Ecco tre brevi riassunti sui demoralizzanti primati dell’Italia (demoralizzanti perchè negativi, ovviamente) dal punto di vista economico, sugli ulteriori peggioramenti causati dal governo Berlusconi e sull’unica voce che non viene mai menzionata per i tagli, quelle delle spese elettorali e dei finanziamenti ai partiti.

L.D.

 

Una frase di Luca Cordero di Montezemolo:

“Da molti anni tutti i governi che si sono succeduti non hanno affrontato e risolto i veri nodi che frenano la crescita e la competitività del paese. Lo dimostrano i tassi di crescita dell’economia tra i più bassi in Europa. I molti deficit del sistema sono noti, ma vale la pena ripeterli. Infrastrutture, burocrazia, tasse sul lavoro e sulla produzione, investimenti in ricerca e innovazione, qualità del sistema scolastico e universitario, tempo della giustizia, presenza ipertrofica del pubblico nell’economia soprattutto a livello locale, mancanza di concorrenza in tanti settori della società. Senza parlare degli enormi e inaccettabili ritardi del Mezzogiorno, dove è cresciuta una nuova classe imprenditoriale che guarda il mercato. Se prendiamo qualunque parametro che misuri l’efficienza e la competitività dell’Italia, vediamo chiaramente che siamo agli ultimi posti fra i paesi industrializzati. Non lo meritiamo e non vogliamo accettarlo. Nel breve periodo le imprese potranno salvarsi andando all’estero, l’Italia no”.

 

Dal sito http://digilander.libero.it/circolorussell/politica.html:

articolo del 14 marzo 2011

I PRIMATI NEGATIVI DELL’ITALIA

La destra governa dal 2001 (eccetto il breve intervallo di Prodi) con una maggioranza in Parlamento che nessun governo precedente ha mai avuto. Anche se oggi Fini mette in difficoltà Berlusconi, chi leggerà quanto segue capirà che il Pdl e Lega non hanno risolto i più importanti problemi del Paese.

In Europa, l’Italia ha il numero più alto di enti inutili; ha il numero più alto di politici in attività; ha il numero più alto di condoni salva furbetti; ha una evasione fiscale gigantesca; ha i politici più pagati; ha lo Stato con un deficit spaventoso (1800 miliadi di euro); ha concesso il finanziamento più alto ai partiti (nonostante fosse stato abolito da un referendum); il fondo per prevenire i disastri ambientali è sempre stato insufficiente; il numero dei disoccupati e dei precari è tra i più alti; turismo e cultura sono trascurati (vedi la condizione dei musei); ha il clero più pagato e privilegiato; i giornali di partito ricevono sostanziosi contributi pubblici; ha il numero più alto di auto blu; ha due milioni di case-fantasma; gli enti nazionali e locali spendono cifre enormi per consulenze; si spende ogni anno una cifra smisurata per pagare gli interessi sui titoli di Stato emessi (70 miliardi di euro); ha i processi penali e civili più lunghi; ha un numero di leggi altissimo; dal 2001 i clandestini sono aumentati nonostante le molteplici sanatorie. Molti elettori credono che il federalismo risolverà tutti i problemi. Avranno una delusione perché il federalismo realizzato sarà molto diverso da quello sognato.

di Franco De Rossi

 

articolo del 12-12-2009

COSA HANNO FATTO I GOVERNI DI BERLUSCONI?

I berlusconiani citano sempre Napoli, l’Aquila e Messina come esempi di buon governo. Dimenticano Catania, Palermo e tutta la Sicilia sotto l’incubo delle immondizie, della siccità estiva e della mafia. Ma ci sono inadempienze ben più gravi. Ecco un piccolo elenco.

Taglio di fondi sulla sanità.
Taglio di fondi sulla ricerca scientifica.
Taglio di fondi sulla cultura (vedi soprattutto la situazione dei musei, lasciati in stato di abbandono).
Taglio di fondi sulla scuola pubblica.
Taglio di fondi alla polizia.
Disinteresse sulle tematiche ambientali.
Condoni per chi ha esportato capitali all’estero e per gli evasori.
Depenalizzazione del falso in bilancio. Negli USA chi falsifica un bilancio è passibile di 20 anni di prigione.
Debito pubblico alle stelle: attualmente supera il 110% del Pil (il Pil annuo è di 1.400 miliardi).
Le tasse non sono diminuite. La soppressione dell’Ici sulla prima casa ha messo in crisi i comuni.
Il numero dei disoccupati non è mai stato così alto: quasi 3 milioni.
Quando verrà applicata la legge che impedisce le intercettazioni le città saranno meno sicure.
Il federalismo è ancora l’oggetto misterioso: è un contenitore vuoto e nessuno sa cosa ci metteranno dentro.
Il processo breve è in realtà un “processo annullato”. Non velocizza la giustizia annullando i processi.
Tre regioni del Sud sono in ostaggio delle varie mafie. Le poche vittorie sui mafiosi-camorristi ecc. le dobbiamo alle cosiddette “toghe rosse” e alle forze di polizia.
Con Berlusconi lo Stato laico sta diventando uno Stato teocratico.

Mario Ferro

 

 articolo del 22-06-2009

Le spese elettorali aumentano in modo esponenziale; i partiti non sono mai sazi e chiedono sempre più soldi allo Stato. Il contributo alle spese elettorali è nato dopo che il cosiddetto Popolo Sovrano, nel 1993, aveva bocciato il finanziamento ai partiti. Cambiare nome per far rinascere le stesse cose è una specialità della partitocrazia nostrana vecchia e nuova. Adesso c’è una proposta di legge che chiede un nuovo finanziamento ai partiti, che sarà sicuramente votato dalla stragrande maggioranza dei politici. Anche i partiti populisti che predicano che il popolo dovrebbe scegliere i giudici, i senatori a vita e di altre istituzioni, quando ci sono di mezzo i soldi dimenticano i referendum decisi dal Popolo Sovrano. E’ noto che solo i cittadini devono tirare la cinghia, non i partiti e tantomeno i politici.
In un dibattito televisivo ho sentito dire che Tangentopoli è scoppiata perché i partititi sono stati costretti a prendere le tangenti perché non c’era un finanziamento pubblico. Questi politici non conoscono nemmeno la storia recente: il finanziamento ai partiti esisteva prima di Tangentopoli, ma una legge impediva ai partiti di incassare soldi illegalmente (senza fatturazione) dagli imprenditori o dalle lobby finanziarie. Molti cassieri e segretari di partito (compreso il cassiere del partito che gridava “Roma ladrona”) furono colpiti proprio da questa legge.

Franco Vicentini

Libro “Era il mio paese. Il futuro che attende l’Italia” di Eugenio Benetazzo

Quale futuro attende l’Italia ? Eugenio Benetazzo descrive ed analizza come è cambiato il nostro paese negli ultimi 25 anni, una mutazione dalle conseguenze decisamente critiche sia per il mondo del lavoro e sia per la stabilità e coesione sociale.  Nulla viene risparmiato, dal sistema bancario al sistema scolastico, dall’immigrazione alla televisione, dalla crisi della famiglia alla nascita del precariato giovanile: un’analisi lucida e spietata nel tipico spirito giornalistico dell’autore.  L’Italia è ormai un paese in via di sottosviluppo: il peso quasi eterno del debito pubblico, l’invecchiamento progressivo della popolazione, i conflitti razziali ancora sommersi, il decadimento della chiesa cattolica, la perdita di produttività industriale: che cosa resta di un paese un tempo ammirato ed invidiato dagli altri, quale futuro attende le giovani generazioni. 

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