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Altro che “troppi tagli ai costi della politica”! Con questa manovra le SANGUISUGHE continuano a ridere

By Mario Giordano On agosto 13, 2011

Troppi tagli alla politica? No, per favore: non prendeteci in giro. Il premier Berlusconi nel presentare la maxi manovra ieri ha definito l’intervento sui costi della politica (14-15 interventi in tutto) addirittura “eccessivo” rispetto alle esigenze. “Lo abbiamo fatto per la domanda dell’opinione pubblica”, ha detto. Ebbene: crediamo che la domanda dell’opinione pubblica chieda molto ma molto di più.

A sentire quello che ha appena dichiarato in conferenza stampa dal ministro Calderoli, infatti, quello che resta delle 14 o 15 misure annunciate è:

a)      una mini-riduzione delle province (da 29 a 35 in meno: ma non dovevano essere abolite tutte)? Fra l’altro: per la riduzione bisognerà aspettare la fine del mandato dei consigli e delle giunte in carica (aspetta e spera: nel frattempo chissà cosa s’inventeranno…)

b)      Una mini-riduzione dei consiglieri regionali che diminuiranno del 20 per cento, passando complessivamente da 775 a 610 ma mantenendo tutto il loro corredo di benefit e privilegi

c)       L’accorpamento dei piccoli Comuni (che per altro era già possibile attuare senza bisogno di questo decreto, perché inserito in precedenti manovre, ma non è mai stato realizzato. Quindi non si capisce perché dovrebbe essere realizzato proprio adesso);

d)      Lo stop al doppio incarico dei parlamentari (chi sarà deputato non potrà essere contemporaneamente anche sindaco o assessore. E ci mancherebbe)

e)      Il pagamento di un contributo di solidarietà maggiorato da parte dei parlamentari (pagheranno il 10 e il 20 per cento anziché il 5 e il 10). Un piccolo sforzo per continuare ad abbuffarsi gratis alla buvette, prima di sfrecciare via in auto blu.

Tutto il resto (numero dei parlamentari, indennità dei parlamentari, etc) è rimandato a leggi costituzionali (aspetta e spera, un’altra volta). Tanto per dire: sui vitalizi dei parlamentari, nemmeno una parola. Sui vitalizi dei consiglieri regionali, neppure. Sulle clausole d’oro che consentano pensioni privilegiate ai dipendenti di Consulta e Quirinale, nemmeno. E la misura del volo in economy sembra una allegra presa per i fondelli: il 90 per cento dei voli dei parlamentari sono nazionali dove tutti i posti, si sa, sono economy…

A voi sembra un intervento “eccessivo”? A me no. A me sembra, sul fronte dei costi della politica, decisamente insufficiente. Di più: mi sembra una cortina fumogena per nascondere il grande salasso perpetuato ancora una volta a danno di tutti gli italiani. E purtroppo immagino già il triste finale: gli accorpamenti dei Comuni si perderanno tra veti incrociati, la riduzione delle Province pure e le leggi costituzionali si areneranno in Commissione. Nella realtà cambierà poco o nulla. A parte il fatto che gli italiani saranno un po’ più dissanguati e le solite sanguisughe, invece, festeggeranno.

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http://letteraviola.it/2011/08/tagli-ai-vitalizi-sei-parlamentari-fanno-ricorso-i-nostri-diritti-non-si-toccano-foto-e-nomi/

Tagli ai vitalizi, sei parlamentari fanno ricorso: “I nostri diritti non si toccano”

giovedì, agosto 18th, 2011

Non passa giorno senza che qualche lupo  del Palazzo non ci riservi la nostra dose di sdegno. Ci abbiamo fatto i calli è vero ma a tratti lo stupore prevale ancora sul disincanto. Oggi tocca a sei parlamentari, tutti siciliani, che hanno presentato ricorso alla Corte dei conti contro il taglio della doppia indennità, ossia la possibilità di sommare al già ricco stipendio di parlamentari nazionali, i vitalizi (tra i tremila e seimila euro) maturati nel corso della loro attività di deputati regionali. In altre parole, questo piccolo drappello bipartisan riscuote nello stesso tempo stipendio e pensione. Eppure, con un insolito scatto di lucidità, prima della pausa estiva, la presidenza dell’Ars (il parlamento siciliano) aveva imposto il divieto di cumulare le due indennità. Scelta saggia e in linea con il richiamo al rigore cui tutti i cittadini sono chiamati in questo momento. Ma i sei parlamentari non ci stanno, ritengono questa decisione “illegittima”: “I nostri diritti non si toccano” dichiarano indignati nel ricorso. Li chiamano proprio così: diritti. Mica privilegi.

Collegandovi al sito sopra citato attraverso il link troverete nomi e cognomi con le relative foto dei 6 parlamentari che dovrebbero lavorare per il Paese anzichè per loro stessi!

Tutto ciò è squallido e vergognoso, sono talmente arrabbiata che non riesco ad aggiungere altro!

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