la creazione di un polo di ricerca e promozione energetica allargato (solare, eolico, biomasse, eccetera), poteva essere una buona idea per fare qualcosa di buono, e poter vivere in maniera sobria a contatto con una nuova realtà rurale, lontana dalle città. Le tecnologie per lo sfruttamento di determinate fonti energetiche rinnovabili, dal solare all’eolico alle biomasse, sono ormai mature ed alla portata di piccole realtà locali, che abbiano a disposizione terreni per realizzare le strutture, per gestire le biomasse, allevare animali, abbiano forza lavoro, ma soprattutto le menti per portare avanti la realizzazione e la conduzione di un impianto energetico ecosostenibile, che possa anche promuovere iniziative volte all’innovazione tecnologica o alla sperimentazione sul campo.

[…] Posti di lavoro, riduzione delle imposte sui rifiuti, meno discariche (più persone contente e disposte verso il prossimo), minore inquinamento, migliore qualità dell’aria, recupero energetico, recupero dei prodotti della trasformazione biochimica (biogas, energia termica, elettrica frigorifiera, acqua di processo e humus) e termochimica (syngas, energia termica, frigorifera, carbone vegetale e residui inerti per il fondo del manto stradale).

[…] In questi casi, in cui si cerca di fare qualcosa per il bene comune, in una società civile e intelligente (non per forza di cose istruita) non mi aspettavo un’opposizione, ma persone collaborative, che avessero volontà di crescere, che portassero sì critiche, ma costruttive, tralasciando per un attimo interessi personali, attriti e vecchie ruggini personali incarognite dagli anni.

 […] L’idea di base del Consorzio Agro-Energetico era anche quella di finanziare il Comune, previ specifici accordi legali da definire in funzione delle normative vigenti, devolvendo una ben definita percentuale dei proventi per intraprendere opere di interesse pubblico o atte a migliorare la vita degli abitanti residenti. Si poteva giungere, ad esempio, all’annullamento della fattura elettrica o termica per le famiglie particolarmente disagiate o poco abbienti; all’istituzione borse di studio per gli studenti meritevoli residenti, sostenere l’Asilo o istituire forme di assistenza sociale per gli anziani, eccetera.

[…] comunque vada, potrò sempre camminare a testa alta perché sono certo che questa è la strada che si dovrà percorrere per non farci dissanguare dall’aumento del costo dell’energia, potrò sempre dire che non sono mi sono pianto addosso come spesso vedo fare, dato che ho provato a fare del mio meglio per le sorti economiche ed energetico-ecologiche della Comunità ed il futuro dei nostri figli. Il progetto è archiviato, in attesa che interessi a qualcuno […]. Tutti si lamentano del carovita, dello scarso lavoro, dell’aumento del prezzo del petrolio, del gas e dell’energia nella sua più ampia accezione. Tutti sembrano concordi sul fatto che occorra migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e di proteggere il sottile strato di ozono che ci protegge dalla radiazione solare. Eppure… Nessuno si dimostra favorevole all’insediamento di IAFR (Impianti A Fonti Rinnovabili) a basso impatto ambientale sul proprio territorio. NO all’eolico, perché deturpa il paesaggio, NO al solare perchè la produzione dei moduli fotovoltaici inquina alla fonte. NO al solare termico perché dove stanno i rendimenti economici? Anche in questo caso, l’enfasi del NO pare non gradire il più antico e pulito metodo di conversione biochimica in ambiente chiuso che garantisce, a regime, una serie di vantaggi […]. Ma questi “NO”, sono poi dettati da prese di posizione di estremismo ambientale, ignoranza in materia, oppure sono dettati dalla consapevolezza che, sotto il controllo di un’Amministrazione seria e giudiziosa, nessuno potrebbe mangiarci sopra o costruirsi una fonte di reddito personale alle spalle della Comunità? L’ultima frontiera dei disturbatori fu l’accusa indiretta di ecoterrorismo. Ebbene sì, alcuni vanno dicendo che una rete di digestori anaerobici immetterà nell’aria pericolosi bacilli e tossine che porteranno malattie e renderanno irrespirabile l’aria di Berzano di San Pietro. Gli oppositori al Distretto Agro Energetico non si sono mai presentati ai seminari aperti al pubblico […], non hanno mai portato evidenze scientifiche a loro sostegno – intendo carta e numeri, non parole – davanti ad un pubblico, durante i dibattiti aperti. Hanno però fatto disinformazione al bar, dal barbiere, durante le sagre… Hanno assicurato che il loro potere era tale da impedire ad uno che non era nato a Berzano di creare una cosa del genere, di cui nessuno ha bisogno. Hanno detto che abbiamo scoperto l’acqua calda… Nessuno di noi ha mai detto di aver scoperto qualcosa di nuovo, abbiamo sempre asserito di aver fatto un lavoro di ricerca, basandoci su lavori già pubblicati e sull’esperienza di altre comunità. È la solita storia che si ripete: questa non è democrazia, è prevaricazione, è approfittare di persone che, per ignoranza (nel senso che non sanno o non sono versate in materia) si vedono propinare delle sciocchezze da persone di cui hanno fiducia perché sono loro figli o parenti. Non è serio, tutto questo, anzi è una grave dimostrazione di inciviltà. Mi piacerebbe sentire, qualche volta, qualcuno che dicesse un “sì”, che dimostrasse un desiderio concreto di voglia di cambiamento invece di piangere continuamente sui prezzi dell’energia che salgono continuamente e sullo spopolamento dei paesi. Io voglio proporre un esempio di buona volontà e impegno sociale, chi ha voglia di cambiare, può seguirlo. Ognuno si metta in bocca la pastiglia della propria convinzione e la succhi sino in fondo – senza sputarla però. Se poi la mia avrà un gusto amaro, pazienza, ma se avrà un gusto dolce mi piacerebbe fosse condivisibile anche con altri.

 

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