Tratto dalla puntata di “Nove in punto. La versione di Oscar” del 4 febbraio 2011 (ascoltabile in streaming dal sito di Radio24)

Titolo della puntata: “Bestiario del fisco

Cento balzelli, tanti ne ha contati un rapporto di Confesercenti. Uno studio approfondito sul sistema fiscale italiano che suscita in certe circostanze anche una amara ilarità. Tasse sui morti, sull’ombra, sui tubi, sui cani, sui gradini, eccetera, eccetera…da non crederci!

A Nove in punto Antonio Giancane, curatore del rapporto di Confesercenti, Balzelli d’Italia – Fisco: le cento trappole per imprese e famiglie e Lorenzo Bessone, rappresentante per l’Italia del Greater Geneve Berne Area (agenzia promozione economica cantonale).

In allegato potete trovare il documento originale “BALZELLI D’ITALIA” citato nella puntata. Ecco di seguito un piccolo riassunto tratto dalla Premessa:

“I cittadini constatano quotidianamente le inefficienze delle Pubbliche amministrazioni e, accorgendosi che il prelievo fiscale non si traduce in una maggiore qualità dei servizi ricevuti, finiscono con l’accumulare  un  astio  ed  un  risentimento  sempre  crescenti.  Il motivo è che il nostro sistema fiscale è molto lontano da quanto previsto dalla stessa costituzione […]

L’inventiva fiscale non ha  limiti, come dimostrano gli esempi passati. Una volta c’erano la tassa sui pianoforti e quella sulle banane. Oggi queste antiche imposte sono state abolite. Ma sotto mentite spoglie operano altri antiquati balzelli, che con un po’ di spirito (ma sempre attenendoci ad un criterio oggettivo di basi imponibili reali) abbiamo ritrovato all’interno delle nuove imposte.

Abbiamo quindi provato a suddividere la rassegna dei 100 casi  in alcuni capitoli: dalle paleo-tasse alle imposte “esoteriche”, dalle tasse in maschera, a quelle contenute nelle bollette, ad altri prelievi surreali, come la tassa sull’esposizione della bandiera tricolore o le tasse macabre, che riguardano defunti e cimiteri, fino al  balzello sui lumini. Abbiamo poi scoperto altre categorie d’imposta: le tasse sul movimento, quelle aeree (su gru e tralicci), quelle sotterranee (su tubi, fogne e  botole), fino alle cosiddette “imposte spietate”, cioè  tasse che magari all’insaputa del  legislatore colpiscono chi è già  in difficoltà (disoccupati, invalidi, studenti fuori sede, famiglie numerose, sfrattati). Ci  sono  poi le “imposte  burocratiche”, cioè prelievi relativi a funzioni pubbliche già finanziate per altra via con la  fiscalità generale, che tuttavia vengono imposti a chiunque voglia adire a tali servizi, dalla giustizia al catasto. Per arrivare  infine a due capitoli cardine: il fisco “lunare”, cioè un sistema tributario burocratico ed auto-referente lontano dai cittadini e dalla stessa comprensibilità alla luce di una comune intelligenza e senso comune; ed  il  fisco  che  perseguita  l’impresa, vista come  un  limone  da spremere per ottenere nuovo gettito. […]

In quale altro paese europeo possiamo oggi trovare vecchi arnesi  come  l’imposta di bollo, quella sulle concessioni governative o la tassa sull’ombra? Non stiamo parlando di bruscolini. L’imposta di bollo dà un gettito di 6 miliardi di euro, analogo  il gettito dell’imposta di registro, l’imposta sostitutiva 600 milioni di euro, le concessioni governative 1,3 miliardi, l’imposta  sulle  assicurazioni  quasi  3  miliardi, l’IRAP preleva dall’economia 27 miliardi di euro,  l’imposta  di  pubblicità 300  milioni, TARSU e TARI circa 4 miliardi, l’accisa sui carburanti (e sull’aria) 21,5 miliardi, la tassa sul  televisore (ex canone di abbonamento)  rende  1,7  miliardi, le varie componenti fiscali sulle bollette altri 2 miliardi, la trascrizione al PRA 1,3 miliardi.”

Quando si dice che quello italiano è uno STATO LADRO… Ognuno di noi lo sperimenta quotidianamente sulla propria pelle, nelle proprie buste paga e per qualunque cosa ognuno di noi possa fare, fateci caso, esiste una tassa ad hoc che ci colpisce. E poi i nostri governatori hanno il coraggio di dirci che non ci sono soldi nemmeno per garantire dei servizi fondamentali, come asili, ospizi e trasporti pubblici. Le nostre imposte aumentano ed i nostri servizi peggiorano, mentre i finanziamenti pubblici vengono tagliati ovunque (cultura, scuole, università, ONLUS etc.) tranne dove ce ne sarebbe realmente bisogno (pubbliche amministrazioni, partiti).

Spero che durante la lettura di questo documento, possiate… ARRABBIARVI MOLTISSIMO!!!

Balzelli d’Italia (PDF)

______________________________________________________

Libro “Tassati e mazziati. Le tasse nascoste: quando lo Stato ci mette le mani in tasca due volte” di Giuseppe Bortolussi

Tasse, tasse e ancora tasse. Tutti dicono che sono troppe. Ma quasi tutti ignorano che, oltre a quelle visibili, si pagano una quantità incredibile di imposte nascoste: dai fondi pensione, al project financing (con cui “finanziamo” due volte le opere pubbliche), dalle “tasse sulle tasse”, come l’Iva sulle accise della benzina, a quelle che cambiano nome (ma non sostanza). Un libro che intende smontare tutti i falsi miti sulla fiscalità in Italia e spiegare le ricadute concrete sulle «tasche» di cittadini e imprese. E affronta in questa chiave i temi più caldi: l’evasione, la reale pressione tributaria, il federalismo fiscale.

______________________________________________________

Aggiornamento del 27 ottobre 2012:

Attenzione, c’è anche un’altra beffa: quella delle TASSE RETROATTIVE!!!

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-22/tasse-retroattive-miliardi-074344.shtml?uuid=Ab2LVWvG

Tasse retroattive per 5,5 miliardi

Cristiano Dell’Oste – 22 ottobre 2012

[…] Da quando esiste lo statuto del contribuente – 1° agosto del 2000 – il legislatore ha espressamente fatto eccezione per 55 volte al principio secondo cui le norme fiscali non valgono per il passato. E se si contano anche le regole retroattive implicite e le altre violazioni allo statuto, si può stimare che il totale arrivi ad almeno 450 infrazioni. […] Le eccezioni più pesanti, comunque, sono quelle che fanno scattare nuove o maggiori imposte con effetto retroattivo. In questi casi, infatti, i contribuenti non sono chiamati soltanto a fare i conti con regole oscure, ambigue o applicate per il passato, ma anche a mettere mano al portafoglio “da ieri”. Dalla manovra salva-Italia del dicembre 2011 al disegno della legge di stabilità per il 2013, sono state previste imposte retroattive per quasi 5,5 miliardi di euro. […] L’ultimo in ordine di tempo è l’intervento sulle detrazioni e le deduzioni fiscali, destinato ad applicarsi già dal 1° gennaio 2012 e inserito dal Governo nel disegno della legge di stabilità per il 2013 ora al vaglio del Parlamento. […]
Le imposte retroattive non sono certo un’invenzione dell’ultimo Governo […]. D’altra parte, se si guarda ai conti pubblici, l’introduzione di un rincaro tributario ex ante comporta un doppio vantaggio: da un lato, si incassa con un anno d’anticipo (nel caso dei bonus, con Unico 2013, anziché 2014); dall’altro, si raddoppiano i benefici finanziari per il primo anno di applicazione (sempre per i bonus, l’effetto annuo per competenza è 1,1 miliardi, ma sui conti 2013 l’effetto finanziario stimato dalla relazione tecnica è positivo per poco più di 2 miliardi). E le ragioni dei contribuenti passano in secondo piano di fronte a quelle del bilancio pubblico.
 
Non sempre, comunque, i rincari d’imposta sono legati a un nuovo tributo o una maggiorazione d’aliquota. Tra le eccezioni più insidiose allo statuto del contribuente, infatti, ci sono quelle che cambiano la determinazione del reddito d’impresa a esercizio in corso. […]
______________________________________________________

Aggiornamento del 29 settembre 2015:

Incredibile: il Demanio fa pagare i volontari che ripuliscono un’isola

La beffa giocata dallo Stato a chi voleva dare una mano all’ambiente. Per ripulire Poveglia dalle immondizie chiesti  soldi per “occupazione di suolo pubblico”

LIDO. Duemila euro per pulire l’isola. È la beffa che i volontari di «Poveglia per tutti» hanno subito domenica. «Per fare le cose in regola», si sfoga una volontaria, «abbiamo chiesto il permesso al Demanio. Abbiamo dovuto pagare 1357 euro come canone di concessione per due giorni, 650 euro di assicurazione obbligatoria, più bolli e spese. Per non parlare del pontile, noleggiato per motivi di sicurezza e costato con i bagni 1200 euro». […]

Tags: , , ,